XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 921
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge si
propone un duplice scopo. In primo luogo, quello di non
disperdere la professionalità acquisita dai giudici onorari di
tribunale già in servizio quali vice pretori onorari e quindi
quello di potersi definitivamente assicurare l'apporto di
questi operatori della giustizia validi e sperimentati, per i
quali il Consiglio superiore della magistratura ha derogato
ripetutamente alla prassi di non rinnovare la loro conferma
per più di due trienni, stante la loro documentata
indispensabilità, sponsorizzata altresì dalle attestazioni in
loro favore rilasciate dai vari ex consiglieri pretori
dirigenti, che ne hanno nel corso della loro pluridecennale
carriera verificato l'utilità, la preparazione giuridica, lo
spirito di sacrificio e la serietà nello svolgimento del loro
delicato compito, consentendo il continuo rinnovo
dell'incarico da parte del Consiglio superiore della
magistratura. Altro obiettivo che la presente proposta di
legge si prefigge è quello di riconoscere ai magistrati
onorari in oggetto, un minimo, ma permanente ristoro
economico, dopo tanti anni durante i quali essi hanno
sacrificato ogni loro ambizione e possibilità di altri
sviluppi di carriera per dedicarsi anima e corpo alle funzioni
giudiziarie, svolte a tempo pieno, essendo stati nel corso di
questo decennio inseriti regolarmente nelle tabelle di
organico in aggiunta, ma con un ruolo parificato e spesso più
gravoso rispetto ai magistrati togati. Va evidenziato a tale
riguardo che la proposta di legge non rappresenta una forma di
reclutamento di magistrati in assenza di un regolare concorso,
in quanto innanzitutto interesserebbe pochissime persone ed
inoltre essa non prevede un ingresso vero e proprio in
magistratura, ma solamente la trasformazione temporale
dell'incarico di tali operatori da determinato ad
indeterminato, con lo stipendio minimo previsto per gli
uditori giudiziari al momento della loro assunzione e ciò non
comporterebbe peraltro nessun problema dal punto di vista
della copertura finanziaria, interessando, come si è appena
detto, un numero irrilevante di persone che non hanno svolto
alcun altra professione durante il decennio di magistratura
onoraria. Tale dignitosa sistemazione appare un giusto
riconoscimento per un decennio speso quasi gratuitamente al
servizio dello Stato. L'attività di questi pochi magistrati
onorari è apparsa e continua ad apparire indispensabile
soprattutto al fine di assicurare la funzionalità di molti
settori della giustizia ed in tanti casi essi hanno svolto,
come già accennato, un ruolo a volte più "importante", anche
dal punto di vista della produttività, rispetto ai magistrati
togati ed infatti pochissimi di essi sono stati riconfermati
per un decennio nel loro incarico.
Ritenuto, infine, che la recente riforma del giudice unico
di primo grado prevede che i giudici onorari di tribunale
possano essere confermati per un solo triennio, la presente
proposta di legge può essere definita come una forma di
"sanatoria" per pochi magistrati onorari sopravvissuti a due
grandi riforme, come l'abolizione delle preture mandamentali e
la riforma del giudice unico di primo grado, che li vede
ancora protagonisti.