XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 635
Onorevoli Colleghi! - Sono molteplici le forme di
intolleranza, di aperta discriminazione, di negazione di
diritti, che colpiscono cittadine e cittadini italiani a causa
del proprio personale orientamento sessuale. Mentre il
dibattito politico, culturale e perfino religioso, pone
l'accento su una idea delle differenze e delle diversità
intese come arricchimento e stimolo ad un'etica
dell'accoglienza e della solidarietà; mentre da ogni parte si
enfatizza la necessità storicamente matura di allargare gli
orizzonti della cittadinanza; mentre cresce il bisogno sociale
di una democrazia che ponga al centro i soggetti e le
soggettività, nel concreto della odierna vita quotidiana le
diversità sono tuttora oggetto di stigmatizzazione e di
crudeltà. La cronaca nera, ad esempio, riferisce con crescente
frequenza episodi di violenza (spinta talvolta fino al limite
della soppressione di una vita) che vedono come vittime gay e
lesbiche. Non può non intendersi un rapporto tra ogni singolo
episodio di discriminazione e la più complessiva persistenza
di una cultura omofoba e, più latamente, razzista, maschilista
e sessista.
La presente proposta di legge propone l'allargamento delle
attuali norme antidiscriminatorie, contenute nel decreto-legge
26 aprile 1993, n. 122, includendovi la sanzione di atti di
discriminazione di persone a causa del proprio personale
orientamento sessuale.
Pur nella modestia del suo ambito di applicazione, la
normativa qui proposta ha prevalentemente una valenza
simbolica, etica, culturale. La violenza e l'intolleranza
vanno interdette e sanzionate sempre, anche e a maggior
ragione quando vengano esercitate nei confronti di minoranze.
Si è inteso, con la presente proposta di legge, inviare al
Paese un messaggio elementare di civiltà e di diritto.