XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1511
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
riguarda una problematica molto sentita dai cittadini in
qualità di contribuenti: si tratta del fenomeno delle
cosiddette "cartelle pazze" inviate dall'Amministrazione
finanziaria.
Moltissime cartelle di pagamento, che sono state
notificate, ai cittadini già nel corso del 1998 e fino ai
giorni nostri, sono state causate da errori
dell'Amministrazione finanziaria, che ha emesso ruoli
contenenti imposte e sanzioni non dovute.
Si pensi per esempio al caso che si è verificato alla fine
del mese di agosto 2000 quando molti cittadini hanno ricevuto
cartelle esattoriali sbagliate per presunte omissioni di
versamenti sulla tassa della salute per l'anno 1993. Da
controlli effettuati, sembra che addirittura l'Amministrazione
finanziaria ha calcolato gli importi sbagliati, poiché ha
applicato dei criteri di calcolo differenti da quelli indicati
nelle istruzioni ministeriali dell'anno 1993.
Il cittadino che riceve una cartella di pagamento spesso
non è in grado di interpretarla e di effettuare i controlli
personalmente, ma si avvale dell'aiuto del commercialista,
sostenendo costi per la consulenza. Inoltre, se deve
presentare domanda di annullamento della cartella tramite
l'istituto dell'autotutela o inoltrare il ricorso per ottenere
l'annullamento del ruolo, a maggior ragione ricorre
all'assistenza di un professionista.
Poiché si ritiene che gli errori dell'Amministrazione
finanziaria non debbano ricadere sui contribuenti, si propone
con l'articolo 1 della presente proposta di legge che il
contribuente abbia diritto ad ottenere un indennizzo del danno
quantificato in lire 250.000, attraverso l'attribuzione di un
credito d'imposta, nel caso in cui l'Amministrazione
finanziaria annulli un ruolo contenente esclusivamente imposte
non dovute.
Tale soluzione, oltre a rendere giustizia al contribuente,
dovrà servire anche da stimolo all'Amministrazione
finanziaria, affinché si impegni a lavorare con più efficienza
e precisione per evitare che il fenomeno delle cartelle pazze
si continui a verificare. Tenendo conto del fatto che
nell'immediato futuro i centri di servizio e gli uffici delle
imposte dovranno controllare milioni di dichiarazioni relative
agli anni passati, appare probabile che i carichi di lavoro
intensi e l'esigenza di accelerare la procedura di
accertamento potrebbero causare superficialità ed errori nei
controlli.
Inoltre, il personale dell'Amministrazione finanziaria ha
a disposizione risorse incentivanti. Quindi, se il lavoro
viene svolto con efficienza è previsto un premio; a maggior
ragione, se il personale commette errori, ne deve rispondere
nei confronti del malcapitato contribuente.
Con la presente proposta di legge si prevede pertanto un
credito d'imposta pari a lire 250.000, che il contribuente
utilizza al momento del pagamento dell'imposta sui redditi
delle persone fisiche, detraendo tale importo dell'imposta da
versare.