XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1227




        Onorevoli Colleghi! - La legge 5 maggio 1999, n. 155, delegava il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi finalizzati a decongestionare i tribunali di Torino, Milano, Roma, Napoli e Palermo, tenendo conto, "nella eventuale istituzione di nuovi circondari e nella determinazione dei confini, dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, delle caratteristiche dei collegamenti esistenti tra le varie zone e la sede dell'ufficio, nonché del carico di lavoro atteso, in materia civile e penale" <articolo 1, comma 1, lettera c)>.
        Il conseguente decreto legislativo 3 dicembre 1999, n. 491, si era dunque proposto di rappresentare "un ulteriore passo verso la razionalizzazione del sistema giudiziario", decongestionando tribunali particolarmente oberati di procedimenti (quale quello di Milano), e trasferendo a tribunali di provincia parte del carico di lavoro. Allo stesso tempo il citato decreto legislativo si era proposto di "rendere il servizio ai cittadini più gestibile e quindi più efficiente e nello stesso tempo diminuire i disagi delle popolazioni servite".
        Non può dirsi, invero, che questi obiettivi siano stati raggiunti nel caso della ex pretura di Abbiategrasso, il cui territorio di competenza è stato smembrato destinando due comuni al circondario del tribunale di Pavia, dodici comuni a quello di Vigevano (nel cui tribunale è stata così istituita la sezione distaccata di Abbiategrasso) ed undici comuni alla sezione distaccata di Rho del tribunale di Milano.
        Si è trattato peraltro dell'unico smembramento relativo al circondario del tribunale di Milano, per il quale è rimasta inalterata la configurazione delle rimanenti sezioni distaccate.
        Tale provvedimento è stato adottato nonostante la II Commissione permanente (Giustizia) della Camera dei deputati, nella seduta del 24 novembre 1999, avesse espresso all'unanimità un parere condizionato nel senso di non esercitare le deleghe di cui alla legge 5 maggio 1999, n. 155, per l'area metropolitana di Milano. Il Governo D'Alema, che si era inizialmente rimesso alla volontà della Commissione su tutte le proposte modificative, ha poi disatteso l'orientamento da questa espresso emanando il citato decreto legislativo n. 491 del 1999.
        In senso contrario all'esercizio della delega per l'area metropolitana di Milano si erano peraltro già concordemente pronunciati il Consiglio giudiziario del distretto di Milano, i sindaci dei comuni interessati e gli avvocati del foro di Abbiategrasso.
        In particolare, lo smembramento del territorio della ex pretura di Abbiategrasso si è posto in contrasto con i criteri fissati dall'articolo 1, comma 1, lettera c), della citata legge n. 155 del 1999, relativi - come detto - all'estensione del territorio, al numero degli abitanti, alle caratteristiche dei collegamenti esistenti tra le varie zone e la sede dell'ufficio, ed al carico di lavoro atteso.
        Il provvedimento assunto contrasta anzitutto con il rapporto esistente tra i venticinque comuni della ex pretura citata sul piano del territorio e delle sue caratteristiche: i comuni dell'abbiatense e del magentino, nonostante la loro contiguità territoriale e la loro omogeneità sia sul piano socio-economico che dei servizi pubblici, sono stati redistribuiti sotto la competenza di uffici giudiziari differenti e distanti tra loro. Peraltro, il territorio di Abbiategrasso è del tutto estraneo all'area vigevanese (situata in altra provincia), gravitando da sempre attorno all'area milanese per tradizione, collegamenti e struttura politico-amministrativa.
        Inoltre, come rilevato dal Consiglio superiore della magistratura, lo spostamento di competenza dei dodici comuni dal circondano del tribunale di Milano a quello di Vigevano ha determinato da un lato una riduzione insignificante dei carichi di lavoro del tribunale di Milano, e dall'altro un consistente aumento per quelli dei tribunali di Vigevano e di Rho (25 per cento del carico penale e 33 per cento del carico civile): aumenti ai quali questi ultimi non sono in grado di fare fronte, sia sul piano degli organici che su quello delle strutture. Analogo fenomeno si è verificato con lo spostamento dei due comuni dal circondano del tribunale di Milano a quello di Pavia. Viceversa è drasticamente diminuito il numero dei procedimenti iscritti presso la sezione distaccata di Abbiategrasso.
        Pertanto la trasformazione della circoscrizione che avrebbe dovuto decongestionare il tribunale di Milano ha invece lasciato inalterate le problematiche inerenti lo stesso, ed anzi ha congestionato i ruoli degli uffici di Vigevano e di Rho.
        Ma soprattutto non sono stati adeguatamente considerati la situazione dei collegamenti viari ed il sistema dei servizi di trasporto pubblico dei comuni interessati. La destinazione di questi comuni a tre diversi tribunali (Milano, Pavia e Vigevano) insistenti sul territorio di due province (Milano e Pavia), ha provocato (e tuttora provoca) notevoli disagi e inconvenienti pratici legati alle difficoltà di raggiungere le nuove sedi, con il conseguente dispendio di tempo e danaro. Queste diseconomie penalizzano anzitutto i cittadini, che vengono a fruire di un servizio pubblico essenziale, come quello dell'amministrazione della giustizia, dislocato addirittura in una provincia diversa da quella in cui risiedono: sotto questo profilo, la scelta compiuta si è rivelata in contraddizione con l'intento dichiarato di diminuire i disagi delle popolazioni servite. Ma ugualmente penalizzati, non da ultimo, sono gli operatori del diritto ed il personale in quegli uffici impiegato.
        Infine tale scelta appare ancora più avventata se si considerano le gravi conseguenze che ha comportato nei più importanti settori della vita civile ed amministrativa, quali la Prefettura, le Forze dell'ordine, il Corpo della guardia di finanza e lo stesso collegio elettorale.
        Le ragioni contrarie allo smembramento della ex pretura di Abbiategrasso disposto dal citato decreto legislativo n. 491 del 1999 sono state esposte all'Assemblea della Camera dei deputati nella seduta del 25 maggio 2000, in occasione di una interpellanza urgente al Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 138-bis del Regolamento della Camera dei deputati. In tale occasione il Governo Amato ha riconosciuto l'insufficienza della soluzione adottata e l'urgente necessità di un nuovo atto legislativo per l'area milanese, anche in relazione alle indicazioni espresse dai sindaci della zona.
        Sempre il Governo Amato si è successivamente impegnato al ripristino della sede giudiziaria di Abbiategrasso quale sezione distaccata del tribunale di Milano, accogliendo il 27 luglio 2000 un ordine del giorno in tale senso presentato nella Commissione Giustizia della Camera dei deputati.
        La presente proposta di legge si propone pertanto di riformulare l'articolo 3 del citato decreto legislativo n. 491 del 1999, nel senso appunto di ripristinare l'ultracentenario assetto territoriale della sede giudiziaria di Abbiategrasso quale sezione distaccata del tribunale di Milano. Questa iniziativa si colloca dunque nella stessa direzione degli atti di sindacato ispettivo precedentemente ricordati, con lo scopo di evitare il cristallizzarsi di una situazione di disservizio e di disomogeneità sul piano socio-economico in atto da ormai già troppo tempo e i cui disagevoli effetti vengono tutt'oggi quotidianamente scontati dalle popolazioni interessate.
        Si ritiene quindi indifferibile l'approvazione della presente proposta di legge, la quale ricalca sostanzialmente il testo presentato nella XIII legislatura alla Camera dei deputati il 7 novembre 2000 (atto Camera n. 7417), auspicandone una sollecita approvazione, allo scopo di dare una concreta risposta alle esigenze dei cittadini interessati.




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