XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2306




        Onorevoli Colleghi! - Il ruolo di vertice dell'ordinamento giudiziario e di garante della uniforme e corretta applicazione della legge rivestito dalla Corte Suprema di Cassazione, deve essere favorito anche mediante la eliminazione delle barriere economiche che, spesso, ne rendono l'accesso scarsamente appetibile anche da parte di magistrali valorosi e meritevoli. Infatti, coloro che optano per la giurisdizione di legittimità, se non sono residenti in Roma o nelle vicinanze, devono farsi carico delle spese di trasporto che lo Stato non rimborsa.
        Questo stato di cose non agevola l'osmosi tra "centro" e "periferia" della giurisdizione, con la conseguenza che la giurisprudenza della Corte di cassazione può risultare scarsamente alimentata da apporti di talune parti del Paese (magari dove la vita è più cara e non è facile rinunciare ad una quota dello stipendio per fare fronte alle spese di trasferta e di alloggio). Recenti rilevazioni statistiche hanno posto in luce che meno del 10 per cento dei magistrati della Corte di Cassazione provengono da uffici del Nord del Paese.
        Se si vuole evitare che le pronunce della Corte di Cassazione risentano di una sorta di "centralismo giurisprudenziale", che non appare in linea con le istanze federalistiche che il Governo si è impegnato a sostenere, occorre che il Parlamento dia attuazione, anche in relazione all'esercizio delle funzioni giurisdizionali di legittimità, al dettato costituzionale che impone di rimuovere gli ostacoli anche di ordine economico che, di fatto, limitano la partecipazione alle istituzioni del Paese (articolo 3, secondo comma, della Costituzione). A tal fine, propongo che ai magistrati della Corte di Cassazione, non residenti in Roma, sia attribuito il trattamento di missione tutte le volte che debbano recarsi presso la Corte per ragioni di ufficio. La norma proposta pone rimedio alla situazione denunciata, consentendo a tutti i magistrati che lo desiderano di partecipare ai concorsi per le vacanze dei posti presso la Corte stessa.
        Per altro verso, il conseguente aumento degli aspiranti all'ufficio di giudice della Cassazione contribuirà ad accrescere il prestigio e la qualità professionale dei giudici di legittimità, come è giusto che sia. Ricordo che i componenti della Commissione tributaria centrale, non residenti in Roma, hanno già diritto al rimborso spese, benché si tratti di un organo giurisdizionale centrale di livello non costituzionale.
        Le medesime considerazioni svolte per la Corte di Cassazione valgono anche per il Consiglio di Stato e la Corte dei conti.




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