XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1831




        Onorevoli Colleghi! - Come indicato dal titolo, la presente proposta di legge ha un intento che ne sottende altri due: l'inquinamento luminoso altera o nasconde il cielo notturno impedendo di fatto, o quantomeno rendendola difficoltosa, l'osservazione astronomica del cielo; nel contempo esso produce un enorme spreco di energia.
        Di seguito sono indicati i dati forniti e divulgati dalla Società astronomica italiana e da Greenpeace, frutto di indagini, di studi, di rilevazioni tecniche e scientifiche: è del 30 per cento la dispersione di energia determinata dall'uso di lampade di scarsa efficienza negli impianti di illuminazione pubblica e privata. Se vi fosse, invece, una diffusione di lampade ad alta efficienza nell'illuminazione pubblica e privata, si potrebbero risparmiare 3,2 miliardi di kilowatt, cioè 2,5 tonnellate di CO/2. Tutto ciò, nonostante vi siano leggi dello Stato che suggeriscono, prevedono ed impongono l'adozione di mezzi e di metodi volti a ridurre i consumi energetici.
        Se non risulta fuori luogo o addirittura puerile - ma si tratta, invece, di una questione culturale non di poco conto - v'è da aggiungere che l'inquinamento luminoso impedisce, anche alle persone che di astronomia non si occupano, la visione del cielo, utile e necessaria; due nomi soli ad esemplificazione: Galilei e Leopardi. Nomi che ne evocano altri e riassumono studi e riflessioni, od interrogazioni poetiche, di millenni.
        La presente proposta di legge è redatta sulla scorta di documenti e indicazioni di studiosi e tecnici del settore, nonché dell'analisi del materiale di illuminazione oggi sul mercato. Essa tiene conto di una necessità scientifica ed ambientale che si esprime, da qualche anno, con la organizzazione di una apposita "giornata nazionale sull'inquinamento luminoso", che si svolge nel mese di settembre. Significa che questo problema e la richiesta di soluzione non sono oggetto dell'interesse di pochi "addetti", ma fanno parte di una coscienza collettiva molto diffusa.
        D'altronde, se lo Stato investe somme rilevanti per gli studi astronomici ed astrofisici è pur giusto e doveroso che essi possano essere svolti nelle migliori condizioni possibili, che vanno create o sollecitate qualora non esistano o siano compromesse. Come? I punti fondamentali su cui si dovrebbe basare la nuova illuminazione sono:

                a) divieto di orientare le sorgenti di luce verso l'alto (a parte quando ciò sia effettivamente necessario);

                b) utilizzo di sorgenti di luce che non disperdano il flusso lateralmente od in alto;
                c) necessità, in ogni caso, della loro schermatura;

                d) installazione di dispositivi di riduzione del flusso nelle ore notturne;

                e) installazione di lampade al sodio a bassa pressione dotate di dispositivi in grado di ridurre dopo determinati orari l'emissione di luce degli impianti;

                f) installazione di lampade con potenza adeguata all'uso per cui sono destinate e, quindi, non sovradimensionate.

        Non si pensi a città oscurate, a fonde notti italiane: così non è. Si tratta di limitare, correggere, ridurre, razionalizzare per un "bene" scientifico e culturale, per un risparmio appartenente a tutto il nostro Paese, un "bene" riconosciuto da altri Stati europei ed extraeuropei, o sulla via di essere riconosciuto anche in Europa.
        Vogliamo ancora una volta essere il fanalino di coda nel settore ambientale?
        Crediamo che l'approvazione della presente proposta di legge possa mettere l'Italia su una corsia "europea" di tutela, di difesa e di garanzia di tutto il patrimonio terracqueo ed oltre.




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