XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2151
Onorevoli Colleghi! - Desidero richiamare la vostra
attenzione su una questione concernente il Corpo militare
della Croce Rossa Italiana (CRI), che è a tutti gli effetti un
Corpo ausiliario delle nostre Forze armate tanto da possedere
persino una sua bandiera di guerra.
Il suddetto Corpo ed i suoi appartenenti si sono distinti
per la dedizione e l'efficacia con cui hanno saputo svolgere i
loro delicati compiti umanitari sin dalla loro apparizione nel
corso della prima grande guerra e ancor più nei terribili anni
del secondo conflitto mondiale.
Successivamente il Corpo militare della CRI ha preso parte
ad importanti missioni internazionali di aiuto a popolazioni
colpite e danneggiate da eventi bellici e da gravi calamità
fra cui spiccano quelle condotte in Corea, in Turchia, in
Libano, in Albania, nella ex Jugoslavia oltre che in
numerosi Paesi africani.
Oltre a ciò va fortemente sottolineato il fatto che i
militari della CRI intervengono direttamente e con i loro
mezzi sanitari per prestare soccorso ed alleviare la
situazione dei cittadini italiani colpiti da calamità naturali
in ogni parte del territorio nazionale meritandosi ovunque il
consenso, la stima e la riconoscenza delle popolazioni
coinvolte.
Attualmente i membri di questa gloriosa istituzione, pur
osservando intatti l'amor patrio e la generosità che, da
sempre, li contraddistinguono, si sono sentiti poco
considerati a causa del fatto che il Corpo di appartenenza è
praticamente l'unico a cui non è concessa l'applicazione del
ruolo d'onore.
Tale applicazione, infatti, concessa inizialmente soltanto
ad ufficiali, sottufficiali e truppa dell'Esercito,
dell'Areonautica militare, della Marina militare e all'Arma
dei carabinieri è stata poi giustamente estesa anche alla
Polizia di Stato, alla Guardia di finanza, ai Vigili del fuoco
e finanche agli assistenti spirituali delle Forze armate
(cappellani militari).
Ciò precisato, credo che sia evidente a tutti la
discriminazione che il Corpo militare della CRI sta
effettivamente subendo.
Tutto questo è, per certi versi, addirittura paradossale
se si pensa al fatto che gli interventi di peace-keeping
sembrano oggi essere divenuti una delle principali funzioni
degli eserciti (soprattutto nelle nazioni più evolute) e che,
nel corso di tali azioni, il ruolo dei reparti sanitari
diviene vieppiù cruciale.