XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1272
Onorevoli Colleghi! - Con il decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 504, è stata istituita l'ICI (imposta
comunale sugli immobili), il cui presupposto era il possesso
di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli.
Questa nuova imposta avrebbe dovuto restituire agli enti
locali una autonomia di tassazione, per renderli più
responsabili nella gestione della finanza pubblica. In realtà
l'ICI, nata per garantire i comuni, ha assicurato invece un
ulteriore gettito nelle casse dello Stato. Anche le promesse
fatte ai contribuenti sono state in buona parte disattese.
L'ICI, infatti, avrebbe dovuto di fatto sostituire l'ILOR e
l'INVIM; invece, mentre la prima imposta è stata
effettivamente sostituita dalla nuova, la seconda continua a
colpire chi aliena un fabbricato o un terreno. Inoltre gli
enti locali non hanno saputo realizzare un sistema informativo
chiaro, capace di mettere i cittadini nella condizione di
avere tutte le informazioni necessarie per conoscere le
diverse scelte operate dai comuni; informazioni importanti,
per evitare ai contribuenti di incorrere in errori, e pagare
oltre il dovuto. Ma, aspetti tecnici a parte, l'ICI va
rivista, soprattutto, per motivi preminentemente sociali:
infatti, questa imposta viene a colpire, con ostinazione, la
casa, che già sta pagando il conto di un generale inasprimento
fiscale. La nostra Costituzione, nell'articolo 42, riconosce e
tutela la proprietà privata, allo scopo di assicurarne la
funzione sociale e di renderla accessibile a tutti, ed è
quindi opportuno tutelare un bene come la casa, bisogno
primario della famiglia. Si rende necessaria una legislazione
capace di difendere, soprattutto, quei nuclei familiari che
vivono in disagiate condizioni economiche, che avendo
risparmiato per l'intera esistenza, si vedono, oggi,
tormentati da un fisco sempre più vorace e ingiusto. Per
questo proponiamo che all'articolo 7 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 504, sia prevista anche l'esenzione dal
pagamento dell'ICI per quelle famiglie monoreddito o con un
reddito inferiore a quindici milioni di lire annue, per ridare
una speranza esistenziale, tale essendo la casa per chi crede
nel diritto riconosciuto anche all'animale, il diritto alla
tana.
Per gli argomenti esposti, si ritiene doveroso sottoporre
al vostro esame la presente proposta di legge, e si confida
che l'invocato provvedimento ottenga la sollecita approvazione
del Parlamento, quale segnale di nuova sensibilità civica,
antidoto ai troppi proclami retorici non seguiti da
concretezza sociale.