XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1438
Onorevoli Colleghi! - Il Ministero per i beni e le
attività culturali ha assunto (ai sensi dell'articolo 1 della
legge n. 494 del 1999) personale qualificato con 1.500
contratti di lavoro a tempo determinato per fare fronte
all'evento giubilare del 2000 e 1.000 unità di lavoro, sempre
a tempo determinato part-time (legge n. 449 del 1997),
al fine di assicurare l'apertura quotidiana, con orario
prolungato, di musei, gallerie, aree archeologiche,
biblioteche e archivi di Stato, un ampio settore culturale che
riveste per lo Stato italiano un ruolo di notevole rilevanza
sociale ed economica.
La politica fin qui perseguita dal Ministero per i beni e
le attività culturali ha determinato un incremento di
visitatori e di introiti che nel quadriennio 1997-2000 ha
davvero raggiunto risultati eccezionali, grazie anche agli
orari prolungati e serali, possibili per la presenza di tale
personale, che ha offerto un servizio efficiente, di guida e
di accoglienza, per i visitatori italiani e stranieri, con un
livello di qualificazione professionale elevato. Infatti, i
musei dove sono stati impiegati tali lavoratori osservano
tutti l'orario sulle undici ore di apertura, per almeno sei
giorni a settimana. Nell'arco del triennio 1997-1999 nei musei
italiani si è registrato un incremento del numero dei
visitatori: dai 27 milioni del 1997 ai 27 milioni e 648 mila
del 1998, agli oltre 28 milioni del 1999. Con incassi che
vanno dai 109 miliardi di lire del 1997, ai 126 miliardi di
lire del 1998 e i 130 miliardi di lire del 1999, con una
crescita percentuale superiore al 10 per cento su base annua.
Tale andamento ha avuto un ulteriore picco nell'anno 2000. Il
successo che ha coronato l'azione del Ministero ha però,
adesso, l'urgenza di dotarsi di risorse aggiuntive non solo
per ripianare i vuoti di organico creatisi con i
prepensionamenti ma soprattutto per fare fronte alle nuove
aperture di siti museali ed espositivi.
Per questa ragione, una prima decisione che andava in
questa direzione, con una recente normativa (legge n. 29 del
2001), è stata adottata con la proroga fino al 31 dicembre
2001 per i lavoratori in questione che, altrimenti, avrebbero
cessato la loro opera lavorativa il 31 giugno scorso.
Gli addetti ai servizi di vigilanza, inoltre, sono oggi in
termini assoluti inferiori a quelli del 1990, un dato che
diventa ancora più significativo se lo confrontiamo con i
numeri dei visitatori dei nostri maggiori musei, tenuto
altresì conto del fatto che ci sono musei e collezioni
sconosciuti o ignorati dal grande pubblico e che
meriterebbero, invece, di essere adeguatamente valorizzati.
I 2.500 lavoratori diventano, dunque, una risorsa umana
indispensabile per continuare a garantire un'opportuna
apertura dei siti culturali italiani e per consolidare ed
estendere queste esperienze che si sono dimostrate altamente
positive per l'intero sistema dei beni culturali.
Per tale motivo si propone di stabilizzare il rapporto di
lavoro di questi 2.500 lavoratori, trasformandolo da rapporto
di lavoro a tempo determinato a rapporto di lavoro a tempo
indeterminato.