XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1231
Onorevoli Colleghi! - Nonostante la presentazione nella
scorsa legislatura di una propsota di legge, di altri atti
parlamentari e di iniziative civiche dei deputati verdi non si
sono registrate innovazioni adeguate nella materia oggetto
della presente iniziativa.
Duecentocinquanta milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni
vivono nel mondo in crudeli condizioni di lavoro, addirittura
di quasi schiavitù, lavorando 14 ore al giorno nei campi,
nelle fabbriche o nelle miniere.
Le cifre presentate dal Bureau International du
Travail (Ufficio internazionale del lavoro - BIT) sono
significative: 120 milioni di bambini sono impiegati a tempo
pieno, 130 milioni a tempo parziale. Ma più allarmante è il
rapporto del BIT reso noto il 12 novembre 1996 che precisa che
la schiavitù rimane un problema particolarmente grave nel
settore agricolo, nelle attività domestiche, nelle industrie
tessili e di fabbricazione dei tappeti, nelle cave dove si
fabbricano i mattoni.
Un milione di bambini in Pakistan, in India e in Nepal
sarebbero stati venduti come schiavi per compensare la
restituzione di debiti. 153 milioni di questi bambini sono
utilizzati in Asia, 80 milioni in Africa e 17,5 milioni in
America Latina.
Questi bambini-schiavi rappresentavano, nel 1995, il 40
per cento della mano d'opera nell'industria dell'abbigliamento
in Bangladesh; tra i 5 e i 10 milioni in Pakistan sono
utilizzati nella fabbricazione dei tappeti o dei palloni e
nelle Filippine cominciano a lavorare all'età di 4 anni per
delle multinazionali americane o europee, dall'età di 3 anni
lavorano nelle fabbriche di cerini a Sivakasi, nel sud
dell'India. Questa situazione si estende dall'Africa
all'America latina dove il 20 per cento dei bambini sono
asserviti per svolgere dei lavori abusivi. Questo fenomeno è
presente ugualmente in Iran, in Cina ma anche negli Stati
Uniti dove dei bambini lavorano loro malgrado.
Ma non c'è proprio bisogno di fare il giro del mondo per
denunciare il lavoro infantile. In effetti dei procacciatori
di lavoro parigini fanno lavorare delle famiglie intere
provenienti dal Sud-Est asiatico in certi agglomerati urbani
francesi.
Ricordiamo che nel 1989 l'Assemblea generale delle Nazioni
Unite ha adottato una convenzione relativa ai diritti del
bambino, ratificata da 176 Paesi. I princìpi sono poco
vincolanti ma insistono tuttavia sulla protezione del bambino
contro il suo sfruttamento economico. La convenzione sollecita
i Paesi firmatari a fissare l'età minima lavorativa, a
prevedere una regolamentazione appropriata del lavoro così
come a prevedere delle pene e delle sanzioni per la mancata
applicazione di queste disposizioni.
Ricordiamo ugualmente che l'UNICEF, come centinaia di
associazioni caritative, agisce ogni giorno per aiutare i
bambini del mondo che sono umiliati.
Ma il compito è enorme quando si è a conoscenza
dell'importanza degli interessi economici nascosti. Gli
ostacoli a un'etica dello scambio sono tanto grandi che
indeboliscono i poteri degli Stati e aumentano quelli delle
multinazionali. Il nuovo assetto economico mondiale impone la
deregolamentazione e la privatizzazione dell'economia per fare
in modo che la libera circolazione di capitali possa avvenire
senza nessun ostacolo, rinforzando così le ineguaglianze.
Unicamente delle profonde riforme legislative permetterebbero
di stroncare questa negativa tendenza dell'economia mondiale.
Si può da subito attenuarne gli effetti specialmente
opponendosi alle importazioni di prodotti fabbricati da
bambini.