XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1259




        Onorevoli Colleghi! - Ragioni di sicurezza e motivi morali impongono il divieto di pubblicazione o di diffusione dell'immagine o del nome dei magistrati in attività connesse alle loro funzioni in materia penale.
        Ciò per due ragioni: 1) evitare che il magistrato diventi più facile bersagliodella violenza altrui; 2) evitare che i più deboli cedano alle nefaste tentazioni del protagonismo, malattia epidemica di pericolosa ricorrenza e di estesa diffusività.
        Non è censura per giornalisti della carta stampata o del video, né per magistrati, ma riduzione di una delle ragioni, e non l'ultima, che incidono negativamente sul funzionamento della informazione e della giurisdizione.
        Il buon giudice sa che la palestra ideale è la rivista professionale e mai la vetrina delle vanità; egli non firma biografie ma sentenze in nome di tutti noi; quindi non vi sarà sacrificio ma coerenza per i più forti, divieto responsabilizzante per i più esposti.
        Perché la giustizia (ci siamo limitati all'attività penale, perché connessi vi sono i valori più alti, secondi solo alla vita: la libertà e l'onore) è bene prezioso e umano, e perciò fallibile; ma tutti dobbiamo difenderlo dalle occasioni di caduta. Perché la giustizia è la più fedele clessidra della civiltà di un popolo.




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