XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1236
Onorevoli Colleghi! - Il problema che viene affrontato
con la presente proposta di legge nasce da una legislazione
che contempla una strana concezione del "valore". Infatti
oltre ad attribuirgli una logica gradualità, che si realizza
con l'oro, l'argento ed il bronzo, la legge prevede anche
varie qualità del valore, una delle quali merita la
particolare attenzione dello Stato con svariate previdenze e
provvidenze, mentre, per le altre, esso può disinteressarsi
completamente. Insomma anche in questo particolare e delicato
settore, quello del "valore", lo Stato ha dei figli buoni di
cui si occupa e dei figli meno buoni, di cui non si occupa e
per la verità questa volta non per ragioni di carattere
elettorale, come avviene tanto spesso in altri settori, ma per
una strana e contorta concezione del "valore".
Vi è in Italia un valore militare, previsto e nato sotto i
principi sabaudi ancor prima dell'unità d'Italia, un valore
civile nato successivamente, un valore di marina nato intorno
al 1880, un valore aeronautico nato intorno al 1924 ed,
infine, un valore dell'esercito nato recentemente.
Tutte queste diverse caratteristiche di valore, hanno in
comune il requisito essenziale di un rischio della vita per
ragioni di umana solidarietà che pone tutti i decorati su di
uno stesso piano morale, dove la nobiltà di un gesto o di una
azione dovrebbe tutti affratellare in una sola ed eguale
esaltazione, anche se diversamente graduata.
Invece non è così, poiché la legge prevede o meno
privilegi, in un confronto che diviene sempre più evidente e
penoso.
Al valore militare è connessa una pensione dello Stato in
continua rivalutazione, nessuna pensione è prevista per tutti
gli altri tipi di valore. Esiste però un'eccezione ed è la
concessione di un modestissimo assegno dello Stato anche per
il decorato al valore civile, purché appartenga ai vigili del
fuoco. Assegno che si perde con il collocamento a riposo.
Assistiamo così alla stranezza piuttosto frequente di
cittadini degni della stessa medaglia al valore civile, con la
stessa motivazione e per la stessa azione di valore che, a
seconda se sono vestiti con una divisa o da civili, hanno
diritto o meno ad un compenso sia pure modesto.
E su questa disparità di trattamento dello Stato verso
benemeriti cittadini sul piano economico non c'è da insistere,
anche perché è forse il lato meno rilevante anche se più
evidente.
Continuiamo il nostro esame: una vecchia legge sulle
precedenze al Quirinale sancisce una vera e propria scala
gerarchica per tutti i cittadini, a seconda delle benemerenze
e del loro contributo alla vita della Nazione. In tale scala
gerarchica il decorato di medaglia d'oro al valor militare o
di marina o aeronautico è considerato parecchi posti avanti di
quello al valor civile, stabilendo così una inferiorità che
non trova giustificazione, almeno nella legge morale.
I decorati di medaglia d'oro al valor militare hanno la
tessera di libera circolazione in prima classe sulle ferrovie
dello Stato e la tessera di libero ingresso nei musei, nel
mentre nulla è previsto per gli altri "valori".
Dalla molteplicità di aspetti del "valore", fiorisce anche
una quantità di associazioni, per la tutela dei diversi
interessi e privilegi.
E' stato così riconosciuto dalla legge, oltre il
giustificatissimo "Nastro Azzurro", il Gruppo medaglie d'oro
al valor militare come ente morale dello Stato.
E' sorto poi l'Istituto del valore aeronautico e
l'Associazione medaglie d'oro al valore aeronautico; per
l'Istituto del valor di marina non è stato istituito il
corrispondente Gruppo medaglie d'oro al valor di marina,
avendo constatato che i viventi decorati di medaglia d'oro non
superavano le quattro unità, numero che non sarebbe riuscito
neppure a permettere di ricoprire le cariche previste dalla
legge.
Le condizioni pietose di molti familiari dei decorati al
valor civile, che nella maggioranza appartengono alla classe
sociale più diseredata, si sono rese tanto evidenti, che, per
iniziativa di uno straniero, l'americano Carnegie, nei primi
anni di questo secolo, è pervenuto il regalo agli italiani di
un fondo degli eroi, di 750.000 dollari, il cui reddito è
destinato all'assistenza ed ai bisogni dei decorati al valor
civile e dei familiari. Tale diritto oggi purtroppo è ridotto
ad una cifra esigua e lontanissima dal minimo necessario,
poiché, secondo la esigenze dello Stato, ancor prima della
guerra, i dollari sono stati tramutati in buoni del tesoro
dello Stato.
Si potrebbe continuare nella elencazione deprimente ed
antipatica sulla disparità fra i cittadini a seconda che per
un nobile ideale di umana solidarietà abbiano meritato la
riconoscenza della patria su un campo di battaglia invece che
nel libero svolgersi della vita civile.
Vorremmo invece concludere come appaia evidente da tutto
quanto messo in rilievo come sia sempre più necessaria
un'iniziativa che rimetta ordine nella vasta materia ed
allontani la minaccia di venire soffocata nella sua vera
finalità, riunendo in una sola famiglia i valorosi d'Italia
perché siano meglio tutelati nelle loro necessità ed esaltati
nel loro nobile sacrificio.
Per questo è stata creata la "Federazione tra le
associazioni dei decorati al valore", nella quale sono
confluiti attualmente quasi tutti i tipi di valore, escluso
quello militare, e cioè: valore di marina, valore aeronautico,
valore civile.
Non è compreso il "valore dell'esercito" perché ancora in
fase di assestamento, data la sua recente creazione.
Si potrebbe pertanto approvare una legge che, riconoscendo
i punti basilari che concorrono a rendere similari i vari tipi
di valore (lo slancio, lo spirito di sacrificio,
l'abnegazione, il coraggio, l'incuranza del pericolo anche
mortale, l'altruismo, l'amore verso il prossimo e tutte le
altre elevatissime doti che portano ad affrontare con serenità
il rischio anche supremo), riconosca ai decorati al valore ed
ai loro familiari gli stessi privilegi morali e materiali,
ottenuti nel tempo dal "Nastro Azzurro" per i decorati al
valor militare.
Oltretutto si pensa che la lenta erosione del tempo - la
fine della seconda guerra mondiale è già lontana più di
cinquant'anni né si può immaginare che l'umanità sia così
suicida da scatenarne una terza - farà sì che la benemerita
istituzione del "Nastro Azzurro" sarà fra non molti anni
portata all'esaurimento, mentre gli atti di valore
sussisteranno.
Quindi la Federazione sarebbe la naturale erede anche del
residuo del valore più prestigioso: quello militare.
Si tratterebbe di un unico complesso, racchiudente il
"valore" in qualunque campo si manifesti e senza più i poco
simpatici "distinguo" attualmente esistenti.
Qui di seguito sono indicati i privilegi del valor
militare che dovrebbero essere estesi agli altri valori
(aggiornandone i concetti in base all'evoluzione del pensiero
moderno):
intitolazione di strade, enti, istituti, eccetera al nome
delle medaglie d'oro cadute o decedute;
ribadire per legge le precedenze, già esistenti sulla
carta nei regolamenti militari e civili ma che nessuno
osserva: in particolare per le medaglie d'oro, ricevimento
annuale al Quirinale insieme alle medaglie d'oro al valor
militare, partecipazione alle celebrazioni militari e civili
con posti riservati nelle tribune d'onore, consegna delle
decorazioni agli aventi diritto subito dopo i pari decorati al
valor militare; medaglie d'oro dopo le medaglie d'oro al valor
militare, eccetera: tutto questo esistente sulla carta ma mai
osservato;
a similitudine delle provvidenze recentemente adottate a
favore delle vittime del terrorismo, erogare alle famiglie dei
caduti nell'adempimento dall'atto di valore lo stesso assegno
di centocinquanta milioni di lire o le eventuali
rivalutazioni;
precedenza nell'assegnazione di case popolari e non
popolari, cooperative ed altro, a parità di punteggio;
provvedimenti e facilitazioni per gli orfani fino al
raggiungimento del diciottesimo anno d'età (aiuto negli studi
e nella sistemazione lavorativa);
emolumenti annessi alle medaglie di rango uguale.