XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1114
Onorevoli Colleghi! - Da tempo è avvertita l'esigenza
di proporre una legge che istituisca in Alessandria una
sezione distaccata della corte di appello di Torino e di una
corte di assise di appello.
Le ragioni di una tale richiesta si basano sui seguenti
motivi:
a) l'eccessiva concentrazione di lavoro che si
riscontra per la corte di appello di Torino, che non è più in
grado di provvedere alle sue attribuzioni con quella rapidità
operativa che l'esercizio della funzione giurisdizionale
richiede;
b) lo sviluppo economico e sociale della provincia
di Alessandria, che sta acquistando sempre di più una sua
autonoma configurazione ed i cui servizi sociali e civili non
sono più rispondenti alle reali esigenze della popolazione.
Prima di approfondire queste considerazioni, ci sembra
utile fornire i seguenti dati.
Il Piemonte è l'unica regione italiana con una sola corte
di appello il cui distretto ricomprende ben 17 tribunali e
1.187 comuni. La Lombardia ha due corti di appello: Brescia
con 5 tribunali e 633 comuni; Milano con 11 tribunali e 842
comuni. Nel Trentino-Alto Adige abbiamo la corte di appello di
Trento con 3 tribunali e 345 comuni. Nel Veneto abbiamo la
corte di appello di Venezia con 8 tribunali e 589 comuni. Il
Friuli-Venezia Giulia ha la corte di appello di Trieste con 5
tribunali e 217 comuni. La Liguria ha la corte di appello di
Genova con 7 tribunali e 249 comuni. L'Emilia ha la corte di
appello di Bologna con 9 tribunali e 339 comuni. La Toscana ha
la corte di appello di Firenze con 10 tribunali e 265
comuni.
Le Marche hanno la corte di appello di Ancona con 7
tribunali e 247 comuni. L'Umbria ha la corte di appello di
Perugia con 4 tribunali e 97 comuni. L'Abruzzo ha la corte di
appello de L'Aquila con 8 tribunali e 300 comuni. Il Lazio ha
la corte di appello di Roma con 8 tribunali e 378 comuni. La
Campania ed il Molise hanno la corte di appello di Napoli con
6 tribunali e 383 comuni, la corte di appello di Salerno con 3
tribunali e 148 comuni, la corte di appello di Campobasso con
3 tribunali e 136 comuni. Queste due ultime corti di appello
sono entrambe sezioni distaccate della corte di appello di
Napoli. Le Puglie hanno la corte di appello di Bari con 4
tribunali e 113 comuni e la corte di appello di Lecce con 3
tribunali e 144 comuni. La Lucania ha la corte di appello di
Potenza con 4 tribunali e 134 comuni. La Calabria ha la corte
di appello di Catanzaro con 8 tribunali e 318 comuni e la
sezione della corte di appello di Reggio Calabria. La Sicilia
ha le corti di appello di Caltanissetta con 3 tribunali e 42
comuni, di Catania con 5 tribunali e 89 comuni, di Messina con
3 tribunali e 101 comuni, di Palermo con 6 tribunali e 147
comuni. La Sardegna ha la corte di appello di Cagliari con 6
tribunali e 337 comuni. Da questo breve excursus risulta
che il distretto di Piemonte e Valle d'Aosta ricomprende, in
media, più del doppio dei tribunali e dei comuni di tutte le
altre corti di appello d'Italia. In altre parole, sarebbe come
se Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia invece
che 3 corti di appello (con complessivi 16 tribunali e 1.151
comuni) ne avessero una sola oppure che Emilia e Liguria
avessero ugualmente una sola corte di appello.
Si tenga inoltre conto dei seguenti fatti:
1) che secondo i dati del censimento la popolazione di
Piemonte e Valle d'Aosta si aggira oltre i quattro milioni di
abitanti;
2) che le aree piemontesi in relazione all'alto sviluppo
industriale danno vita ad un rilevantissimo carico di
procedimenti contenziosi civili i quali, in appello, finiscono
tutti a Torino;
3) che è elevato l'indice di criminalità, in costante
aumento, specie per quanto riguarda l'hinterland di
Torino;
4) che specificamente nella provincia di Torino si
verificano i più gravi e complessi procedimenti penali,
procedimenti i quali, per la loro mole, complessità, gravità e
ramificazione in tutta Italia devono essere gestiti
collegialmente con impegno esclusivo e contemporaneo di più
magistrati, del tutto sottratti per lunghi periodi di tempo ad
ogni altro lavoro;
5) che la maggior parte delle disfunzioni giudiziarie si
verifica nel capoluogo torinese, mentre soddisfacente è
l'andamento dei servizi nelle altre sedi del distretto.
Risulta pertanto evidente come, sia in materia penale che
in materia civile, la corte di appello di Torino vada via via
aumentando le proprie pendenze e vada verso una sempre più
evidente e grave paralisi operativa.
Tutto ciò determina in materia civile un allungarsi sempre
maggiore dei processi, mentre in materia penale prescrizioni,
scarcerazioni per decorrenza dei termini ed agitazioni nelle
carceri per il prolungarsi della custodia preventiva, creano
una situazione sempre più insostenibile.
In questa situazione, una rapida ed efficiente
amministrazione della giustizia può essere attuata nel
distretto della corte di appello di Torino operando
congiuntamente lungo queste due direttive:
a) potenziamento di tutte le strutture della corte
di appello di Torino;
b) decentramento.
Tralasciando il primo degli argomenti, il quale dovrà
essere oggetto di distinte iniziative, vediamo di esaminare il
secondo aspetto del problema.
E' evidente che poiché l'andamento del servizio
giudiziario nelle altre sedi del distretto è soddisfacente è
assurdo frustrare in pratica tale risultato positivo andando,
in sede di appello, a trasferire tutto il lavoro svolto dai
vari tribunali del Piemonte avanti l'unica corte di appello
esistente in Piemonte-Valle d'Aosta, ove già giacciono e
s'accumulano via via pendenze sempre più numerose.
Per questo motivo si propone l'istituzione di una sezione
distaccata della corte di appello di Torino con sede in
Alessandria, e della corte di assise di appello di Alessandria
con giurisdizione sul territorio attualmente compreso nella
circoscrizione dei tribunali di Alessandria, Acqui Terme,
Casale Monferrato e Tortona. Così operando, da una parte, si
alleggerirà il carico dei procedimenti attualmente pendenti a
Torino e, dall'altra parte, si permetterà che il carico dei
procedimenti pendenti avanti i sovracitati quattro tribunali
del Piemonte non subiscano la situazione di ritardo e di
disagio attualmente esistente presso la corte di appello di
Torino.
Si tratta di una considerazione talmente ovvia che non si
ritiene certo necessario dilungarsi maggiormente in ordine
all'opportunità del proposto decentramento.
La scelta di Alessandria come sede dell'istituenda sezione
distaccata della corte di appello di Torino si impone per i
seguenti, concorrenti motivi:
1) dopo Torino, il tribunale di Alessandria è il più
importante del Piemonte. E' già sede di corte di assise per il
tribunale di Alessandria, Acqui e Tortona;
2) Alessandria è al centro e quasi equidistante dalle
città di Acqui, Casale Monferrato e Tortona, città facenti già
parte della provincia di Alessandria e tutte sedi di
tribunali;
3) Alessandria è la zona più decentrata verso Torino,
ricomprendendo, specie con Acqui, tutta la parte sud del
Piemonte;
4) Alessandria è già dotata di un autonomo palazzo di
giustizia che, con poche modifiche e con il distaccamento di
alcuni uffici che nulla hanno a che vedere con il tribunale,
potrebbe degnamente ospitare la sezione della corte di
appello.
Onorevoli colleghi, per i motivi esposti si confida in un
sollecito esame della presente proposta di legge.