XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1679




        Onorevoli Colleghi! - Con la presente proposta di legge si intende vietare, nel pieno rispetto della legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", la cui ratio è la tutela di tutte le specie della fauna selvatica, ogni forma di attività venatoria nella giornata del 4 ottobre, data in cui si festeggia la ricorrenza della festa del santo patrono d'Italia, san Francesco d'Assisi.
        L'intenzione non è quella di voler sindacare nel merito l'opportunità dell'esercizio della caccia, bensì quella di apporvi una limitazione in segno di rispetto all'amore che san Francesco d'Assisi predicò e praticò nei confronti degli animali. Come tutti sappiamo, il santo patrono d'Italia dedicò una gran parte della sua attività pastorale all'insegnamento dell'amore verso la natura e tutte le creature rivolgendo una particolare attenzione agli animali, persino i più feroci. San Francesco d'Assisi fu il santo del misticismo fortemente operoso e l'asceta delle più dure mortificazioni, ma divenne certamente noto per i suoi accenti poetici in lode alla natura e per lo spirito ottimista e riconoscente con cui guardò ogni cosa, in tutto scorgendo il segno dell'adorabile Creatore. Appunto per questa concezione umana, dolce e simpatica dell'universo, san Francesco si differenzia da tanti altri santi e ha potuto lasciare tracce incancellabili del suo passaggio: la gara melodica con l'usignolo, l'amicizia con il falcone della Verna, la predica alle rondini, la cura per i più piccoli insetti, la sua indulgente bontà persino verso le belve, sono manifestazioni di quello stesso spirito generoso, che sapeva trovare le vie del cuore per guarire nel corpo e nell'anima il lebbroso bestemmiatore, per convertire i briganti e per riportare la pace nelle città dilaniate dalla lotta di parte.
        Con la presente proposta di legge si intende, dunque, porgere un omaggio alla sua opera e alla sua predicazione, impedendo, nella giornata che gli è dedicata, ogni forma di violenza, latamente intesa, nei confronti degli animali che furono destinatari del suo immenso amore. Non si ritiene, infatti, che il divieto di cacciare, limitato ad una sola giornata, pregiudichi o attenui in modo rilevante gli interessi di coloro che sono dediti all'attività venatoria, che ben comprenderanno le motivazioni alla base della presente iniziativa legislativa, avendo più volte proclamato essi stessi che la loro passione per la caccia, lungi dall'essere una forma di violenza nei confronti degli animali, è invece una forma di amore e di rispetto per la natura.




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