XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1803
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende ottemperare all'articolo 32 della Costituzione, il
quale riconosce la salute come diritto fondamentale di tutti i
cittadini. E' universalmente riconosciuto il fatto che la
nostra società, specie negli ultimi decenni, si caratterizza
per un'accelerata senescenza della popolazione determinata da
due ordini di fattori: da un lato, dal costante calo
dell'indice di natalità, dovuto al perdurante periodo di
recessione economica che incide pesantemente sulla
costituzione dei modelli familiari, e dall'altro dai progressi
della medicina e della scienza che hanno determinato un
allungamento della vita media dell'uomo.
Il progressivo invecchiamento della popolazione obbliga il
legislatore a confrontarsi con problemi sempre più complessi
di ordine politico, economico, socio-assistenziale,
previdenziale e, non da ultimo, sanitario. L'anziano infatti
risulta strutturalmente portatore di alcuni deficit e
disturbi che richiedono specifici trattamenti farmacologici e
protesici, nonché un supporto medico ad hoc.
Fra le numerose patologie specificatamente geriatriche
vanno ricordate la perdita di funzionalità delle facoltà
sensoriali, il rallentamento dei riflessi, il decremento della
forza muscolare, le patologie prostatiche nell'uomo e da
incontinenza urinaria nella donna, l'ipertensione da perdita
di elasticità vascolare, la contrazione delle funzioni
intestinali.
Non va infine dimenticata la diminuzione del controllo
dell'equilibrio degli zuccheri, un disturbo molto frequente
nella popolazione senile che, interferendo con i processi
catabolici renali, condiziona l'escrezione dei farmaci, la cui
somministrazione deve essere mirata nel contesto del
particolare quadro clinico dell'anziano.
Tutti questi disturbi, pur non gravi presi singolarmente,
presentandosi nell'anziano sovente in contemporanea rendono
difficile e delicato il supporto del medico di famiglia mirato
al benessere dell'assistito. E' pertanto necessario
personalizzare gli interventi sanitari anche al fine di
contenere, per quanto possibile, l'eccesso di ospedalizzazioni
improprie che gravano pesantemente sull'erario statale e
possono interferire con l'obiettivo di stimolo
all'autosufficienza.
L'assistenza geriatrica di base che la presente proposta
mira ad introdurre nel Servizio sanitario nazionale mediante
la modifica dell'articolo 25, commi secondo e terzo, della
legge 23 dicembre 1978, n. 833, concernente l'istituzione del
Servizio sanitario nazionale, ha per obiettivo principale il
mantenimento del miglior livello di qualità di vita possibile
in rapporto alle condizioni psico-fisiche ed al livello di
autonomia funzionale del cittadino anziano.
In particolare, tale strategia mira a fornire a questa
fascia di età un'assistenza specializzata pari a quella già
predisposta con riferimento all'età pediatrica. L'obiettivo è
quello di un massiccio lavoro di prevenzione rispetto
all'istaurarsi di tutti quei fattori che incidono
negativamente sull'autonomia e sull'autosufficienza personale,
con grave riduzione della qualità della vita.
I vantaggi di tale impostazione sono evidenti: il
progressivo risparmio sulle degenze inutili, la
razionalizzazione della prescrizione farmacologica,
l'istituzionalizzazione di una figura medica specialistica tra
i servizi di base, la creazione di nuove opportunità di lavoro
e, da ultimo, l'assenza di costi aggiuntivi in quanto i
geriatri andrebbero a sostituire nel lungo periodo la figura
del medico generico, venendo incontro ai bisogni assistenziali
del cittadino utente.
Onorevoli colleghi, l'introduzione della figura del
geriatra di base nel Servizio sanitario nazionale non è più
procastinabile: la presenza di milioni di persone anziane
legittima un provvedimento che si configura come una misura
necessaria per la tutela della loro salute e per il
riconoscimento della loro dignità; l'approvazione di questa
proposta da parte del Parlamento si qualifica come un
importante atto di civiltà giuridica.