XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2293
Onorevoli Colleghi! - L'istituzione di una sezione
distaccata della corte di appello di Firenze costituisce
l'unica risposta attualmente possibile, dotata di pronta
efficacia e di costi sopportabili, alla domanda di giustizia
che nel distretto toscano forse più di altri si è andata
manifestando negli ultimi anni, con una marcata accelerazione
dovuta non da ultimo alle numerose riforme che si sono
succedute nel campo giurisdizionale, tra le quali è ovviamente
da segnalare quella sull'istituzione del giudice unico di
primo grado.
Lo testimoniano numerose iniziative legislative,
presentate da parlamentari di diversi gruppi politici (atti
Camera: n. 833, presentata il 13 giugno 2001 dall'onorevole
Carli; n. 1408, presentata il 24 luglio 2001 dall'onorevole
Susini; n. 1414, presentata il 24 luglio 2001 dall'onorevole
Cordoni; ed ancora, nella XIII legislatura, atti Camera: n.
1591, del 20 giugno 1996, presentata dall'onorevole Biricotti;
n. 1636, del 25 giugno 1996, presentata dall'onorevole
Matteoli; n. 2441, del 9 ottobre 1996, presentata
dall'onorevole Carli; n. 6659, del 23 dicembre 1999,
presentata dall'onorevole Evangelisti; atti Senato: n. 1588,
del 30 ottobre 1996, presentata dal senatore Petrucci e n.
3064 del 13 febbraio 1996 presentata dal senatore Pera), e
l'autorevole avallo del Ministro della giustizia Fassino,
rilasciato nel corso di visita a Firenze nel novembre 2000.
Lo richiedono con comunità d'intenti gli enti locali
interessati, con il pieno sostegno dell'Associazione nazionale
comuni italiani, e tutte le categorie degli operatori della
giustizia, in primis l'avvocatura - che registra gli
interventi dei singoli consigli dell'ordine - e la
magistratura con numerosi suoi esponenti. In particolare, il
12 dicembre 2000 il consiglio regionale della Toscana ha
approvato all'unanimità una mozione (la n. 56 del 27 luglio
2000) che auspica l'istituzione della sede.
Lo esige il rispetto del principio, ora
costituzionalizzato, del "giusto processo", del quale la
ragionevolezza dei tempi costituisce uno dei profili più
evidenti e sui quali più appunta l'attenzione dell'opinione
pubblica (e delle istituzioni comunitarie), nonché quello di
un decentramento che consentirebbe l'attuazione del criterio
di specializzazione nell'amministrazione della giustizia,
altrimenti destinato a creare più problemi agli utenti di
quelli che si ripromette di risolvere (si pensi soltanto
all'originario articolo 11 del cosiddetto "progetto Mirone"
per la riforma del diritto societario, che ha provocato
reazioni tali da consigliarne l'abbandono, proprio perché con
l'istituzione di sezioni specializzate solo presso le sedi
delle corti di appello allontanava di fatto il cittadino dal
suo giudice e mortificava le professionalità interessate).
Lo imporrebbe, infine, la semplice considerazione, di
macroscopica evidenza anche agli occhi di chi è estraneo alle
attività forensi (e comunque ben presente allo stesso organo
di autogoverno della magistratura, il Consiglio Superiore, che
lo segnala da tempo) che l'ottocentesca geografia giudiziaria
italiana vede la Toscana, con oltre 3.500.000 abitanti, come
una delle pochissime grandi regioni con una sola corte
d'appello: e ciò benché nel distretto si annoverino ben 10
tribunali, 13 sezioni distaccate e 270 comuni. Tanto più si
apprezzerà tale considerazione se si aggiunge che deve essere
colta l'opportunità di assegnare il tribunale di Massa e
Carrara al distretto della costituenda sezione distaccata,
così rimediando alla ancora una volta anacronistica previsione
che lo vede inserito in quello della corte d'appello di
Genova.
Comune a tutte le iniziative ricordate è la considerazione
che il nuovo distretto dovrebbe comprendere i tribunali della
cosiddetta area vasta costiera, da Massa a Lucca, Pisa e
Livorno, fino ad includere Grosseto, cui corrispondono realtà
economiche di grandi rilievo. Esse spaziano infatti dalla
lavorazione del marmo, dai cantieri navali e dall'industria
turistica della Versilia, alla lavorazione della carta della
Lucchesia, ai grandi complessi industriali metalmeccanici e
vetrari del Pisano (si ricordino soltanto gli stabilimenti
Piaggio di Pontedera, la più grande azienda metalmeccanica
dell'Italia centrale) e di Piombino, alla "Silicon
Valley" informatica italiana lungo il corso dell'Arno, alla
lavorazione del pellame, fino al grande porto mediterraneo di
Livorno. Non dovrebbe però essere trascurata la considerazione
della giustizia penale, che purtroppo vede anche in Toscana il
crescere della criminalità organizzata, presente non solo con
gli insediamenti di mafia, camorra e 'ndrangheta, e con
elementi autoctoni, ma anche in relazione agli imponenti
flussi migratori; ed è noto come il fenomeno possa essere
efficacemente affrontato solo con una integrazione di
competenze e risorse su un'area territoriale omogenea.
Per quanto riguarda il circondario del tribunale di
Grosseto, è da osservare che gli utenti della giustizia
potrebbero non avere rilevanti vantaggi dalla costituzione di
nuova sede tanto presso Lucca, che Pisa o Livorno, soprattutto
a causa delle distanze pressoché equivalenti se non maggiori
rispetto a Firenze; e può quindi essere opportuno confermare
per gli affari ivi trattati la competenza della corte
fiorentina, tenuto anche conto che gli operatori interessati
non hanno manifestato un interesse a diversa soluzione.
L'individuazione della sede della costituenda sezione
costituisce problema delicato, da affrontare soltanto
nell'ottica del miglior servizio al cittadino e non in quella
localistica. Non potrebbero allora valere richiami storici o
comunque non fattuali, ma solo dati oggettivi.
Ed allora, tra le sedi dei tribunali interessati:
Pisa è il capoluogo della provincia più estesa
territorialmente, più popolosa, e con il maggior numero di
comuni;
Pisa è il naturale baricentro geografico dell'area del
nuovo distretto, comodamente raggiungibile sia in auto che con
mezzi di linea, sia in treno, da ciascuna delle altre sedi,
con egual tempo da ciascuna (si pensi invece, ad esempio, alla
maggiore distanza ed ai mezzi pubblici disponibili per il
tragitto Livorno-Lucca o Massa-Livorno: quando da Massa a Pisa
si impiega poi lo stesso tempo che da Massa a Lucca);
sempre dal punto di vista logistico, Pisa gode
direttamente dei servizi, nazionali e internazionali,
dell'Aeroporto Galilei;
l'ordine degli avvocati pisano è secondo per dimensioni
solo a quello di Firenze, nella regione;
con gli ordini di Lucca, Livorno, Massa ed anche la
Spezia a Pisa espolica la sua attività una delle prime scuole
forensi italiane, in stretto collegamento con le istituzioni
universitarie e con la scuola superiore di S. Anna, centro
culturale di livello non solo nazionale: ciò che consente di
assicurare la centralità nell'area costiera in tema di
formazione e di costante aggiornamento professionale;
le statistiche giudiziarie indicano che il maggior
carico delle pendenze cade sui tribunali di Pisa e di Lucca,
con leggera prevalenza complessiva del primo (si citano di
seguito le principali categorie in ordine di grandezza, come
tratte dalla relazione sull'amministrazione della giustizia
del procuratore generale di Firenze, resa il 13 gennaio
2001):
MATERIA CIVILE
Controversie ordinarie
Tribunale pendenti al 30 giugno 2000
Lucca 7120
Pisa 7044
Controversie ordinarie stralcio:
Tribunale pendenti al 30 giugno 2000
Pisa 4681
Lucca 4042
Livorno 3679
Sezione lavoro: lavoro
Tribunale pendenti al 30 giugno 2000
Pisa 836
Livorno 708
Lucca 564
Fallimenti:
Tribunale pendenti al 30 giugno 2000
Pisa 935
Lucca 909
Livorno 499
MATERIA PENALE
Collegiale:
Tribunale pendenti al 30 giugno 2000
Livorno 827
Lucca 408
Pisa 320
Monocratico:
Tribunale pendenti al 30 giugno 2000
Lucca 1835
Pisa 1199
Livorno 1028
Procura presso il Tribunale:
Tribunale pendenti al 30 giugno 2000
Pisa 34373
Lucca 25739
Livorno 21680
Tutte le precedenti considerazioni valgono a maggior
ragione per l'istituzione di una sede distaccata in Pisa del
tribunale amministrativo regionale; una proposta in tal senso
era già stata approvata da un ramo del Parlamento negli scorsi
anni, e ne sono state nuovamente presentate di analoghe
recentemente (atto Camera n. 1414 XIV legislatura e atto
Camera n. 6659, XIII legislatura), registrando - a differenza
di quanto accennato per la sezione distaccata della corte
d'appello - il consenso unanime dei diversi enti pubblici e
territoriali interessati. A tutti, infatti, è apparso evidente
che il fine di una più efficiente gestione della giustizia
amministrativa, ora gravata di nuovi compiti e fornita di
nuovi strumenti di intervento, soprattutto dopo l'emanazione
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, può essere
perseguito solo con l'alleggerimento dell'enorme carico di
lavoro della sede fiorentina.
Le costituende sezioni contribuiranno quindi ad agevolare
la definizione delle controversie, nel senso di una giustizia,
di migliore qualità, resa con maggiore rapidità.