XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1330
Onorevoli Colleghi! - Nel comune di Colleferro (ROMA),
ed in particolare in località Colle Sughero, è stata
autorizzata la costruzione di due inceneritori alimentati da
combustibile derivato da rifiuti. Questo nonostante che la ASL
RM/G - Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene pubblica
avesse formulato in data 19 gennaio 1999 un parere negativo
alla installazione dell'impianto con la seguente motivazione:
"(...) si ritiene inopportuna l'installazione di ulteriori
fonti di inquinamento che possano aggravare la già critica
situazione dell'area di Colleferro Scalo".
La ASL RM/G, quindi, indica che a Colleferro Scalo esiste
ed è conosciuta una situazione di inquinamento già critica.
Infatti il sito individuato per la realizzazione
dell'impianto risulta ubicato in un'area dell'ex perimetro
industriale BPD ed è limitrofo a diversi insediamenti
produttivi: la BPD Difesa Spazio, la Fiat ferroviaria,
l'industria chimica Caffaro, la Italcementi Spa, la Simmel
Difesa Spa, la Bag Spa ed altri 34 insediamenti produttivi di
piccole e medie dimensioni e tra questi ultimi una manifattura
in vetroresina, 4 officine meccaniche, eccetera.
Nell'area del perimetro industriale ex BPD è stata
evidenziata da indagini delle competenti autorità giudiziarie
e sanitarie, una attività di discarica incontrollata di
rifiuti tossici e nocivi di origine industriale. Inoltre le
indagini hanno evidenziato la contaminazione delle acque
superficiali evidenziando un alto contenuto di mercurio e un
contenuto di esaclorocicloesano con valori pari a 2/3, ordini
di grandezza maggiori della concentrazione massima
accettabile.
La vastità del fenomeno emerso ha fatto ritenere alle
autorità competenti che quelle emerse fossero solo una parte
delle aree complessivamente utilizzate come discarica di
rifiuti tossici e nocivi.
Inoltre, le indagini effettuate, in relazione ai possibili
danni causati dall'inquinamento del terreno dovuto
all'attività di discarica di rifiuti tossici e nocivi hanno
messo in evidenza un inquinamento chimico della falda
superficiale con valori molto al di sopra della concentrazione
massima accettabile, per cui è stata dichiarata la sua non
idoneità per usi agricoli. Le analisi sulla falda profonda,
utilizzata come fonte unica di acqua potabile per la
popolazione, hanno evidenziato la presenza di inquinanti
chimici e l'idoneità dell'acqua per uso umano è condizionata
ad un periodo di attento controllo.
Le varie attività produttive già presenti in zona
determinano emissioni in atmosfera che, complessivamente, già
comportano, secondo quanto risulta dalla campagna di
rilevamento effettuata dal predetto Servizio igiene pubblica
in collaborazione con il PMP (Presidio multizonale di
prevenzione) USL RM/5 nel comune di Colleferro, il
superamento, in relazione alle polveri totali sospese, dei
limiti di ammissibilità previsti dalla legislazione
vigente.
I fatti citati finora ci portano ad affermare che
sussistono le condizioni per inserire il comune di Colleferro
tra i siti dell'elenco nazionale degli interventi di bonifica
di interesse nazionale ai sensi della legge n. 426 del 1998
che prevede contestualmente l'adozione di un programma
nazionale di bonifica. Questo è il senso della proposta di
legge che poniamo all'attenzione dei colleghi e che ci
auguriamo sia approvata in tempi rapidi, ciò anche tenendo
conto della risposta del Ministro dell'ambiente alla
interrogazione in Commissione De Cesaris n. 5-08779 (20
febbraio 2001), nella quale si dichiarava che Colleferro non
era stato inserito nel primo elenco di siti da bonificare in
quanto non segnalato dalla regione Lazio, ma annunciava la
propria disponibilità ad intervenire.