XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1599
Onorevoli Colleghi! - Con una precedente proposta di
legge, l'atto Camera n. 1548 presentato il 12 settembre 2001,
veniva richiesto allo Stato uno stanziamento straordinario di
15 miliardi di lire ai fini del consolidamento strutturale,
del risanamento conservativo e della manutenzione delle mura
storiche della città di Bergamo. Infatti questo patrimonio
architettonico, appartenente al demanio statale, non è stato
fino ad oggi adeguatamente valorizzato e i fondi destinati
dallo Stato per la manutenzione sono stati scarsissimi.
Gli esigui stanziamenti statali, gli ultimi risalenti a
venticinque anni fa, hanno permesso di operare interventi
d'urgenza di modesta portata, rispetto alle reali esigenze di
consolidamento strutturale e di recupero delle mura della
città, ampiamente documentate dalla soprintendenza ai beni
culturali.
Nella prospettiva di veder attuato il federalismo anche
nel campo dei beni ambientali e architettonici, viene
presentata la proposta di legge volta a disciplinare il
passaggio di proprietà del bene dal demanio statale a quello
comunale.
Lo scopo è di consentire al comune di Bergamo di
provvedere inizialmente, attingendo a risorse finanziarie
proprie e di altri enti pubblici o privati, ai lavori di
consolidamento, restauro e valorizzazione, e successivamente
alla conservazione, attingendo alle risorse finanziarie che
verrebbero generate dalle varie forme di gestione delle
attività che saranno svolte negli ambienti delle mura
appositamente adattati.
Per questo si dovrà prevedere una destinazione urbanistica
che consentirà una utilizzazione di interesse pubblico
naturalmente compatibile con i vincoli a tutela di interessi
ambientali, paesaggistici, storici e artistici gravanti sul
bene stesso.
Il comune predisporrà un progetto di massima per la
valorizzazione del bene e indicherà le modalità di
realizzazione delle opere e le forme di gestione delle
attività da svolgere. Raccolti i pareri favorevoli del
Ministero per i beni e le attività culturali in merito al
rispetto dei vincoli e del Ministero dell'economia e delle
finanze, quale proprietario del bene demaniale, il Presidente
del Consiglio dei ministri emanerà il decreto con cui verrà
sancita la cessione gratuita al comune di Bergamo.
Per impedire che dopo gli impegni assunti dal comune,
previsti nell'articolo 2, si rimanga inutilmente in attesa di
risposta, con l'articolo 3 si prevede che, trascorsi
centoventi giorni dalla presentazione del progetto, si
produrranno gli effetti dei contratti menzionati al numero 1)
dell'articolo 2643 del codice civile (trasferimento di
proprietà e diritti su beni immobili).
Non si può, infatti, privare di interventi di manutenzione
un bene di così alto valore storico e architettonico solo
perché lo Stato non ha più risorse finanziarie e,
contestualmente, non accoglie la richiesta di passaggio di
proprietà di chi, come il comune di Bergamo, si impegnerebbe
al consolidamento strutturale e al risanamento conservativo
attingendo anche a risorse finanziarie generate attraverso un
piano di valorizzazione.
Naturalmente trattandosi di cessione gratuita il bene
resterà nel patrimonio inalienabile del comune.
Per quanto riguarda i cenni storici si riporta uno
stralcio della relazione dell'atto Camera n. 1548, recante
"Interventi urgenti per il consolidamento, il restauro, la
conservazione, la manutenzione e la valorizzazione delle mura
storiche della città di Bergamo".
"Bergamo è un tipico esempio di città con un nucleo più
antico posto in alto su un colle facilmente difendibile e, una
parte più recente, posta ai piedi del colle, che si è
notevolmente accresciuta in seguito alla nuova espansione
industriale e all'incremento demografico.
Antica città celtica dell'Italia settentrionale, Bergamo
sarebbe stata fondata da famiglie appartenenti ai cenomani, di
stirpe orobica.
Essa fu municipio della regione XI, la Transpadana. Sede
vescovile dalla metà del IV secolo, nel 452 dopo Cristo fu
presa e saccheggiata da Attila, divenendo, successivamente
centro di ducato longobardo; nell'epoca franca fu sede
comitale, mentre nei secoli X e XI ebbe a capo il vescovo.
Costituitosi il governo cittadino, la città fu retta da
fazioni aristocratiche, venute poi in lotta con le classi
popolari. Questo favorì la progressiva invadenza dei Visconti
che nel 1329 l'assoggettarono, sia pure non sempre, come
signoria diretta.
Assediata nel 1412 da Facino Cane e nel 1419 dal
Carmagnola, fu nel 1427 conquistata da quest'ultimo e annessa
a Venezia. Appartenne alla Repubblica veneta fino al 1797, per
poi essere aggregata da Napoleone Bonaparte alla Repubblica
cisalpina e, quindi, al Regno italico. Successivamente seguì
le sorti della Lombardia, subendo la dominazione austriaca.
Nel corso dei secoli, Bergamo ebbe tre cerchia di mura:
l'antica, la vecchia e la nuova.
La cerchia antica, vaga, curiosa e pittoresca, risale alla
dominazione romana; la vecchia, tetra e malinconica,
racchiudente i borghi e costruita dopo il XIV secolo, è in
parte scomparsa; la nuova, maestosa e sontuosa, che abbraccia
ancor oggi la città alta, dominata dalla Rocca (XIV secolo),
fu eretta nel 1561 e racchiude i monumenti più insigni.
La nuova cinta in pietra sorse con disegno del
Bonajutti-Lorini; grande opera di fortificazione costituita
dall'alta cortina di mura a grossi blocchi di arenaria, da
formidabili bastioni murati e piattaforme distribuite lungo il
perimetro e con tante opere sotterranee progettate per reggere
all'invenzione del cannone e della bomba.
La costruzione attorno alla città alta fu voluta dallo
Sforza Pallavicino, capitano generale della Repubblica veneta,
allo scopo di difendere i domini veneti dagli assedi dei
nemici. I lavori diretti dal bergamasco Paolo Berlendis furono
imponenti e costosi, tanto che per la loro realizzazione
furono impiegate 4.200 persone. La cinta murale fu chiusa nel
1579 e i lavori completati nel 1590.
In Bergamo notiamo la presenza simultanea di due strutture
complesse: la medievale, composta da cinta murata e forma
urbana; la cinquecentesca che si esprime soltanto attraverso
elementi militari e simbolici (porte, tracciati murari,
disegni tipici di baluardi e piattaforme).
La prima di esse è soverchiata dalla seconda per quanto
riguarda tagli, amputazioni violente, arbitrarie
determinazioni di nuovi passaggi. Ma, a sua volta, la seconda
struttura cede alla prima, per quanto concerne vitalità,
funzione ed espressione visiva. Essa può essere considerato il
monumento più caratteristico di Bergamo".