XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1124
Onorevoli Colleghi! - Le organizzazioni di tipo mafioso
costituiscono fenomeni criminali irriducibili ai fenomeni
della malavita tradizionale, tendendo al controllo del
territorio e delle attività che su di esso si esercitano. E'
risaputo che, soprattutto per il passato, interi pezzi di
alcune regioni del nostro Paese, sono stati, di fatto,
sottratti allo Stato. D'altra parte, le organizzazioni mafiose
hanno trovato più vantaggioso non porsi in aperta ostilità nei
confronti delle istituzioni ma le hanno corrotte, giungendo ad
infiltrarsi al loro interno, in gangli talvolta vitali, così
che si deve purtroppo affermare che ormai frequenti sono i
rapporti di scambio e di interazione con gli apparati
istituzionali.
La Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno
delle mafia e delle altre associazioni criminali similari, con
la facoltà di richiedere atti e documenti, di utilizzare
audizioni e testimonianze e di procedere essa stessa a
indagini ed esami, ha svolto in passato un ruolo importante
per la conoscenza di tali fenomeni, per l'elaborazione dei
dati e il loro studio e per fornire un indirizzo alle
politiche di contrasto alla criminalità organizzata. E' un
ruolo importante che può e deve continuare a svolgere.
Lo Stato non può permettersi di abbassare la guardia
proprio allorquando i nuovi scenari interni e internazionali
sembrano offrire nuovi spazi e nuove opportunità alle
organizzazioni criminali. Nei prossimi mesi l'Italia dovrà
confrontarsi, lo sta già facendo, con l'introduzione
dell'Euro, la moneta unica europea, con i rischi legati alla
conversione delle monete nazionali e alla falsificazione, con
i traffici di droga e armi dai Balcani e dai Paesi dell'est
europeo e con la fragilità delle strutture economiche in
queste regioni, nonché con l'immigrazione clandestina e il
traffico di organi. Le associazioni criminali sono
"prontissime" ad approfittare della globalizzazione dei
mercati illegali e i propri affiliati godono di un'eccellente
mobilità transnazionale. Sono problematiche ben note ai nostri
magistrati ma che vanno studiate in tutte le sedi
istituzionali per trovare, nella sinergia dei poteri dello
Stato, adeguate contromisure e approntare azioni
preventive.
C'è, dunque, un'esigenza vera e ineludibile di
approfondire la conoscenza di questi fenomeni, dei nuovi
equilibri che si vengono formando e di quelli già consolidati:
la Commissione di inchiesta della quale si propone
l'istituzione, forte dei dati e della capacità di monitoraggio
di cui può godere, sarà in grado di riferire al Parlamento e
di offrire nuovi stimoli per il costante aggiornamento della
legislazione nazionale.
L'istituzione, anche per la nuova legislatura, della
Commissione di inchiesta sul fenomeno della mafia e delle
altre associazioni similari è dunque fondamentale non solo per
il più proficuo svolgimento della legislatura in corso ma
anche per garantire, su fenomeni che investono la sicurezza
stessa del Paese, il pieno controllo democratico.