XIV LEGISLATURA

RELAZIONE - N. 900 - 1126-A




        Onorevoli Colleghi! - Le proposte di legge abbinate riguardanti l'istituzione della Provincia di Fermo sono state approvate nel corso del 2001 per due volte in sede referente dalla I Commissione, sia nella XIII che nella XIV legislatura, percorrendo in ambedue i casi, anche se con modalità differenti, l'intero iter riguardante le Commissioni parlamentari.
        Il 7 marzo 2001 la I Commissione affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni approvò in sede referente ed all'unanimità questo stesso testo che viene oggi affidato all'esame dell'Aula e diede mandato all'allora relatore on. Giovanni Crema di riferire favorevolmente all'Assemblea. Il provvedimento fu quindi presentato alla Presidenza della Camera l'8 marzo 2001 per il successivo esame dell'Aula. Lo scioglimento anticipato delle Camere non consentì che esso proseguisse l'iter previsto per l'approvazione definitiva.
        Il 16 ottobre 2001, per la seconda volta, le proposte di legge per l'istituzione della provincia di Fermo approdarono alla I Commissione, nello stesso testo licenziato il 7 marzo.
        Per il loro esame si è ritenuto opportuno ricorrere alla procedura abbreviata prevista dal comma 3 dell'articolo 107 del Regolamento della Camera dei Deputati, poiché la fattispecie in considerazione soddisfaceva pienamente i presupposti indicati dall'articolo stesso.
        L'esame delle proposte di legge è stato completato in I Commissione affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e degli interni il 16 ottobre 2001, con il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea.
        Passando al merito del provvedimento, appare utile ricordare come la rivendicazione relativa alla istituzione della provincia di Fermo muove sin dal 1861, anno successivo all'entrata in vigore del nuovo ordinamento territoriale delle Marche in cui si è soppressa la provincia di Fermo; è infatti di questa data la prima istanza al Parlamento italiano per la restituzione della funzione di capoluogo alla città di Fermo.
        L'attuale territorio della provincia di Ascoli Piceno non si è tuttavia omogeneizzato ed ha mantenuto le due connotazioni originarie delle due realtà territoriali facenti capo alle province originarie di Ascoli e di Fermo. A più riprese si è quindi riproposta l'esigenza di restituire autonomia al territorio del Fermano. La più recente è l'iniziativa per la costituzione della provincia di cui all'articolo 133 della Costituzione che è stata assunta da 40 comuni, così come previsto dall'articolo 16, comma 2, lettera d) della legge n. 142 del 1990.
        Come già rilevato nella nota del Ministero dell'interno del 21 ottobre 1992, il territorio risulta omogeneo ed integrato in quanto al suo interno si svolge la maggior parte dei rapporti sociali, economici e culturali della popolazione residente; il territorio, dell'ampiezza di 689 chilometri quadrati, con popolazione pari al 45 per cento della popolazione della provincia di Ascoli-Piceno, si caratterizza per una economia basata sull'agricoltura, sulla pesca, sull'artigianato e sul turismo; l'intero territorio di ogni comune fa parte di una sola provincia.
        Il problema dell'istituzione della provincia di Fermo è all'attenzione del Governo e del Parlamento fin dall'istituzione delle otto province ai sensi dell'articolo 63, comma 2, della legge n. 142 del 1990. Da allora diverse volte sono stati prorogati termini per la istituzione di nuove province ed è stata affrontata la questione in leggi finanziarie; più volte il Parlamento ha impegnato il Governo con ordini del giorno a completare l'iter istitutivo, senza che tuttavia giungesse una risposta certa e definitiva.
        Con l'istituzione della provincia di Fermo si intende porre le condizioni indispensabili per accrescere l'efficienza di un'area che deve migliorare ed aumentare i propri livelli di competitività. Nel momento in cui l'ente provincia sta assumendo compiti sempre più attivi nella programmazione è indispensabile avere, infatti, un ambito omogeneo che, per dimensione, ampiezza, entità demografica e attività produttive esistenti, possa consentire una programmazione dello sviluppo capace di razionalizzare l'organizzazione interna del distretto e favorire armonicamente lo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio provinciale e regionale.
        Il Fermano è infatti il più importante distretto calzaturiero italiano, fatto di numerose medio-piccole aziende, singolarmente efficienti, disseminate sul territorio, che esigono una programmazione del sistema di relazioni calibrata su un'area omogenea ed integrata.
        La dimensione dell'area é idonea quindi a consentire una programmazione dello sviluppo capace di favorire il riequilibrio complessivo del territorio, nel quale, già all'epoca della delibera della regione Marche, i vari servizi presenti nell'area configuravano una dotazione di fatto di livello provinciale. Alle valutazioni che hanno consentito alla regione Marche di esprimere parere favorevole nel novembre 1990 si sono aggiunti ulteriori elementi che permettono di considerare positivamente la volontà di autogoverno e l'esigenza di assunzione di responsabilità espressa dalla realtà territoriale del Fermano.
        La proposta di legge istitutiva della provincia di Fermo è venuta, dunque, all'esame della Commissione affari costituzionali, che dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti necessari per poter procedere all'istituzione della nuova provincia, ha concluso l'iter di approvazione del testo che è ora all'attenzione dell'Assemblea e del quale raccomando vivamente l'approvazione.

Giulio SCHMIDT, Relatore.




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