XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1101
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende favorire la diffusione di norme e codici di
regolamentazione in materia di "acquisti trasparenti". La
proposta di legge non ha scopi punitivi, ma intende prevenire
comportamenti negativi da parte delle imprese, anche
attraverso la diffusione di informazioni ai consumatori,
riguardo all'uso di materie prime di particolare rilevanza
ambientale, all'impatto provocato dalla produzione sulle
persone, sugli ecosistemi, sul suolo, sull'aria, sulle acque,
sulle foreste; all'uso di prodotti tossici, al tipo e alla
quantità di rifiuti solidi, liquidi e gassosi emessi durante
il processo produttivo, ed alle località di smaltimento dei
rifiuti speciali; alle condizioni di lavoro esistenti negli
stabilimenti esteri collocati in Paesi a reddito
pro-capite medio-basso; alle condizioni di lavoro
accertate negli stabilimenti subfornitori italiani ed esteri,
con particolare riferimento alla tipologia delle assunzioni,
all'età degli assunti, all'orario di lavoro e ai riposi
settimanali, ai salari orari in rapporto al potere d'acquisto,
alla previdenza sociale e assicurativa, alle rappresentanze
sindacali, alla salubrità dei luoghi di lavoro, alle sostanze
tossiche impiegate e, infine, alle misure di salvaguardia
sanitaria adottate.
In particolare deve essere ricordato che, a fronte di una
continua crescita dei consumi e della ricchezza nel nord del
mondo, nei Paesi del sud si assiste ad un impoverimento
progressivo di ampie fasce della popolazione ed, in primo
luogo, si assiste ad una compressione delle condizioni di vita
dei bambini e delle bambine, che rappresentano il futuro di
questi Paesi, con il risultato di un peggioramento delle
prospettive future per i medesimi. Ma anche nel nord del mondo
si annidano fasce di povertà e di sfruttamento: a fronte di
una riduzione dei redditi familiari e dei servizi a loro
favore, può divenire fondamentale il contributo che bambine e
bambini possono assicurare al bilancio domestico e, d'altra
parte, anche gli adulti possono piegarsi a forme di
sfruttamento, che fino a qualche tempo fa avevamo ritenuto del
tutto debellate.
L'intento preventivo della presente proposta di legge è
racchiuso nell'obbligo per le imprese di redigere annualmente
un rapporto socio-ambientale, tale da garantire che il
prodotto finito non sia stato conseguito producendo danni
ambientali, o che nel suo percorso non sia stata utilizzata
manodopera minorile o adulta in condizioni non
regolamentari.
L'obbligo alla trasparenza può costituire al tempo stesso
un freno per i comportamenti negativi e uno stimolo a
comportamenti più corretti, tutelando le imprese che non
utilizzano forme di sfruttamento nelle diverse fasi della
produzione o che non producono danno ambientale, e un'ostacolo
a pratiche di concorrenza sleale, dal momento che il lavoro
nero, sottopagato, minorile, o l'utilizzo di impianti
produttivi ad alto rischio ambientale, consentono di
praticare, a chi li utilizza, prezzi finali più
competitivi.
L'intento informativo è racchiuso oltre che nell'obbligo
alla trasparenza, in altri due punti:
a) l'istituzione di una sezione di vigilanza
nell'ambito della Autorità garante della concorrenza e del
mercato che intervenga per far luce nei casi di denuncia e che
svolga ampie indagini e ricerche per riferire ai consumatori
sulla realtà socio-ambientale in cui si ottengono i
prodotti;
b) l'istituzione di un marchio di qualità sociale,
attribuito dall'Autorità garante della concorrenza e del
mercato alle imprese che a seguito di accertamenti risultino
produrre in coerenza con le fondamentali convenzioni
dell'Organizzazione internazionale del lavoro. Il marchio di
qualità sociale può costituire uno stimolo verso comportamenti
corretti, specie se nella società si forma un movimento di
consumatori che predilige i prodotti dotati di tale marchio.
Per spingere ulteriormente le imprese verso questa direzione
la presente proposta di legge prevede che, per poter ottenere
alcune sovvenzioni pubbliche su operazioni effettuate
all'estero, sia obbligatorio avere ottenuto il marchio.
A tali fini la proposta di legge si articola nei seguenti
punti:
a) trasparenza in materia di condizioni
socio-ambientali della produzione, attraverso l'obbligo per le
imprese con fatturato superiore a 20 miliardi di lire di
pubblicare un rapporto socio-ambientale contenente
informazioni relative alle condizioni sociali e ambientali in
cui sono stati ottenuti i beni e servizi posti sul mercato
italiano;
b) istituzione di una apposita sezione di
vigilanza sulle condizioni socio-ambientali della produzione,
con funzioni di indagine, di ricerca e di informazione
nell'ambito dell'Autorità garante della concorrenza e del
mercato. Nel caso in cui vengano accertate delle violazioni
l'Autorità si pronuncia, obbligando l'impresa italiana che le
ha commesse, o che ha rapporti con l'impresa estera che le ha
commesse, a rendere pubblico sulla stampa, a proprie spese, il
pronunciamento stesso;
c) istituzione del marchio di qualità sociale
denominato "QL+". Il marchio è attribuito dall'Autorità
garante della concorrenza e del mercato a tutte le imprese
italiane che ne facciano domanda e che, a seguito di
accertamenti, risultino non avere violato la legislazione
nazionale in materia di lavoro e che non intrattengano
rapporti con fornitori e con subfornitori esteri che violano i
fondamentali diritti dei lavoratori previsti dalle convenzioni
internazionali;
d) modifica della normativa a sostegno delle
imprese, con l'introduzione dell'obbligo di essere titolari
del marchio QL+ per poter ottenere le agevolazioni;
istituzione dell'obbligo di iscrivere sull'etichetta, sulla
confezione del prodotto o sull'imballaggio, il Paese di
origine.