XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1305
Onorevoli Colleghi! - La legge-quadro 5 febbraio 1992,
n. 104, per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti
delle persone handicappate, ha avuto il grande merito di
rilanciare concretamente le politiche dell'handicap,
fornendo reali agevolazioni e benefìci ai diretti interessati
nonché a coloro che sono tenuti alla loro assistenza e cura.
Tra i risultati di maggiore rilievo vanno senz'altro
menzionati i permessi retribuiti ai genitori lavoratori con
figli handicappati gravi, l'intervento dei comuni per la
promozione del servizi residenziali e domiciliari, il
superamento delle barriere architettoniche, l'avvio di
programmi di prevenzione delle forme congenite più diffuse di
handicap.
Nel corso degli anni, però, sono emerse alcune lacune e
incongruenze nella normativa evidentemente non esaustiva di
una materia in verità molto complessa e variegata. Nonostante
i miglioramenti apportati, la fascia degli handicappati gravi
rimane quella maggiormente penalizzata, essendo questi
soggetti particolarmente bisognosi di cure specialistiche e di
assistenza; esse quindi versano in situazioni di gravissima
difficoltà e disagio, finendo per essere considerati un vero e
proprio peso per coloro che sono tenuti alla loro
assistenza.
Una società che si possa definire civile deve prestare la
massima attenzione non solo alle esigenze di queste persone ma
anche, e soprattutto, a quelle di coloro che con esse vivono e
predisporre tutto quanto necessario per superare qualunque
forma di emarginazione e di ghettizzazione.
Con la presente proposta di legge si intende avanzare di
un piccolo passo, estendendo i benefìci di cui godono i
genitori lavoratori di handicappati gravi, previsti
dall'articolo 4, comma 4-bis, della legge 8 marzo 2000,
n. 53, recante "Disposizioni per il sostegno della maternità e
della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e
per il coordinamento dei tempi delle città", anche ai coniugi
lavoratori di soggetti affetti da handicap.
E' assurdo, infatti, negare uguale trattamento di favore
al coniuge lavoratore di un portatore di handicap grave,
ove peraltro si pensi che un figlio handicappato può
generalmente contare sull'assistenza e la cura di almeno due
persone, quali sono i genitori, mentre il coniuge handicappato
grava sempre e comunque sull'altro.
Certi della bontà di una simile iniziativa, auspichiamo
una pronta approvazione della presente proposta di legge.