XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2227
Onorevoli Colleghi! - E' dagli anni Ottanta che la
figura professionale del veterinario coadiutore viene
utilizzata in aiuto dei veterinari di Stato, prima
saltuariamente, poi invece regolarmente e costantemente,
tant'è che ci sono casi di persone in servizio, con contratti
consecutivi a tempo determinato, da molti anni.
Tali contratti hanno la peculiarità di non garantire
alcuna copertura previdenziale e assistenziale e di essere
notevolmente al di sotto delle retribuzioni medie riconosciute
ai veterinari di ruolo.
Tutto questo nonostante che i compiti, sia sanitari che
amministrativi, a cui tale personale coadiutore deve assolvere
siano del tutto e per tutto analoghi a quelli affidati ai
veterinari di ruolo.
L'utilizzo costante di tali figure dimostra un effettivo
bisogno di organico al fine di espletare i controlli imposto
dall'Unione europea e dalle emergenze alimentari dell'ultimo
decennio.
Il decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre
1997, n. 483, stabilisce per l'accesso al primo livello delle
dirigenza del Servizio sanitario nazionale, in relazione ai
singoli profili professionali, e cioè a medici, farmacisti,
veterinari, biologi, chimici, fisici e psicologi, il possesso
della specializzazione nella disciplina oggetto del
concorso.
Tutto questo appare paradossale se si pensa che ai
veterinari coadiutori, per concorrere a posti in ruolo presso
le aziende sanitarie locali (ASL), è richiesto un diploma di
specializzazione per fornire un servizio che essi già svolgono
da parecchio tempo.
Siamo senza dubbio di fronte ad una contraddizione che
lede i diritti del cittadino e che richiede senz'altro una
rapida soluzione. Per tali motivi, con la presente proposta di
legge si dispone che per l'accesso al primo livello di
dirigenza veterinaria sia considerato equipollente alla
specializzazione il servizio prestato per un minimo di tre
anni, ancorché non di ruolo, presso strutture del Servizio
sanitario nazionale.