XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1955




        Onorevoli Colleghi! - Magnifico centro costruito nel 1593 dai veneziani su progetto dell'architetto militare Giulio Savorgnan, la cittadella di Palmanova, monumento nazionale dal 1960, incarna l'ideale città fortezza rinascimentale, concepita secondo i princìpi di razionalità, funzionalità e simmetria del tempo. La pianta perfettamente poligonale, a stella con nove punte, era quanto di meglio potesse infatti progettare l'ingegneria veneziana dell'epoca.
        Nel corso dei secoli la struttura militare della città si è addolcita con la presenza di ragguardevoli opere architettoniche tanto che è stata inserita dall'UNESCO nell'elenco delle opere che dovrebbero entrare a far parte del patrimonio culturale mondiale. La situazione attuale in cui versano le mura e altri manufatti rendono indispensabile un significativo intervento di recupero.
        Tale intervento, inoltre, permetterebbe di proporla motivatamente quale centro atto ad ospitare in maniera adeguata attività di carattere internazionale.
        I recenti fatti occorsi in Europa e nel mondo e per l'Italia quelli verificatisi in occasione del vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi del G8, richiedono, per una ragione di sicurezza, maggiore attenzione nella scelta dei luoghi da adibire agli incontri, preferibilmente portandoli fuori dei centri urbani di un certa consistenza, per non creare disagi alla popolazione e alle rappresentanze governative o diplomatiche degli Stati partecipanti.
        La sicurezza è l'elemento fondamentale da considerare, al quale si associa la necessità di assicurare i servizi necessari ed indispensabili agli incontri, quali la facilità di raggiungimento della sede dell'incontro attraverso reti stradali, ferroviarie o aeroporti e la garanzia di una adeguata sistemazione alloggiativa per i convenuti.
        I tre unici ingressi alla città di Palmanova garantiscono già di per sé un aiuto importante agli operatori adibiti alla sicurezza. Attorno alla fortezza, inoltre, i centri abitati sono pochi e non densamente popolati. Gli aeroporti militari di Aviano, Rivolto e Istrana nel Veneto possono garantire in pochi minuti una copertura aerea a Palmanova in caso di necessità. Nelle vicinanze vi è una caserma di fanteria, che può essere potenziata.
        Sotto il profilo dell'accessibilità, la città è facilmente raggiungibile dall'aeroporto di Trieste, attraverso le reti viarie e ferroviarie. La presenza di un moderno ed attrezzato ospedale dotato di sale di rianimazione e di trattamento intensivo può inoltre garantire in modo adeguato il necessario supporto medico previsto in occasione dei vertici.
        Da quanto brevemente descritto si comprende come Palmanova possa essere riqualificata nel suo assetto urbano per una sua ottimale fruizione attraverso:

            il recupero della cinta muraria e del fossato;

            iniziative di recupero degli immobili dismessi o dismissibili della Difesa da adibire a sale conferenze;

            la costruzione di alloggi differenziati per i componenti delle delegazioni;

            la costruzione di alloggi per gli addetti alla sicurezza;

            la predisposizione di spazi da adibire ad eliporto;

            la costruzione di un generatore elettrico autonomo per le emergenze.

        La vicinanza ai capoluoghi di Udine, Gorizia, Pordenone e Trieste e agli importanti centri turistici di Lignano, Grado, Tarvisio, Piancavallo e Arta Terme già ora forniscono adeguate strutture di ospitalità alberghiera.
        La vicinanza con l'aeroporto di Ronchi dei Legionari e con l'aeroporto Marco Polo di Venezia garantisce ottimi collegamenti aerei; il casello autostradale di Palmanova e la stazione ferroviaria, ottimi collegamenti via terra.
        Il recupero della città offrirebbe quindi la possibilità alle istituzioni nazionali di usufruire, in proiezione a costi contenuti, di un luogo perfettamente attrezzato sotto il profilo tecnologico, dell'ospitalità e della sicurezza.
        La presente proposta di legge intende disporre finanziamenti per interventi di recupero urbano e per lavori pubblici, per un importo di 7.746.853 euro. Si evidenzia che la legge 8 giugno 2000, n. 149, relativa al vertice di Genova del G8, ha stanziato per lavori pubblici 18 miliardi di lire, e che la legge 27 ottobre 2000, n. 304, concernente la Convenzione delle Nazioni Unite sul crimine transnazionale organizzata a Palermo, ha stabilito, "quale concorso dello Stato alle spese del Comune", un limite di impegno quindicennale di 5 miliardi di lire, a decorrere dal 2001, e che la "Regione Sicilia può destinare sino a 35 miliardi di lire, a valere sui fondi disponibili ad essa attribuiti per l'attuazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica".




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