XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1428
Onorevoli Colleghi! - Raccogliendo l'eredità
dell'onorevole Luciano Caveri, che alla Camera dei deputati ha
trascorso ben quattro legislature come unico rappresentante
della regione Valle d'Aosta, con vero piacere intendo
continuare l'ottimo lavoro fatto dal collega che mi ha
preceduto e pertanto ripropongo, anche nella XIV legislatura,
la presente proposta di legge costituzionale, presentata per
la prima volta il 25 maggio 1992 e riproposta costantemente
nelle legislature successive, nella speranza che si possa
arrivare all'approvazione della modifica costituzionale.
Sarebbe importante varare il testo in questione assicurando
così la rappresentanza della Valle d'Aosta all'interno del
Parlamento europeo, prima dell'ingresso dei nuovi Stati
membri, evento che comporterà una contrazione del numero dei
parlamentari italiani che passerà dagli attuali 87 a 72, come
previsto dal Trattato di Nizza, a partire dalle prossime
elezioni del Parlamento europeo.
L'Assemblea Costituente, così come legittimamente
richiesto dai valdostani, stabilì e decise di assegnare alla
Valle d'Aosta una rappresentanza nel Parlamento italiano.
Soprattutto, fu definito un meccanismo di tutela che
permettesse di evitare che il collegio elettorale della
piccola regione autonoma venisse allargato, causando di
conseguenza una messa in minoranza del numero di elettori
relativamente piccolo della Valle d'Aosta. Recita dunque
l'articolo 47 dello Statuto speciale: "Agli effetti delle
elezioni per la Camera dei deputati e per il Senato, la Valle
d'Aosta forma una circoscrizione elettorale".
Il Costituente, ovviamente, non poteva prevedere analogo
meccanismo per il Parlamento europeo in tempi in cui l'Europa
unita appariva come una prospettiva distante. Oggi, invece,
l'Italia ha diritto ad ottantasette rappresentanti nel
Parlamento europeo, Assemblea che necessariamente vedrà nei
prossimi anni aumentare il proprio ruolo e le proprie
competenze. Tuttavia, l'assenza di obblighi derivanti dallo
Statuto speciale ha purtroppo indotto negativamente il
legislatore italiano che, nonostante le ripetute richieste del
Consiglio regionale della Valle d'Aosta, non ha tenuto conto
nella legge 24 gennaio 1979, n. 18, sulle elezioni dei
rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo, e nelle
modifiche effettuate con la legge 9 aprile 1984, n. 61, sulle
disposizioni tecniche concernenti l'elezione dei
rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo, della
necessità di dare alla Valle d'Aosta un proprio collegio
elettorale a tutela delle specificità linguistiche, giuridiche
e politiche della regione autonoma.
Al contrario, è avvenuto quanto il Costituente mirava
espressamente ad evitare: la Valle d'Aosta è stata inserita in
un enorme collegio elettorale comprendente anche Piemonte,
Liguria e Lombardia. E' vero che il nono comma dell'articolo
12 della legge elettorale per le elezioni europee (legge n. 18
del 1979) prevede una possibilità di apparentamento per
"partiti o gruppi politici espressi dalla minoranza di lingua
francese della Valle d'Aosta, di lingua tedesca della
provincia di Bolzano e di lingua slovena del Friuli-Venezia
Giulia".
Tuttavia, il meccanismo previsto all'articolo 22 della
medesima legge è certamente discriminatorio per la Valle
d'Aosta, poiché al terzo comma si legge: "Qualora nessuno dei
candidati della lista di minoranza linguistica collegata sia
compreso nella graduatoria dei posti ai quali il gruppo di
liste ha diritto, l'ultimo posto spetta a quei candidato di
minoranza linguistica che abbia ottenuto la maggior cifra
individuale, purché non inferiore a 50.000". Questa cifra è
certamente irragiungibile per un candidato valdostano, che
conta su circa 90.000 elettori in Valle d'Aosta e che, dunque,
non può raggiungere il numero enorme di preferenze richiesto
dal meccanismo di apparentamento.
Ogni sforzo nella legislazione ordinaria, pur intrapreso
anche in passato, rischia di infrangersi contro la mancanza di
volontà dei partiti in Italia di assegnare alla Valle d'Aosta
un proprio collegio che esprima una propria rappresentanza. Lo
dimostra anche il dibattito sull'argomento avvenuto in
chiusura della XI legislatura in Senato, quando si è persa
l'occasione storica di modificare la legge elettorale per le
elezioni europee in senso regionalista con una sua
applicazione sin dalle consultazioni del giugno 1994. Ecco
perché, a tutela di questo diritto della Valle d'Aosta, è
necessaria una norma di rango costituzionale che rappresenti
una tutela, sia rispetto alla normativa italiana, sia nel caso
in cui finalmente il Parlamento europeo esercitasse il potere
di darsi, com'è possibile, una legge per la propria elezione.
Ed è quanto si cerca di ottenere attraverso questa proposta di
legge costituzionale che copre un "vuoto" dello Statuto di
autonomia, prevedendo un collegio elettorale per la Valle
d'Aosta in occasione delle elezioni europee, dando
implicitamente alla regione autonoma un proprio
europarlamentare.