XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2347
Onorevoli Colleghi! - Con le ricorrenti crisi
petrolifere degli anni '70 sono crollate innumerevoli certezze
e pratiche convenzionali proprie della civiltà contemporanea,
specialmente nel settore industriale e della politica
energetica.
Ne sono stati indizi premonitori la legge n. 373 del 1976,
ora abrogata, sull'isolamento termico degli edifici e la legge
n. 308 del 1982 sugli incentivi all'impiego delle fonti
energetiche alternative nelle costruzioni, dove si notano gli
effetti delle pressioni del mercato in genere, e delle potenze
industriali multinazionali in particolare: disposizioni
normative entrambe incentrate sugli aspetti prevalentemente
tecnicistici della questione, segno di una pressione
particolare posta dall'industria chimica e metalmeccanica alla
classe politica che allora ne ha trasformato in norme le
relative richieste, facendo leva soprattutto su parametri di
fisica tecnica (coefficiente di dispersione termica, ad
esempio) che privilegiano l'impiego di pannelli sottili o di
impianti di captazione dell'energia solare che possono essere
impiegati efficacemente nelle nuove e nelle vecchie
costruzioni, così come il mercato dell'International
Style ce le presenta ancora oggi, cioè con muri sottili di
circa 30 centimetri (maggiore superficie utile vendibile) e
con le forme e le disposizioni del tutto indipendenti dai
fattori ambientali di esposizione al sole e ai venti dominanti
del luogo (distorsione dovuta alla casualità della forma della
proprietà terriera che condiziona la struttura dei piani
edilizi comunali).
La presente proposta di legge intende includere la
struttura in terra cruda tra quelle utilizzabili ai sensi
dell'articolo 5 della legge n. 64 del 1974 per la costruzione
di edifici nelle zone sismiche.
L'architettura di terra, utilizzando le risorse del suolo
su cui è costruita, stimola iniziative locali decentrate
rispetto ai sistemi di produzione accentrati, promuove
l'invenzione di apparecchiature di cavatura e messa in opera
di costo molto contenuto, come le impastatrici a bicchiere e
le macchine intonacatrici moderne e, inoltre, promuove
un'imprenditoria artigianale capace di attivare molti posti di
lavoro, svincolando parzialmente l'industria edilizia dal
dominio delle grandi imprese di costruzione e delle
multinazionali industriali produttrici di materiali a forte
contenuto chimico.
Dagli anni '70, tuttavia, e, soprattutto dopo la famosa
esposizione al centro Georges Pompidou di Parigi del
1981, gli studi relativi agli aspetti energetici ed ambientali
degli edifici sono stati estesi ad aspetti di fisica tecnica e
di collocazione urbanistica, con il chiaro intento di fare
leva sui parametri propri dei materiali e dei siti urbani,
come l'inerzia termica ed il flusso termico, per quanto
riguarda i primi, e l'insolazione solare e l'esposizione ai
venti, per quanto riguarda i secondi.
Molti contemporanei hanno giudicato superficialmente la
costruzione di terra come un arcaismo desueto o una
sopravvivenza folcloristica, mentre già allora negli USA ed in
altri Paesi si tendeva a dimostrare in concreto che
l'architettura di terra avrebbe avuto davanti a sé un nuovo
avvenire, soprattutto per la bassa sensibilità alle variazioni
climatiche del caldo e del freddo esterni, dovuta all'elevata
inerzia termica propria della terra e dei materiali naturali
pesanti in genere.
Considerato che nel nostro Paese è in corso una sempre
maggiore richiesta di qualità abitativa, che si evidenzia
nella fuga dalla città e dal "casermone pluripiano", così
nelle grandi come nelle piccole realtà urbane, appare
improcrastinabile affrontare il problema con una normativa
appropriata, che consenta, quando addirittura promuova,
l'impiego di questa tecnologia ormai matura.
Iniziative considerevoli sono state promosse anche dal
Centre pour le Développement Industriel dell'Unione
europea.
Nonostante la molteplicità delle civiltà e delle culture
tradizionali, la casa di terra è impiegata dagli Stati Uniti
d'America all'Africa nera, dall'India al Magreb, dal Medio
Oriente all'America Latina, ed in Europa si hanno notevoli
impieghi nel nostro Paese ed in Francia (zone di Lione,
Grenoble, Reims, Avignone, Tolosa, Rennes e Chartres, di
differente esposizione climatica) in Spagna e anche nei Paesi
piovosi come l'Inghilterra, la Germania e la Danimarca. Alcuni
esemplari hanno raggiunto in Germania età sorprendenti anche
di 200 anni e sono ancora ben conservati, anche con altezze
fino a 4-5 piani, con muri alla base di 70 centimetri di
spessore. Nei Paesi poveri si trovano pure intere città
costruite in terra, in cui gli immobili raggiungono altezze
talvolta di più di 6-8 piani fuori terra (come nella città di
Shibam nello Yemen del sud, detta la "Manhattan yemenita"), e
con età che nel caso delle mura di Marrakesh si datano al XII
secolo, in quello delle chiese spagnole negli USA al XVI
secolo, e per i monasteri copti dell'Egitto al XVIII
secolo.
Circa il 40 per cento della popolazione mondiale, secondo
le statistiche dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, abita
in case di terra. Nei Paesi industrializzati questo materiale,
abbandonato negli anni della recente ricostruzione
postbellica, è stato riscoperto per le sue qualità di
risparmio energetico, ecocompatibilità e salubrità, e per il
comfort abitativo.
In Italia diverse regioni hanno predisposto finanziamenti
per il recupero degli esemplari presenti sul proprio
territorio, tra le quali la regione Abruzzo mediante le leggi
regionali n. 17 del 1997 e n. 15 del 2001.
Esemplari di case di terra cruda si trovano diffusamente
nelle regioni Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo,
Calabria, Sardegna e, con diversi esemplari, anche nel
Piemonte, Lombardia, Friuli, Umbria e Basilicata, a
testimonianza di una tradizione costruttiva affidabile e
solida anche nelle zone sismiche, impiegata fin
dall'antichità, come dimostra la estesa produzione
bibliografica in merito. Il loro degrado è avvenuto
soprattutto recentemente per l'azione dell'acqua a causa del
crollo dei tetti dovuto all'incuria.
La Germania ha normato i principali aspetti tecnologici
mediante le norme DIN. Sulla materia, inoltre, sono stati
editi, negli ultimi 15 anni, diversi importanti manuali
tecnici, dei quali due in Francia e nel Regno Unito, a
conferma della raggiunta maturità tecnica del settore.
Se la terra ha consentito di costruire nelle civiltà
preindustriali tanto palazzi sontuosi e giganteschi quanto
abitazioni modeste, lo stesso avviene oggi nelle nazioni
ipersviluppate o sottosviluppate, con il comune denominatore
di affrontare il risparmio energetico sia relativamente alla
fase di cavatura delle materie prime, sia del trasporto in
loco dei materiali, sia della costruzione vera e propria, sia
del riscaldamento/climatizzazione nella fase di gestione, sia
nella manutenzione e, non ultimo, del riciclo dei materiali
componenti al termine del ciclo di vita utile, che per una
abitazione può essere dimensionato su un arco temporale di
50-100 anni.
Sono stati realizzati recentemente diversi interventi
costruttivi, come quello di Lione in Francia, per diverse
centinaia di alloggi in terra cruda.
Nel nostro Paese da anni sono in corso ricerche e
sperimentazioni su nuove modalità di posa in opera con
l'intervento di diverse università, anche in collegamento con
università estere e nell'ambito di progetti con contributi
finanziari dell'Unione Europea. Ma nel nostro Paese, il cui
territorio è prevalentemente sismico, le norme sono
ingiustificatamente severe, ignorando del tutto la possibilità
di impiego di tali tecniche di costruzione, segno di una
scarsa conoscenza tecnica e meccanica della terra cruda come
materiale per impiego strutturale, usato in zone anche
altamente sismiche come il Nuovo Messico e la California negli
USA.
Cenni tecnologici.
Il materiale base, costituito da terra cruda nella forma
di argilla, talora con presenza di sabbia e ghiaia fina, viene
generalmente cavato sul posto della costruzione da erigersi,
ed impiegato con quattro tecnologie prevalenti:
Adobe: il mattone è formato con impasto molle,
prima seccato al sole, e poi posato con legante, sempre del
medesimo impasto;
Bauge: l'impasto molle mescolato a paglia o altre
fibre vegetali, in forma di cilindri, viene posato e compresso
a mano, quindi si procede all'asportazione delle irregolarità
mediante apposito attrezzo;
Pisè: l'impasto molle viene gettato e compresso
entro una cassaforma a corsi di altezza di mezzo metro per
volta, nello spessore del muro da eseguire, quindi lasciato
asciugare prima di procedere al corso successivo;
Colombage: predisposta una struttura lignea, che
sarà strutturalmente collaborante, si procede all'applicazione
dell'impasto molle, fino ad ottenere tramezzi e perfino muri
portanti.
Qualora le caratteristiche fisiche del materiale cavato
sul posto sia scadente, o per conferire maggiori prestazioni
meccaniche, oggi si può ricorrere all'aggiunta di leganti,
come cemento, calce e bitume, in percentuale variabile dal 2
al 4 per cento, da impastare con la terra nella forma
tecnologica detta della "terra stabilizzata", usata anche
nella costruzione dei sottofondi stradali e per piste di
aeroporti, a conferma della maturità tecnologica raggiunta in
altri settori di impiego.
Caratteristiche di bio-sostenibilità.
Riguardo al comfort occorre ricordare:
la stabilità termica dovuta alla grande massa termica
che consente accumulo di energia solare e bassa dispersione in
inverno, e mediante semplici aggetti per schermare dal sole in
estate, mantenendo una temperatura interna di almeno 5 gradi
inferiore rispetto all'esterno;
l'alto grado di isolamento acustico;
la capacità di regolare l'umidità atmosferica interna,
mantenendola su valori ottimali del 40-45 per cento, evitando
sia gli eccessi di umidità che quelli di secchezza.
L'umidità trattenuta dalla terra cruda ha valori simili ai
valori ottimali per un buono ed efficiente mantenimento e
conservazione delle strutture in legno ad essa adiacente, come
le travi di solai o gli architravi in legno di vani di porte e
finestre.
La capacità di assorbire le spinte sismiche e la
resistenza ai grandi venti è stata dimostrata negli USA ed in
Canada con l'adozione di una apposita normativa tecnica. Tale
requisito può comunque essere migliorato con l'adozione di una
struttura interna costituita da un graticcio di pali di legno
di piccolo diametro, e da opportune legature agli angoli
perimetrali e negli incroci dei muri.
La produzione di cemento genera per reazione chimica una
quantità di anidride carbonica pari a circa metà del proprio
peso, alla quale va aggiunta una analoga quantità di anidride
carbonica prodotta dalla combustione del carbone necessario
alla cottura delle marne da cemento: in totale, per una
tonnellata di cemento si rilascia nell'atmosfera circa una
tonnellata di anidride carbonica, e si consuma circa
altrettanto combustibile pregiato.
Con l'impiego della terra cruda tale dispendio energetico
e di inquinamento viene risparmiato, permanendo pressoché
analoghe, sia nel caso di terra cruda che di terra cotta o
cemento, le esigenze energetiche per le lavorazioni di messa
in opera.
I costi per l'escavazione del materiale sono gli stessi di
quelli necessari allo sbancamento dei locali scantinati degli
edifici tradizionali, con il pregio di non produrre rifiuti
speciali da inoltrare a discarica. Anche i costi per il
trasporto dalla cava alla fabbrica e da questa al cantiere
vengono del tutto eliminati. Ne risulta, in media, un
risparmio in termini monetari di circa il 20-40 per cento,
valore che considerato in termini energetici è senz'altro
superiore.