XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 664




        Onorevoli Colleghi! - Intendiamo sottoporre questa proposta di legge, già presentata nelle tre passate legislature, all'attenzione degli onorevoli colleghi.
        L'argomento che tratta e le soluzioni che propone sono ancor oggi pienamente attuali e, pertanto, la riproponiamo nella integralità dell'articolato e della relazione.
        Affrontare i temi legati al mondo del lavoro non è certo cosa semplice, specie alla luce delle molteplici problematiche di carattere sociale che si vanno a toccare. Non sfugge, quindi, la inderogabile necessità di un contemperamento delle varie istanze, fra le quali non può essere sottaciuta anche l'esigenza di un contenimento del costo del lavoro.
        Ed è proprio con questo spirito, nell'intento di una armonizzazione dei vari aspetti, che abbiamo sentito l'esigenza di una proposta di legge per disciplinare un rapporto di lavoro ad orario ridotto per le persone che, giunte all'età della pensione, sentono di voler, e di poter fare parte dell'Italia che lavora. Infatti si vuole riconoscere, da un lato, la possibilità di prestare ancora servizio mantenendo le mansioni svolte fino a quel momento, dall'altro il datore di lavoro può contare su una persona professionalmente capace che, peraltro, può meglio indirizzare al lavoro i giovani che ad esso si affacciano.
        Se noi consentiamo al lavoratore che ha raggiunto l'età pensionabile con il massimo dei versamenti contributivi di poter ancora prestare il suo lavoro, risolviamo un grosso problema di carattere sociale in quanto consentiamo ad una persona ancora nel pieno delle sue forze di sentirsi attiva ed utile alla società. Tuttavia, sempre per quanto attiene ad un approccio sociale del problema, si riconosce la necessità, per una persona che lavora già da decine di anni, di avere maggiore spazio e più tempo da dedicare alla sua vita privata: in tal senso abbiamo ritenuto indispensabile la riduzione dell'orario di lavoro, dimezzando la sua giornata lavorativa.
        Per il datore di lavoro sarà certo utile avere una persona già esperta e capace, sulla quale poter ancora contare. Inoltre - da un punto di vista meramente economico - un contratto di lavoro di questo tipo viene ad essere molto vantaggioso anche per il datore di lavoro, che dovrà corrispondere uno stipendio dimezzato rispetto all'ultimo stipendio percepito dal lavoratore (infatti esso è proporzionato al ridotto orario di lavoro) e i versamenti contributivi sono dovuti solo nell'ammontare minimo oggi stabilito per i contratti di formazione e lavoro (articolo 2). E' un impegno minimo che si richiede al datore di lavoro ma che, forse, può essere un piccolo aiuto in una politica - da sempre perseguita dalla nostra parte politica - finalizzata al riconoscimento di una pensione decorosa per tutti i lavoratori.
        L'Istituto nazionale della previdenza sociale quindi, per un periodo massimo di tre anni, dovrà corrispondere a dei "pseudo-pensionati" solamente la metà della pensione da loro maturata (infatti hanno già versato il massimo dei contributi) e riceverà quei versamenti che verranno distribuiti in forma di più eque pensioni. Terminato questo triennio (o anche prima se il lavoratore lo decide) la pensione decorrerà in misura integrale, a partire dal mese successivo alla data di risoluzione del contratto ad orario ridotto.
        Per quanto attiene al lavoratore abbiamo già fatto cenno agli aspetti positivi che attengono alla sfera sociale; non ci resta che sottolineare i vantaggi economici: il compenso totale (metà della pensione e metà dello stipendio) che egli percepirà alla fine di ogni mese sarà comunque superiore all'ammontare della sola pensione.
        Quindi, lasciando al lavoratore la facoltà di farne richiesta esplicita, il datore di lavoro dovrà assumerlo secondo le norme indicate nella proposta di legge, che riconosce comunque la possibilità di poter recedere dal contratto anche prima dello scadere del triennio. Possibilità che, come è evidente, viene riconosciuta al solo lavoratore.
        Onorevoli colleghi, la linearità degli scopi che ci proponiamo di perseguire attraverso questa nostra iniziativa ci consente di essere ottimisti sui tempi di approvazione della proposta di legge che oggi affidiamo alla sensibilità di questa Camera.




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