XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 674




        Onorevoli Colleghi! - Nel nostro Paese assistiamo ad un fenomeno preoccupante nel settore della manutenzione edilizia: la depressione di questo mercato, la crescita notevole del lavoro nero e dell'evasione fiscale e contributiva. Il mercato della manutenzione è, per gran parte, sommerso. Esso è inoltre ostacolato da una normativa fiscale che mortifica l'iniziativa in questo comparto, determinando effetti negativi dal punto di vista occupazionale. Il lavoro nero, infine, determina una concorrenza sleale nel settore dell'edilizia.
        Il fenomeno della mancata fatturazione delle spese di manutenzione è alimentato dalla impossibilità, per il committente, di portare in deduzione la spesa sostenuta.
        La presenza di un'aliquota IVA troppo alta, insieme alla impossibilità di portare in deduzione le spese per gli interventi di manutenzione, alimenta la diminuzione delle attività, il decremento dell'occupazione regolare, l'evasione contributiva e la crescita del lavoro nero.
        Qual è stata, in questo senso, negli anni passati, l'azione del Governo?
        Prima degli ultimi provvedimenti governativi l'IVA sulla manutenzione straordinaria dei fabbricati residenziali è passata dal 4 per cento al 19 per cento, mentre quella sugli interventi di restauro e ristrutturazione è aumentata dapprima dal 4 per cento al 9 per cento fino ad arrivare, nel febbraio 1995, al 10 per cento. Con il decreto-legge n. 669 del 1996, l'aliquota IVA è stata ridotta al 10 per cento per le sole manutenzioni straordinarie.
        Tuttavia, questi provvedimenti evidentemente non bastano. Dobbiamo considerare, per avere un'idea chiara del fenomeno, che l'entità dell'evasione fiscale è stata stimata, sulla base di dati ISTAT, relativa ad un imponibile di circa 40.600 miliardi.
        Questi dati confermano la convinzione che la riproposizione di aliquote IVA a livelli più ridotti e la possibilità, da parte dei committenti, di dedurre le spese per manutenzione, come avviene in molti altri Paesi europei, stimolerebbero l'emergere della relativa fatturazione, incrementando il mercato e l'occupazione e mortificando lo stimolo al lavoro nero e all'evasione.
        Ai benefìci per le famiglie ed i committenti in generale, vanno assommati i benefici per l'erario che recupererebbe l'evasione fiscale su un imponibile di oltre 40 mila miliardi.




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