XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1806
Onorevoli Colleghi! - La problematica relativa alla
doppia imposizione è una questione sentita dalla cittadinanza,
in particolare dalle categorie più deboli, che vedono erosa la
propria capacità di consumo, dal sistema economico, che vede
pregiudicato il corretto funzionamento dei settori produttivi
ed, in fine, dallo Stato stesso che vede aumentato il carico
di lavoro e quindi le spese amministrative per farvi
fronte.
L'eccessiva pressione fiscale che si registra oggi nel
Paese costituisce un forte impedimento al virtuoso
funzionamento del sistema economico, penalizza l'efficienza
marginale del capitale e con essa gli investimenti e crea
aspettative negative tali da disincentivare il consumo interno
e da penalizzare l'entrata di capitali esteri e la posizione
economica internazionale dell'Italia. Sebbene tale questione
abbia già caratterizzato il dibattito politico e la vita
istituzionale del Paese sin dalla sua unità, non ha ricevuto
un'adeguata codificazione dalla Carta costituzionale della
Repubblica.
L'articolo 53 della Costituzione, infatti, si limita, da
un lato, ed in maniera troppo generica, ad individuare il
criterio di progressività per quanto riguarda la scelta del
sistema tributario, mentre, dall'altro, afferma il principio
della contribuzione rapportata alla capacità contributiva del
singolo.
Partendo da questa premessa, si sottolinea l'esigenza di
raggiungere due obiettivi prioritari:
a) l'individuazione di un criterio impositivo che
sia unico ovvero non preveda una sovrapposizione di
imposte;
b) che il criterio individuato sia dotato di un
semplice meccanismo di calcolo.
Questi due obiettivi possono essere raggiunti sia mediante
una modifica all'articolo 53 della Costituzione con
l'introduzione di un nuovo comma, sia tramite la corretta
applicazione dell'articolo 81 della Costituzione che impone la
copertura della spesa pubblica mediante la raccolta fiscale e,
quindi, vieta espressamente di affrontare nuove spese senza la
dovuta copertura. Principio puntualmente disatteso in
passato.
La necessità di ricorrere ad una modifica costituzionale è
giustificata dalla materia in questione ed, al contempo,
dall'esigenza di completare la Carta costituzionale. I
vantaggi dell'introduzione di una simile regola andrebbero a
beneficio sia dei cittadini che della pubblica
amministrazione. Da un lato, infatti, si semplificherebbe il
rapporto dei cittadini con il fisco, si faciliterebbe il
calcolo delle loro previsioni di spesa e si
razionalizzerebbero i consumi. Dall'altro, e ciò riguarda
l'apparato amministrativo, si genererebbe una diminuzione
delle spese amministrative e si otterrebbe un aumento del
gettito. Infine, si eviterebbe di colpire due volte lo stesso
reddito ovvero di caricare sulla stessa spesa due oneri che
oggi sovente si sovrappongono.
Lo Stato che pretende l'equità dai cittadini deve essere a
sua volta equo. Si pensi, per fare un esempio, che l'ITALGAS
fattura ai clienti ai quali eroga metano, l'imposta sul valore
aggiunto sull'imposta di consumo: un'addizionale "criminale"
autorizzata dallo Stato, un'autentica rapina, una concessione
ignobile!