XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1755
Onorevoli Colleghi! - Il processo di profondo
rinnovamento delle autonomie locali, iniziato con la legge n.
142 del 1990 e proseguito con le modifiche introdotte dalla
legge n. 81 del 1993, successivamente arricchita dalle norme
contenute nelle leggi sulla semplificazione amministrativa n.
59 del 1997 e n. 127 del 1997, ha complessivamente ridisegnato
l'architettura delle istituzioni locali. Tali disposizioni
sono oggi ricomprese nel testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
L'articolo 51 del medesimo testo unico stabilisce, tra
l'altro, che un sindaco o un presidente di provincia possono
essere eletti per soli due mandati consecutivi e si pone,
quindi, in evidente contrasto con la necessità di assicurare
stabilità e continuità all'azione amministrativa apparendo,
inoltre, eccessivamente restrittivo della sovranità
popolare.
Tale limitazione nel nostro ordinamento è prevista solo in
questi due casi, non riscontrandosi in alcuna delle altre
cariche elettive esistenti a livello centrale o decentrato.
Appare evidente, quindi, la disparità di trattamento tra
coloro che, pur se in diversi livelli di governo, sono
chiamati ad amministrare la cosa pubblica con lo stesso
impegno, la stessa assunzione di responsabilità (per i sindaci
assai più diretta che in passato), ma con premesse di durata
rigidamente precostituite solo per alcuni di loro,
indipendentemente dalla bontà o meno del proprio operato. Non
può, inoltre, non tenersi conto del particolare clima politico
in cui si trovava il Paese all'inizio degli anni Novanta,
momento in cui tali vincoli furono introdotti.
Ma la stessa legge sull'elezione diretta dei sindaci e dei
presidenti di provincia ha consentito l'emergere di una classe
dirigente locale più preparata ed efficiente e che ha ridato
vitalità agli enti locali, generando radicali cambiamenti
civili e sociali, di cultura e di mentalità in tutto il nostro
Paese.
E' inoltre evidente, anche alla luce delle maggiori
responsabilità ed impegni oggi richiesti ai sindaci e ai
presidenti di provincia, che due mandati siano spesso
insufficienti per avviare e completare un programma di
risanamento di amministrazioni locali che ricevono, inoltre,
richieste sempre più specifiche dalle proprie cittadinanze. La
stabilità del governo degli enti locali deve essere tutelata
per rendere possibile l'attuazione concreta degli ampi e
complessi compiti che oggi comuni e province sono chiamati ad
attuare.
Per quanto premesso, la proposta di legge intende abrogare
la disposizione relativa alla limitazione del numero dei
mandati dei sindaci e dei presidenti delle province.