XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1965
Onorevoli Colleghi! - Con la fine della guerra fredda e
dell'era bipolare, l'opportunità di un intervento
multinazionale volto a dirimere e pacificare i focolai
regionali che stanno ora divampando un po' ovunque nel mondo e
che minacciano soprattutto le popolazioni civili, nonché le
modalità di tale intervento, sono divenute una tematica che
sta interessando e coinvolgendo l'intera comunità
internazionale: si parla a tale proposito anche di un vero e
proprio diritto-dovere di "ingerenza umanitaria". La mancanza
degli equilibri imposti dalle due superpotenze richiede ora,
sempre più spesso, un'azione multinazionale e multilaterale in
soccorso dei più deboli e indifesi e a tutela della sicurezza
internazionale.
Tuttavia, una decisione così importante quale la
partecipazione del nostro Paese a questo tipo di missioni
multinazionali, sia che si tratti di missioni umanitarie sia
che si tratti di operazioni di polizia internazionale, non può
essere presa senza il consenso preventivo del Parlamento.
Bisogna, inoltre, considerare che tali missioni militari sono
quasi sempre dirette e gestite da un Comando unificato che non
risponde al nostro Governo e al nostro Parlamento.
D'altro canto, diventa anche sempre più difficile
distinguere le missioni militari puramente umanitarie, di
assistenza e di soccorso ai civili, dalle operazioni di
polizia internazionale, volte più specificatamente al
ripristino della legalità e dell'ordine internazionale. Può
infatti accadere, come è stato in Somalia o in Bosnia, che
tali forme di intervento finiscano per coincidere e che il
nostro Paese si trovi coinvolto, specie se la missione è
gestita da un Comando unificato di cui non facciamo parte, in
una vera e propria guerra e in situazioni gravemente in
contrasto con i princìpi sui quali si fonda la nostra
Repubblica, senza la possibilità per il Parlamento di
intervenire.
E' il Parlamento che deve preventivamente valutare
l'opportunità e le condizioni di una partecipazione di soldati
italiani a tale genere di missioni ed essere il garante della
loro conformità allo spirito della nostra Costituzione. Per
questo motivo è stato usato nella presente proposta di legge
costituzionale il termine più generico di "missioni militari
internazionali", in modo da comprendere ambedue i tipi di
intervento militare multinazionale. Per quanto riguarda i rari
casi di impiego delle nostre Forze armate in missioni
all'estero senza la partecipazione internazionale, come nel
caso dell'"Operazione Pellicano" in Albania, consideriamo
ancora sufficiente il limite posto dall'articolo 11 della
Costituzione.
E' indispensabile fissare nella nostra Costituzione questo
principio di primato del Parlamento, per adeguarla a una nuova
esigenza che i Costituenti non potevano prevedere, ma che sta
profondamente segnando i nostri tempi.