XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1396
Onorevoli Colleghi! - Si va ormai verso un assetto
istituzionale della nostra Repubblica che prevede una forte
valorizzazione delle autonomie locali. Ciò comporta l'esigenza
di sottolineare alcuni elementi costitutivi dell'unità
nazionale, tra i quali va certamente annoverata la lingua
italiana. In sostanza, proprio in questa fase si ritiene
indispensabile riconoscere il ruolo della lingua italiana
quale fattore identificante della comunità nazionale, a
prescindere dalle diversità localistiche. L'articolo 6 della
Costituzione, pur nella sua laconicità, impedisce le pratiche
discriminatorie a danno dei gruppi minoritari e garantisce lo
sviluppo e la conservazione dei gruppi medesimi. Notoriamente
il massimo livello di riconoscimento dei diritti linguistici è
stato effettuato dallo Statuto speciale per il Trentino-Alto
Adige e dalle successive "norme di attuazione" dello statuto
emanate mediante numerosi decreti governativi con forza di
legge. In questa regione è stato creato un imponente sistema
di garanzie delle minoranze linguistiche che ha investito la
composizione stessa delle giunte regionali e provinciali (in
modo da rappresentare proporzionalmente la consistenza dei
gruppi linguistici), la tutela della lingua madre minoritaria
in riferimento al pubblico impiego regionale, provinciale e
presso gli enti locali minori, l'organizzazione scolastica,
giudiziaria ed amministrativa, e ha realizzato persino una
limitazione dell'elettorato attivo ai residenti da un certo
numero di anni ininterrotti.
E' ferma convinzione dei proponenti che le stesse garanzie
per le minoranze non possano condurre all'avvilimento e alla
offesa degli elementi identificativi della comunità italiana
nella regione. Inoltre, tale esempio ci obbliga a prevenire
situazioni critiche analoghe nel momento in cui i più recenti
orientamenti autonomisti portassero a valorizzare la lingua o
il dialetto di altre comunità minoritarie o altre aree
geografiche del territorio della Repubblica.
Appare quindi imprescindibile la previsione costituzionale
della lingua italiana quale lingua ufficiale della Repubblica,
espressione dell'appartenenza degli italiani a una sola
comunità nazionale, soprattutto in relazione alle forti
tensioni secessioniste che investono non più soltanto le
minoranze storiche nel territorio italiano, ma vaste zone del
territorio nazionale sulla base di identità etniche (o
dialetti) a volte meramente virtuali. La pretesa da parte di
altre lingue o dialetti di un sistema di garanzie simile a
quello ottenuto dalla minoranza linguistica tedesca in
Trentino-Alto Adige sarebbe così bilanciata in modo equo e
razionale.
Pertanto si intende con la presente proposta di legge
costituzionale aggiungere tra i valori fondanti la
Costituzione italiana il riconoscimento della lingua italiana
come unica lingua ufficiale avente precedenza su qualsiasi
altra lingua e dialetti minoritari.
Si prevede la collocazione di una tale norma
costituzionale tra i "principi fondamentali" della
Costituzione, all'articolo 12, dopo il riconoscimento della
bandiera nazionale quale simbolo della comune appartenenza dei
cittadini italiani alla stessa patria.