XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 676
Onorevoli Colleghi! - Sono emerse nel corso dei
dibattiti parlamentari nuove consapevolezze in materia di
fecondazione assistita, che mettono in luce la necessità di
una nuova proposta di legge che vieti ogni forma di
riproduzione umana extracorporea medicalmente assistita per
motivazioni etiche del tutto logiche e naturali.
La cosiddetta "fecondazione eterologa", secondo quanto
prevedeva il testo unificato di proposte di legge in esame
durante la scorsa legislatura, ovvero la riproduzione con
persone differenti dal coniuge, legittima la possibilità, per
chi cede il proprio seme, di riprodursi con un massimo di
cinque donne diverse e di generare decine di figli legati da
rapporti di parentela con persone sconosciute senza assumersi
il dovere ed il diritto di mantenerli, educarli ed istruirli,
mentre l'articolo 30 della Costituzione prevede questo diritto
e questo dovere anche per quanto riguarda i figli nati fuori
dal matrimonio.
Il citato testo unificato non è compatibile con i princìpi
della Costituzione italiana. Per la Costituzione non è lecito,
infatti, per un individuo, riprodursi, senza responsabilità di
educazione dei figli, con un massimo di cinque donne
diverse.
Inoltre c'è il rischio che i nati da riproduzione
assistita, che non si conoscono, possano a loro volta
riprodursi esponendosi al rischio di gravissime malattie
ereditarie.
Passiamo ora alle ragioni pubblicamente diffuse da un gran
numero di componenti del Movimento per la vita per argomentare
la necessità di vietare anche la cosiddetta "fecondazione
extracorporea omologa". In un documento si pone in evidenza
che anche "la fecondazione umana extracorporea omologa è
eticamente inaccettabile in quanto viola il diritto alla vita
e la dignità della persona: la fecondazione extracorporea
comporta la decisione di ricercare la nascita di un figlio
mediante l'intervento di tecnici estranei, pur nella
consapevolezza del sacrificio di numerosi embrioni fratelli.
(...) Mentre non può esistere il diritto al figlio è certo che
esiste il diritto alla vita per ogni embrione. Inoltre la
fecondazione extracorporea non è un trattamento terapeutico
perché non cura né rimuove le cause della sterilità".
In una intervista al quotidiano Roma, pubblicata il
1^ dicembre 1998, il professor Giuseppe Garrone, del direttivo
nazionale del Movimento per la vita, ha messo in evidenza che
"molte coppie sterili hanno fatto ricorso alla fecondazione
assistita senza conoscerla: essa porta ogni volta alla morte
di molti embrioni".
Perché allora il Movimento per la vita era apparso
possibilista rispetto alla cosiddetta "fecondazione omologa"?
In questa significativa intervista al quotidiano Roma,
Garrone sostiene di non essere l'unico, tra i dirigenti del
Movimento per la vita, ad essere giunto alla conclusione della
necessità del divieto di ogni forma di riproduzione umana
extracorporea medicalmente assistita, che nasce da motivazioni
etiche e scientifiche. "Ritengo - afferma Garrone - che nessun
esponente del Movimento per la vita accetti moralmente la
fecondazione in vitro. Ed infatti inizialmente il
Movimento era contrario. Credo invece che il successivo
sostegno ad una proposta favorevole alla fecondazione omologa
sia stato vissuto da alcuni come il "minore dei mali",
rispetto alla possibilità di legalizzazione della fecondazione
eterologa, interpretato come "male maggiore". Ma il nostro
dovere non è di proporre il minore dei mali bensì il bene.
Purtroppo non tutti sanno che la riproduzione assistita
prevede la morte di molti embrioni, a cui noi stessi
attribuiamo la dignità di "persona umana". Per ogni nato,
muoiono decine di suoi fratelli. Inoltre la fecondazione
assistita propone una unione innaturale tra ovocita e
spermatozoo, in vitro. Altra cosa è invece il sottoporsi
individualmente da parte dei coniugi a cure per la sterilità:
questo rientra nell'ambito accettabile dell'assistenza del
medico (...). Tutti coloro che hanno fatto ricorso alla
riproduzione assistita hanno voluto ovviare così a quella che
culturalmente viene spesso presentata come una "privazione". E
così sono nati dei figli in provetta che hanno tutto il
diritto di essere amati come quelli nati "naturalmente". E
tuttavia bisogna considerare che anche una coppia senza figli
può essere una meravigliosa famiglia. Bisogna considerare che,
ad una coppia, la vita può concedere di adottare, legalmente o
moralmente, figli che non ha partorito. Una coppia non fertile
può dunque essere straordinariamente feconda anche attraverso
la diffusione dell'amore a figli di tutte le età che altri
hanno concepito naturalmente. Questo è uno straordinario atto
d'amore (...). Ecco perché - conclude Garrone - è importante
che, accanto alle due ipotesi della fecondazione eterologa ed
omologa, i parlamentari siano chiamati a scegliere anche sulla
possibilità di votare una nuova proposta di legge, composta di
un solo articolo: è vietata ogni forma di riproduzione umana
extracorporea medicalmente assistita. Noi speriamo che quanto
prima questa proposta giunga in Parlamento attraverso
l'impegno di politici di buona volontà".
La presente proposta di legge, composta appunto di un solo
articolo, rappresenta la volontà di dare voce a queste nuove
consapevolezze.