XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1056
Onorevoli Colleghi! - Nonostante la presentazione nella
scorsa legislatura di una proposta di legge (A.C. n. 291), di
atti parlamentari e di iniziative civiche dei deputati verdi
non si sono registrate innovazioni adeguate, in tema di
utilizzo della carta riciclata o ecologica da parte delle
amministrazioni pubbliche.
Per quanto riguarda la produzione di carta, si ricorda che
l'industria cartaria italiana occupa la decima posizione a
livello mondiale, la terza nell'Unione europea, dopo Germania
e Francia, e la quinta in Europa dove ancora è superata dalla
Finlandia e dalla Svezia, ma ha una forte dipendenza
dall'estero per il fabbisogno di paste da legno per carta,
pari a 2.000.650 tonnellate, mentre la produzione del nostro
Paese è pari a 595.000 tonnellate. Perciò l'Italia consegue
nell'Unione europea un grado di autosufficienza produttiva
pari al 22 per cento.
La produzione di carta e cartone in Italia è stata nel
1995 pari 6.801.961 tonnellate mentre il consumo di carta da
macero è stato di 3.434.090 tonnellate di cui 2.350.951
tonnellate derivanti dalla raccolta interna di macero
(raccolta differenziata e sottoproduzioni industriali), e
1.083.139 dall'importazione.
In realtà 57.476 tonnellate non vengono utilizzate per il
consumo interno ma vengono destinate all'esportazione. Nel
1995 inoltre è stato utilizzato oltre il 49 per cento di carta
da macero sul totale di quella prodotta.
A livello di consumo di macero l'Italia occupa una
posizione di tutto rispetto ma risulta del tutto inadeguato il
tasso di recupero (28,3 per cento).
Per quanto riguarda il macero di provenienza industriale,
che passa attraverso i commercianti specializzati, la raccolta
e il riciclo sono pressoché totali.
Grazie a tecnologie sempre più sofisticate e allo sviluppo
di impianti di deinchiostrazione (attualmente sono tre quelli
operanti nel nostro Paese), anche il settore della carta da
giornale e del tissue (carte per uso domestico,
igienico, eccetera) comincia a utilizzare in modo crescente,
come già avviene in altri Paesi della Unione europea, maceri
di elevata qualità.
L'industria cartaria italiana (cartiere produttrici della
materia prima e trasformatori) ha una grande importanza
economica per il Paese; essa infatti occupa con i suoi 1.900
stabilimenti circa 230.000 addetti con un fatturato stimato
intorno ai 33.000 miliardi di lire.
L'uso dei maceri ha una vitale importanza economica per un
Paese come l'Italia che, privo di idonee foreste, non produce
cellulosa e pertanto è costretto ad importarne da altri Paesi
(Germania, Canada, Finlandia, Svezia) ingenti quantità.
Infatti, la bilancia commerciale con l'estero in questo
settore è in passivo.
Obbligare le amministrazioni pubbliche ad utilizzare sia
per gli atti interni sia per gli atti esterni carta riciclata
o ecologica significa anche contribuire alla diminuzione dei
rifiuti solidi urbani che finiscono in discarica (la carta e i
cartoni contribuiscono per il 22 per cento).
L'approvazione di questa proposta di legge rilancerebbe
quelle iniziative intraprese da alcune aziende municipalizzate
che per la scarsa richiesta sul mercato di carta riciclata si
sono dimostrate difficilmente sostenibili sotto l'aspetto dei
puri costi aziendali.