XIV LEGISLATURA
RELAZIONE - N. 1707 - 210 - 1865 - 2148 - 2191 - 2214-A-bis
Onorevoli Colleghi! - E' da molto tempo ormai che la
materia del conflitto di interessi è al centro del dibattito
politico, nonché all'attenzione dell'opinione pubblica, degli
organi di informazione e recentemente anche della comunità
internazionale. Nelle due precedenti legislature non è stato
possibile giungere all'approvazione di una legge, sebbene tre
distinte proposte di legge siano state approvate in un ramo
del Parlamento. Vi è ora ampio consenso che su questo tema
occorra legiferare celermente. Stabilire un regime di
incompatibilità tra cariche di Governo e l'esercizio di
attività professionali o imprenditoriali, o il possesso di
attività patrimoniali suscettibili di determinare conflitti di
interessi, nonché impedire che le decisioni di Governo possano
essere condizionate da interessi propri o privati facenti capo
ai soggetti che le assumono, è condizione determinante per il
corretto funzionamento di una compiuta democrazia. A maggior
ragione una legge si rende necessaria ove i membri del Governo
possiedano partecipazioni rilevanti nel settore
dell'informazione e delle comunicazioni di massa, nel quale
l'esistenza di tali posizioni può alterare il libero formarsi
del consenso politico, minando alla base i meccanismi della
democrazia rappresentativa.
La presente proposta intende, dunque, colmare una profonda
lacuna legislativa e adeguare l'ordinamento dell'Italia a
quello di altre grandi democrazie occidentali che da tempo si
sono dotate di norme e organismi capaci di risolvere i casi di
conflitto di interessi dei titolari di cariche pubbliche. La
proposta prevede l'istituzione di un'Autorità garante che,
svolgendo il proprio ruolo in assoluta indipendenza di
giudizio e valutazione, abbia il compito di individuare le
attività degli interessati suscettibili di generare un
conflitto di interessi e, laddove necessario, il potere di
intervenire efficacemente per prevenire o sanare tale
conflitto, con un insieme flessibile e articolato di strumenti
adottati caso per caso in relazione alla natura delle attività
dell'interessato.
La proposta si ispira alle esperienze già maturate in
altri Paesi, e in primo luogo a quella degli Stati Uniti
d'America, che a un'etica pubblica particolarmente attenta e
severa con i casi di commistione di interesse privato e ruolo
pubblico, unisce norme e istituzioni che hanno mostrato di
sapere assicurare il conseguimento dell'obiettivo di prevenire
l'insorgenza del fenomeno.
Gianclaudio BRESSA, Relatore di minoranza.