XIV LEGISLATURA
RELAZIONE - N. 1597 - 1598-A
RELAZIONE
SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1598
(Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e
dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno
finanziario 2001)
Onorevoli Colleghi! - Con il disegno di legge di
assestamento il Governo, a metà dell'esercizio finanziario,
aggiorna le dotazioni di competenza e di cassa del bilancio di
previsione approvato all'inizio dell'esercizio.
Per quanto riguarda le entrate, l'aggiornamento si traduce
in una revisione delle stime del gettito, anche in relazione
all'evoluzione delle grandezze macroeconomiche alle quali sono
correlate le basi imponibili. Possono inoltre essere soggette
a revisione le stime della spesa per interessi.
Per quanto riguarda invece le variazioni delle altre voci
di spesa, connesse ad esigenze sopravvenute o finalizzate al
controllo dei saldi, l'assestamento è soggetto al medesimo
vincolo che sussiste per la legge di bilancio, vale a dire il
rispetto della legislazione sostanziale vigente. Non possono,
quindi, essere modificati in sede di assestamento gli
stanziamenti di spesa determinati da norme vigenti.
Il disegno di legge di assestamento può, inoltre,
rideterminare gli stanziamenti in termini di cassa, in base
alla consistenza dei residui attivi e passivi sussistenti
all'inizio dell'anno. Infatti, mentre al momento
dell'elaborazione e approvazione del bilancio di previsione
l'entità dei residui, sia attivi che passivi, è stimabile
soltanto in misura approssimativa, l'assestamento ne espone
l'esatta determinazione, quale risulta dal rendiconto relativo
all'esercizio precedente.
Le previsioni assestate sono il risultato sia delle
variazioni apportate mediante atti amministrativi adottati
entro il 31 maggio, sia delle proposte di variazione recate
dal disegno di legge di assestamento. Occorre peraltro
ricordare che soltanto queste ultime costituiscono oggetto di
approvazione da parte del Parlamento.
Le variazioni disposte con atto amministrativo derivano da
nuove leggi approvate dopo la presentazione del disegno di
legge di bilancio oppure dall'applicazione di procedure
previste dalla normativa contabile; esse pertanto sono esposte
a corredo del disegno di legge di assestamento a scopo
meramente conoscitivo.
Venendo più in particolare il disegno di legge di
assestamento in esame, un primo importante elemento innovativo
è rappresentato dall'adeguamento della struttura del bilancio
dello Stato alla riforma del Governo che ha ricevuto
attuazione a decorrere dall'inizio della presente legislatura.
Peraltro, in via transitoria, gli stati di previsione relativi
a Ministeri soppressi a seguito della riforma del Governo sono
stati inseriti all'interno dello stato di previsione dei
Ministeri di nuova istituzione come sezioni distinte. Questa
soluzione sembra connessa all'esigenza di conservare la
numerazione delle unità previsionali di base adottata nel
bilancio di previsione iniziale. Una completa revisione dei
centri di responsabilità amministrativa e delle unità
previsionali di base è stata operata nel disegno di legge di
bilancio a legislazione vigente per il 2002.
L'assetto del disegno di legge di assestamento segna,
sotto questo profilo, un'evoluzione rispetto al più recente
passato che tuttavia, per la gradualità con la quale si è
proceduto, consente al Parlamento di valutare con maggiore
consapevolezza le modificazioni apportate alle diverse voci di
entrata e di spesa, in relazione alla revisione della
struttura di alcune amministrazioni statali.
Per quanto riguarda l'evoluzione dei saldi di bilancio,
occorre segnalare che le previsioni assestate, risultanti dal
disegno di legge in esame, evidenziano un generale
peggioramento rispetto alle previsioni iniziali, sia in
termini di competenza che in termini di cassa.
In particolare, il saldo netto da finanziare, che
corrisponde alla differenza, di segno negativo, tra entrate
finali e spese finali, passa, in termini di competenza e al
netto delle regolazioni debitorie e contabili, da 73.841
miliardi a 83.429 miliardi, con un peggioramento di 9.588
miliardi. Esso risulta superiore per oltre 9.400 miliardi al
limite massimo stabilito dalla legge finanziaria.
In corrispondenza con l'evoluzione del saldo netto da
finanziare, l'assestamento determina anche una riduzione del
valore, positivo, del saldo di parte corrente (il risparmio
pubblico, che corrisponde alla differenza tra entrate e spese
correnti) e dell'avanzo primario (differenza tra entrate
finali e spese finali al netto della spesa per interessi).
Il ricorso al mercato (che risulta dalla differenza tra le
entrate finali e il totale delle spese, incluse quelle
relative al rimborso di prestiti), viene determinato in
452.996 miliardi, con un aumento, rispetto al bilancio di
previsione, di 20.553 miliardi. L'incremento del ricorso al
mercato rispetto alle previsioni iniziali di bilancio è
dovuto, oltre che al peggioramento del saldo netto da
finanziare, all'aumento della spesa per rimborso di prestiti,
pari a 10.965 miliardi (da 358.602 miliardi a 369.567
miliardi).
In modo analogo all'evoluzione registrata per la
competenza, anche in termini di cassa le previsioni assestate
evidenziano sui saldi di bilancio una incidenza negativa.
Il peggioramento del saldo netto da finanziarie risultante
nel disegno di legge di assestamento deriva da una
diminuzione, rispetto alle previsioni iniziali di bilancio,
delle entrate finali e da un incremento delle spese finali.
Le entrate finali si riducono complessivamente (tenuto
conto sia delle variazioni per atto amministrativo che delle
variazioni proposte con il disegno di legge in esame) di oltre
8.100 miliardi; la riduzione dipende dall'andamento delle
entrate tributarie, che segnano una diminuzione di oltre 9.500
miliardi.
Le spese finali evidenziano un aumento complessivo di
quasi 1.500 miliardi, che risulta da una considerevole
riduzione della spesa corrente al netto degli interessi (circa
6.500 miliardi), cui tuttavia fa riscontro l'aumento della
spesa per interessi (+4.800 miliardi) e della spesa in conto
capitale (+3.100 miliardi).
Nella valutazione dei dati sopra esposti occorre tenere
conto delle obiettive difficoltà che a metà dell'esercizio si
presentano nella formulazione in termini certi delle
previsioni di entrata e di spesa. Non si deve, infatti,
trascurare che il disegno di legge di assestamento è stato
presentato dal Governo il 30 giugno scorso, in presenza di uno
scenario macroeconomico assai differente da quello che si
presenta in questi giorni.
Risulta, in effetti, innegabile che i tragici eventi
accaduti recentemente hanno determinato un complessivo
peggioramento delle prospettive di ripresa dell'economia su
scala mondiale, incidendo in senso negativo sulle aspettative
dei consumatori e delle imprese. Conseguentemente, anche le
ipotesi di crescita dell'economia italiana, che erano state
prospettate nel primo semestre dell'anno in corso, rischiano
di dover essere riviste al ribasso, con inevitabili effetti
anche sugli andamenti di finanza pubblica. In sostanza, siamo
in presenza di una situazione che si caratterizza per la
assoluta prevalenza di elementi di incertezza. Ne consegue che
appare pienamente condivisibile l'orientamento del Governo di
rinviare ad una fase successiva, quando sarà possibile
disporre di maggiori informazioni relativamente alle
prospettive a breve e a medio termine dell'economia
internazionale, l'eventuale predisposizione di una nota di
aggiornamento del Documento di programmazione
economico-finanziaria.
Nella fase attuale, vanno comunque incoraggiate tutte le
iniziative che potranno essere adottate a livello
internazionale e nel nostro Paese, allo scopo di promuovere
una consistente ripresa del ciclo. In tal senso devono essere
considerate le misure assunte dalle autorità monetarie al fine
di ridurre i tassi di interesse, le quali, tra le altre cose,
potrebbero tradursi in un beneficio a favore della finanza
pubblica in termini di ridimensionamento degli oneri per il
debito pubblico. Allo stesso obiettivo si ispirano le misure
poste in essere dal Governo al fine di incentivare una ripresa
degli investimenti, che potranno comportare effetti positivi
anche sulla spesa per i consumi. L'auspicio generale è che
maturino al più presto le condizioni per superare l'attuale
fase di incertezza in modo da garantire una crescita
generalizzata dell'economia che, attraverso un allargamento
delle basi imponibili, offra le condizioni per realizzare il
programma di riduzione della pressione fiscale che la
maggioranza si è impegnata a porre in essere.
In attesa di segnali incoraggianti, ritengo che si debba
apprezzare la prudenza che ha ispirato il Governo nel
predisporre il disegno di legge di assestamento. Sarebbe
stato, infatti, assolutamente ingiustificato e quanto meno
avventato un eccesso di ottimismo quanto all'evoluzione dei
saldi di finanza pubblica. Non mi paiono quindi condivisibili
le opinioni, sostenute, anche nel corso dell'esame presso la
Commissione bilancio, da alcuni esponenti dell'opposizione,
che lamentano un eccesso di cautela da parte del Governo, che
si sarebbe manifestato, per un verso, nella sottostima di
alcune voci di entrata e, per l'altro, nel
sovradimensionamento di alcune spese (in particolare della
spesa per interessi).
Quanto alle entrate tributarie, le variazioni proposte con
il disegno di legge di assestamento indicano un consistente
aumento del gettito delle imposte principali, tra cui in primo
luogo l'IRPEF (+9.000 miliardi) e l'IVA (+3.000 miliardi). A
detti incrementi, peraltro, si contrappone il peggioramento
dei dati relativi a voci quali l'imposta sostitutiva a carico
dei fondi di investimento e i proventi del lotto e delle
lotterie (la diminuzione complessiva delle previsioni di
entrata riconducibili a queste due voci ammonta a quasi 17.000
miliardi). Va peraltro segnalato che nel corso dell'esame al
Senato sono state apportate alcune modifiche alle previsioni
contenute nel testo originario del disegno di legge, con
particolare riferimento alle imposte sostitutive, la cui
riduzione è stata ridimensionata da oltre 10 mila miliardi a
circa 7.500. Modifiche sono state introdotte anche con
riferimento alla previsione relativa al gettito IRPEG per la
quale si prospettava un incremento nell'ordine di oltre 2.900
miliardi, successivamente ridotto a poco più di 860
miliardi.
Si potrebbe segnalare in proposito che, nel momento in cui
sono state formulate le stime del bilancio di previsione
relative al gettito delle imposte sulle plusvalenze,
l'andamento dei mercati azionari già manifestava una chiara
inversione di tendenza, per cui maggiore prudenza avrebbe
dovuto ispirare il precedente Governo nella quantificazione
delle stime di gettito, posto che non era difficile ipotizzare
che le entrate acquisite nel 2000 non si sarebbero ripetute
l'anno successivo. La correzione dei mercati nel 2001 è stata
peraltro particolarmente forte; ad essa si aggiunge
l'incertezza che attualmente grava, non solo sui mercati
finanziari, ma in generale sull'economia internazionale, per
cui le valutazioni del Governo in relazione alle entrate
paiono corrette.
A questo proposito, va segnalato positivamente il fatto
che il Governo, proprio nel corso dell'esame del disegno di
legge di assestamento, abbia presentato alla Commissione
finanze della Camera un quadro completo sui dati disponibili
alla data del 31 agosto 2001 relativamente all'andamento del
gettito tributario. Il quadro che è stato fornito rappresenta
un sensibile miglioramento rispetto al livello di informazione
sull'andamento delle entrate tributarie che finora era stato
messo a disposizione del Parlamento, sia in relazione alla
tempestività della presentazione che all'articolazione delle
voci per tipologia di imposta. Si è, quindi, registrato un
indubbio progresso rispetto al passato, su una questione di
evidente importanza per il Legislatore il quale, anche nel
recente passato, era stato spesso chiamato a pronunciarsi su
significative modifiche alla legislazione tributaria in
assenza di alcuni indispensabili elementi di informazione.
Occorre, pertanto, che il Governo si attesti sullo standard
qualitativo della comunicazione resa alla Commissione finanze
e che provveda ad aggiornare, con cadenza regolare, i dati
forniti. In questo modo il Parlamento sarà posto in condizione
di acquisire un flusso di informazioni aggiornato e puntuale
sull'andamento delle entrate, così che le eventuali correzioni
che potranno essere apportate alle previsioni iniziali di
bilancio in sede di assestamento e di rendiconto risulteranno
adeguatamente argomentate.
Per quanto riguarda l'evoluzione della spesa, non c'è
dubbio che dai dati esposti nel provvedimento in esame
emergano non pochi elementi di criticità, al di là delle
polemiche, talora strumentali, circa le dimensioni dello
scostamento del fabbisogno e dell'indebitamento netto rispetto
alle previsioni iniziali. E' infatti evidente che il Governo e
la maggioranza non potrebbero che compiacersi qualora
risultasse che lo scarto è di dimensioni contenute. Ciò
offrirebbe, infatti, più ampi margini di intervento per la
realizzazione di una politica di riduzione della pressione
fiscale. Occorre quindi procedere con la massima accuratezza
alla individuazione dei fattori che hanno provocato un
peggioramento dei saldi, verificando in particolare se si
tratti di un fenomeno contingente, legato in larga parte al
cosiddetto "ciclo elettorale" ovvero se esso sia riconducibile
a fattori strutturali, tali da generare una crescita della
spesa pubblica parzialmente fuori controllo.
Il Governo sta svolgendo questa ricognizione; nel
frattempo, ha sfruttato i pur limitati margini di intervento
permessi dal disegno di legge di assestamento per contenere la
spesa corrente di carattere discrezionale. Infatti, non si è
dato corso alle richieste di incremento delle dotazioni che
sono state avanzate dalle singole amministrazioni e, anzi, si
è proceduto ad un contenimento nella misura del 10 per cento
delle spese per consumi intermedi. La riduzione non è stata
peraltro, assai opportunamente, effettuata sugli stanziamenti
relativi alle forze di polizia.
Allo stesso tempo, il Governo è intervenuto sulla
legislazione sostanziale adottando provvedimenti con i quali
sono stati perseguiti contemporaneamente gli obiettivi di
stimolare la crescita e di garantire la stabilità della
finanza pubblica, con misure tali da poter esercitare effetti
positivi già nel corso del presente esercizio. Mi riferisco,
in particolare, alla legge che favorisce l'emersione del
sommerso e agevola gli investimenti, al decreto legge relativo
alla spesa sanitaria, ai più recenti decreti legge che
stimolano il rientro o la regolarizzazione dei capitali
detenuti all'estero e permettono la rapida dismissione del
patrimonio immobiliare dello Stato. La stessa impostazione,
attenta sia alla necessità di sostenere la ripresa, sia alle
esigenze di stabilità della finanza pubblica, nel rispetto dei
vincoli assunti a livello comunitario, ispira il disegno di
legge finanziaria per il 2002.
Con riferimento al disegno di legge di assestamento in
esame, non è fuori luogo segnalare che, se si prendono in
considerazione i dati non al netto, ma al lordo delle
regolazioni debitorie, contabili e dei rimborsi IVA, le
variazioni dei saldi in senso negativo risultano ancora più
accentuate.
In particolare, il saldo netto da finanziare, in termini
di competenza, passa da una previsione iniziale di bilancio di
108.190 miliardi ad una previsione assestata di 125.836
miliardi, con un peggioramento di 17.646 miliardi. In termini
di cassa il peggioramento risulta pari a 46.135 miliardi.
Questi dati evidenziano l'entità della regolazioni
debitorie e contabili e mettono in risalto l'esigenza di
individuare puntualmente la natura di tali regolazioni e di
accertarne la fondatezza.
Analoga attenzione richiede il fenomeno dell'incremento
dei residui. Al riguardo, nel richiamare le considerazioni
svolte in relazione al disegno di legge di approvazione del
rendiconto relativo all'esercizio 2000, mi limito ad alcune
rapide osservazioni.
In proposito va rilevato che le variazioni previste
riflettono anche la consistenza del residui accertati alla
fine dell'esercizio 2000. I residui passivi accertati al 31
dicembre 2000 ammontavano complessivamente ad oltre 256 mila
miliardi, con un notevole incremento, nell'ordine di circa 10
per cento rispetto al volume registrato a fine '99.
Dell'ammontare richiamato, i residui passivi di nuova
formazione nel corso dell'esercizio 2000 risultavano (al netto
dei residui relativi al rimborso prestiti) pari ad oltre 136
mila miliardi, di cui 82 mila circa relativi a spese di parte
corrente e la restante parte, pari ad oltre 53 mila miliardi,
relativi a spese in conto capitale.
Di questi, la parte più consistente, oltre 43 mila
miliardi, concerne spese aventi carattere di trasferimento,
riferite a province e comuni, oltre che ad alcune
amministrazioni centrali (di cui una parte consistente
relativa all'ENAS).
Come già si è segnalato a proposito del rendiconto, le
dimensioni del fenomeno risultano tali da imporre alcune
considerazioni circa la necessità di verificare l'effettiva
capacità di spesa delle amministrazioni statali. Non può
infatti ritenersi fisiologico il prodursi, ogni anno, di
residui passivi che superano regolarmente i 100 mila miliardi.
Di fronte a questi importi, occorre domandarsi se non vi sia
un sovradimensionamento degli stanziamenti al momento della
definizione del bilancio di previsione, ovvero se le
amministrazioni pubbliche non presentino carenze organizzative
e gestionali tali da rallentare significativamente i
pagamenti. Si tratta di una questione su cui è necessario
procedere, insieme al Governo, ad una puntuale ricognizione,
che coinvolga tutti i rami dell'amministrazione in cui si
evidenzia una incidenza particolarmente elevata dei
residui.
Il problema rilevato non attiene esclusivamente
all'assetto della contabilità pubblica, ma investe, più in
generale, la valutazione dell'efficienza e della capacità di
intervento del settore pubblico, e delle amministrazioni
statali in particolare. Tali considerazioni assumono un
rilievo del tutto speciale quando si tratti di spese in conto
capitale.
Il Governo ha già adottato, nell'ambito dei provvedimenti
costituenti la cosiddetta manovra dei 100 giorni,
significativi interventi volti a semplificare taluni
procedimenti e a consentire la realizzazione effettiva di
opere infrastrutturali di primaria importanza per il Paese.
Desidero segnalare, a questo proposito, l'importanza
attribuita al project financing quale strumento
innovativo di finanziamento di interventi infrastrutturali. Il
più diretto coinvolgimento di finanziatori privati consentirà,
infatti, di superare la pratica, purtroppo assai diffusa nel
nostro Paese, del prolungamento indefinito dei tempi di
realizzazione dei progetti avviati e della conseguente
revisione dei relativi oneri. I soggetti che interverranno
avranno, infatti, tutto l'interesse a concludere nei tempi
previsti i lavori iniziati, in modo da trarre al più presto il
flusso di redditi che l'utilizzo degli investimenti potrà
assicurare. Si è avviata, in questo modo, una profonda svolta
per quanto concerne la realizzazione di opere
infrastrutturali; d'altra parte, al contenimento degli oneri
posti a carico della finanza pubblica dovrà accompagnarsi una
più efficace capacità di spesa da parte delle amministrazioni
competenti, in modo da massimizzare gli effetti, in termini di
realizzazioni, derivanti dallo stanziamento di ingenti risorse
per le spese in conto capitale.
Da ultimo segnalo, tra le più significative novità
apportate al disegno di legge di assestamento nel corso
dell'esame al Senato, l'istituzione di una nuova unità
previsionale di base, nell'ambito del Ministero dell'economia
e delle finanze, concernete i contratti di programma stipulati
(come precisato dal Governo nel corso dell'esame in
Commissione) con imprese pubbliche, cui sono stati attribuiti
circa 400 miliardi; l'incremento di circa 600 miliardi dello
stanziamento relativo ai fondi correnti per il finanziamento
degli enti locali, nell'ambito dello stato di previsione del
Ministero dell'interno (l'aumento del finanziamento è
destinato al fondo ordinario di parte corrente) e la
previsione di diverse variazioni a numerose unità previsionali
di base dello stato di previsione del Ministero della
difesa.
In conclusione, esprimo una valutazione positiva sui
contenuti del provvedimento in esame, auspicando che esso
possa essere al più presto approvato in via definitiva.
Alberto GIORGETTI, Relatore.
RELAZIONI DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e
interni)
(Relatore: Pierantonio ZANETTIN)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 7: Stato di previsione del Ministero
dell'interno
La I Commissione,
esaminato, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge C. 1597, già approvato dal Senato:
"Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 2000",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge C. 1598, già approvato dal Senato:
"Disposizioni per l'assestamento del bilanciodello Stato e dei
bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno finanziario
2001",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 7, relativa allo stato di previsione del
Ministero dell'interno.
II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)
(Relatore: Luigi VITALI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 4: Stato di previsione del Ministero
della giustizia
La II Commissione,
esaminato, per la parte di propria competenza, il
disegno di legge recante: "Rendiconto generale
dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario
2000",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato, altresì, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge recante: "Disposizioni per l'assestamento del
bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni
autonome per l'anno finanziario 2001",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)
(Relatore: Gian Paolo LANDI di CHIAVENNA)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 5: Stato di previsione del Ministero degli affari
esteri
La III Commissione,
esaminato, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge C. 1597, già approvato dal Senato:
"Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 2000",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato, altresì, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge C. 1598, già approvato dal Senato:
"Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e
dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno
finanziario 2001",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 5, relativa allo stato di previsione del
Ministero degli affari esteri.
IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)
(Relatore: Giuseppe MOLINARI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 11: Stato di previsione del Ministero della difesa
La IV Commissione,
esaminato, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge C. 1597, già approvato dal Senato:
"Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 2000",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato, altresì, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge C. 1598, già approvato dal Senato:
"Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e
dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno
finanziario 2001",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 11, relativa allo stato di previsione del
Ministero della difesa.
VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)
(Relatore: Maurizio LEO)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 1: Stato di previsione dell'entrata
Tabella 2: Stato di previsione del Ministero
dell'economia
e delle finanze
La VI Commissione,
esaminato, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge A.C. 1598, recante disposizioni per
l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle
Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2001;
considerato che il provvedimento evidenzia un andamento
del gettito tributario inferiore alle previsioni iniziali, in
particolare per quanto concerne le entrate derivanti dal
comparto del lotto e delle lotterie nonché da quello dei
redditi da capitale e dei redditi diversi di natura
finanziaria (capital gains);
tenuto conto che lo stato di previsione delle entrate
registra una crescita consistente dei residui attivi, sia per
quanto concerne quelli relativi ad anni precedenti che con
riferimento all'anno 2001;
rilevata l'esigenza che il Governo fornisca maggiori
chiarimenti in ordine alla natura dei residui attivi e alle
cause che li hanno determinati;
tenuto conto della necessità che al Parlamento siano
forniti periodicamente dati puntuali sull'andamento delle
entrate dello Stato e dalle Amministrazioni autonome;
preso atto con soddisfazione che questi dati, riferiti
al periodo gennaio-agosto 2001, sono stati consegnati alla
Commissione dal Governo in termini più analitici rispetto al
passato, in modo da consentire una valutazione accurata
dell'andamento del gettito con riferimento ai maggiori
tributi;
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
con le seguenti osservazioni:
valuti la Commissione di merito l'opportunità di
sollecitare il Governo ad integrare i dati e le informazioni a
disposizione in ordine ai risultati conseguiti nell'attività
di accertamento e agli effetti che la stessa ha prodotto in
termini di entrate effettivamente riscosse, anche con
riferimento al ricorso a procedure speciali quali
l'accertamento con adesione e la conciliazione giudiziale;
valuti la Commissione di merito l'opportunità di
sollecitare il Governo affinché continui a trasmettere
tempestivamente al Parlamento i dati periodici sull'andamento
del gettito dei tributi erariali, organizzati secondo criteri
analitici conformi a quelli seguiti nell'ultima comunicazione
resa dal Governo alla Commissione finanze.
Esaminato altresì, per la parte di propria competenza, il
disegno di legge A.C. 1597, recante il rendiconto generale
dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario
2000;
rilevata l'opportunità di un accurato monitoraggio
dell'andamento dei residui attivi, che si basi su un'attenta
verifica dei risultati conseguiti dall'Amministrazione
finanziaria nello svolgimento dell'attività di accertamento e
di riscossione;
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)
(Relatore: Giorgio GALVAGNO)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze (limitatamente ai settori dell'informazione e
dell'editoria)
Tabella 3: Stato di previsione del Ministero per i beni e
le attività culturali
Tabella 6: Stato di previsione del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca
La VII Commissione,
esaminato, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge n. 1598, recante disposizioni per
l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle
Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2001, nonché
le corrispondenti parti del disegno di legge n. 1597,
concernente il rendiconto generale dell'Amministrazione dello
Stato per l'esercizio finanziario 2000,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)
(Relatore: Gennaro CORONELLA)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze (limitatamente ai centri di responsabilità n. 20
"Protezione civile", n. 22 "Servizi tecnici nazionali")
Tabella 8: Stato di previsione del Ministero
dell'ambiente
e della tutela del territorio
Tabella 9: Stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti (limitatamente alle parti di
competenza)
La VIII Commissione,
esaminati, relativamente alle parti di propria
competenza, i disegni di legge n. 1597, concernente il
rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 2000, e n. 1598, concernente
l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle
Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2001;
considerato che le risorse finanziarie del Ministero dei
lavori pubblici (ora Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti) nel 2000 hanno registrato un incremento complessivo
rispetto all'esercizio 1999 e che i dati risultanti dal conto
consuntivo del Ministero dell'ambiente (ora Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio) per l'esercizio
2000 evidenziano un lieve incremento degli stanziamenti
definitivi di competenza;
rilevato che la lievitazione dei residui in relazione al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio appare
chiaramente dovuta alla lunga fase di stallo amministrativo
connessa all'avvio della nuova struttura organizzativa del
Ministero;
preso atto che il disegno di legge di assestamento per
il 2001 adegua la struttura del bilancio dello Stato alla
riforma del Governo che è stata disciplinata con il decreto
legislativo n. 300 del 1999 e che ha ricevuto attuazione a
decorrere dall'inizio della XIV legislatura;
valutato che le variazioni proposte dal disegno di legge
di assestamento allo stato di previsione della spesa del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti determinano un
aumento degli stanziamenti di competenza e di cassa del
medesimo Ministero;
preso atto che, in relazione all'assestamento del
bilancio del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio, tra le variazioni che riguardano le dotazioni di
cassa, la voce principale è quella relativa alle integrazioni
delle dotazioni di cassa dei capitoli deficitari, con storno
dall'apposito Fondo di riserva;
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
IX COMMISSIONE PERMANENTE
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)
(Relatore: Luciano Mario SARDELLI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 9: Stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture
e dei trasporti (limitatamente alle parti di competenza)
Tabella 10: Stato di previsione del Ministero
delle comunicazioni
La IX Commissione,
esaminati, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del
Regolamento, i disegni di legge recanti: "Rendiconto generale
dell'Amministrazione dello Stato per l'anno finanziario 2000
(C. 1597), e "Disposizioni per l'assestamento del bilancio
dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per
l'anno finanziario 2001" (C.1598);
evidenziato l'impegno del Governo nel raggiungimento
degli obiettivi di finanza pubblica richiesti dall'adesione
dell'Italia al Patto di stabilità sottoscritto nell'ambito
dell'unione monetaria europea, nonostante la difficile
congiuntura che caratterizza il panorama economico
internazionale;
sottolineata la necessità di coniugare le esigenze di
risanamento finanziario con quella di migliorare la rete
infrastrutturale del Paese, in quanto il superamento degli
squilibri e delle carenze esistenti nel sistema dei trasporti
nazionale costituisce condizione imprescindibile per
migliorare la competitività del tessuto produttivo e per
assicurare una duratura fase di sviluppo dell'economia
italiana;
evidenziato come, a seguito della riorganizzazione dei
ministeri operata dal decreto legislativo n. 300 del 1999 le
competenze dell'ex Ministero dei trasporti siano ora
affidate al nuovo Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, nel quale sono state ricondotte anche le competenze
affidate in precedenza all'ex Ministero dei lavori
pubblici;
rilevato come, per quanto riguarda lo stato di
previsione del Ministero dei trasporti, il Rendiconto per il
2000 evidenzi un significativo aumento dei pagamenti totali,
e, dunque, il miglioramento della capacità di spesa di tale
Amministrazione;
evidenziata comunque la necessità di migliorare
ulteriormente la capacità di spesa sia del Ministero dei
trasporti sia del Ministero delle comunicazioni, che non
risulta in linea con la media delle amministrazioni statali,
consentendo la tempestiva esecuzione dei programmi di spesa e
riducendo conseguentemente l'ammontare dei residui;
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attività produttive, commercio e turismo)
(Relatore: Luigi D'AGRO')
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 6: Stato di previsione del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca
(limitatamente alla parte di competenza)
Tabella 13: Stato di previsione del Ministero delle
attività produttive
La X Commissione,
esaminato il disegno di legge C. 1597, concernente il
rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 2000, relativamente alle parti di
propria competenza
DELIBERA DI
RIFERIRE FAVOREVOLMENTE
con la seguente osservazione:
l'elevato livello dei residui accumulatisi nel bilancio
del Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, in particolare sul capitolo 7800 relativo
alFondo per gli incentivi alle imprese, segnalano una
difficoltà progettuale e, quindi, di spesa già emersa in
occasione di esercizi precedenti; occorre pertanto individuare
le cause strutturali di questo fenomeno e porvi
tempestivamente rimedio, al fine di garantire una effettiva
utilizzazione di stanziamenti che dovrebbero assicurare le
migliori condizioni di funzionamento del sistema produttivo
nazionale.
Esaminato altresì, per i profili di propria competenza, il
disegno di legge C. 1598, concernente disposizioni per
l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle
amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2001,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
con la seguente osservazione:
con riferimento alla prevista diminuzione degli
stanziamenti relativi al Fondo per gli incentivi alle imprese,
va segnalata l'opportunità che, in futuro, le esigenze di
altri Dicasteri trovino riscontro in una equilibrata
suddivisione tra i diversi Ministeri delle necessarie
riduzioni di stanziamento e non gravino unicamente sul
bilancio del Ministero delle attività produttive.
XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)
(Relatore: Giovanni DIDONE')
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 13: Stato di previsione del Ministero delle attività
produttive
(limitatamente alle parti di competenza)
Tabella 14: Stato di previsione del Ministero del lavoro
e delle politiche sociali (limitatamente alle parti di
competenza)
L'XI Commissione,
esaminato, relativamente alle parti di propria
competenza, il disegno di legge relativo al Rendiconto
generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio
finanziario 2000;
considerato, da un lato, che nell'anno interessato dal
provvedimento, ha avuto corso il processo di decentramento del
"federalismo amministrativo", che ha comportato la
attribuzione alle regioni e agli enti locali di compiti
precedentemente svolti dal Ministero del lavoro, con
contestuale trasferimento di risorse umane e finanziarie;
considerata, peraltro, la riorganizzazione dei Ministeri
ai sensi del decreto legislativo n. 300 del 1999, in seguito
modificato, per la parte relativa al Ministero del lavoro, dal
decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217;
osservato come gli stanziamenti definitivi di competenza
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per il
2000 siano stati pari a 88.077,6 miliardi, con un decremento
di 7.778,4 miliardi rispetto all'esercizio 1999;
verificato come la spesa corrente assorba 82.418,2
miliardi, destinati in gran parte al concorso statale nel
campo della previdenza e dell'assistenza;
apprezzata la celerità con cui si procede ai
trasferimenti alle gestioni previdenziali, evidenziata dalla
quasi coincidenza tra pagamenti, autorizzazioni di cassa e
massa spendibile,
DELIBERA DI
RIFERIRE FAVOREVOLMENTE
con le seguenti osservazioni:
1) appare ormai improcrastinabile dar corso alla
revisione del sistema di protezione sociale, intervenendo
gradualmente su un impianto sostanzialmente caratterizzato da
rigidità, attuando finalmente la riforma degli incentivi
all'occupazione e degli ammortizzatori sociali;
2) considerato la bassa percentuale dei pagamenti
rispetto agli impegni, appare opportuno rendere meno vischioso
il procedimento di rimborso all'INAIL, sottoponendo a verifica
tutte le sue fasi;
3) appare necessario superare le lungaggini procedurali
che caratterizzano l'erogazione dei contributi agli enti per
l'assistenza agli inabili e agli invalidi, come evidenziato
dal rapporto tra pagamenti e massa spendibile;
4) appare opportuno incrementare le risorse a
disposizione del centro di responsabilità "Osservatorio del
mercato del lavoro", il quale, peraltro, come evidenziato
anche dalla Corte dei conti, dovrebbe adeguatamente
trasformarsi sia per realizzare un'autonoma attività di
rilevazione e di monitoraggio, anche in sinergia con il SIL,
sia per realizzare prodotti statistici che siano di effettivo
ausilio per l'elaborazione di politiche utili ad incrementare
il tasso di occupazione e a ridurre il tasso di
disoccupazione.
Esaminato altresì, per i profili di propria competenza,
il disegno di legge recante le disposizioni per l'assestamento
del bilancio dello Stato e dei bilanci delle aziende autonome
per l'anno finanziario 2001;
osservato che la tabella relativa al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali prevede un incremento degli
stanziamenti di competenza, delle autorizzazioni di cassa e
dei residui;
DELIBERA DI
RIFERIRE FAVOREVOLMENTE
XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)
(Relatore: Dorina BIANCHI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze (limitatamente alle parti di competenza)
Tabella 14: Stato di previsione del Ministero del lavoro e
delle
politiche sociali (limitatamente alle parti di competenza)
Tabella 15: Stato di previsione del Ministero della
salute
La XII Commissione,
esaminato il disegno di legge per il rendiconto generale
dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario
2000 per le parti di competenza,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì il disegno di legge di assestamento del
bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2001 - Tabella 2:
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze, per le parti di competenza; Tabella 14: Stato di
previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali
per le parti di competenza; Tabella n. 15: stato di previsione
del Ministero della salute
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)
(Relatore: Francesco ZAMA)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 12: Stato di previsione del
Ministero delle politiche agricole e forestali
La XIII Commissione,
esaminato, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge C. 1597, già approvato dal Senato:
"Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 2000",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì, per le parti di propria competenza, il
disegno di legge C. 1598, già approvato dal Senato:
"Disposizioni per l'assestamento del bilanciodello Stato e dei
bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno finanziario
2001",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 12, relativa allo stato di previsione del
Ministero delle politiche agricole e forestali.
XIV COMMISSIONE PERMANENTE
(Politiche dell'Unione europea)
(Relatore: Monica Stefania BALDI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 2000 (1597)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Amministrazioni autonome
per l'anno finanziario 2001 (1598)
Tabella 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia
e delle finanze (limitatamente al Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie)
La XIV Commissione,
esaminato, per le parti di competenza, il disegno di
legge n. 1597, approvato dal Senato, recante "Rendiconto
generale dell'amministrazione dello Stato per l'esercizio
finanziario 2000";
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE;
esaminato, altresì, per le parti di competenza, il disegno
di legge n. 1598, approvato dal Senato, recante "Disposizioni
per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci
delle amministrazioni autonome per l'anno finanziario
2001";
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 2, Stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2001, limitatamente
alle parti di competenza.