XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 490
Onorevoli Colleghi! - L'Istituto internazionale del
papiro, associazione senza fini di lucro costituita in
Siracusa, si occupa dello studio, della conservazione e della
divulgazione delle testimonianze della cultura del papiro,
pianta cui spetta un posto di prim'ordine nella storia della
civiltà.
L'Istituto svolge attività di recupero di manufatti e di
documentazione sull'uso della pianta del papiro tra le diverse
popolazioni, nonché attività di ricerca i cui risultati hanno
fornito un concreto contributo alla soluzione di molti quesiti
che vanno dall'origine del papiro in Sicilia, alla
salvaguardia dei papiri del fiume Ciane, dalla valorizzazione
delle tradizioni storiche siracusane, agli studi sulle antiche
tecniche di manifattura, trattamento e conservazione dei
documenti papiracei.
L'Istituto ha creato e gestisce il Museo del papiro,
struttura aperta al pubblico dal 30 settembre 1989. Il Museo è
da considerare un'opera unica nel suo genere, che riscuote
l'apprezzamento di studiosi italiani e stranieri quale
organismo di conservazione del patrimonio culturale del papiro
ed è, a ragione, considerato uno dei poli di attrazione
turistica di Siracusa, avvicinando il visitatore alle
tradizioni legate al territorio e alle culture del passato.
Infatti, per la completezza dei reperti esposti e per
l'attività didattica svolta, il Museo del papiro, nonostante
le dimensioni non estese e l'ubicazione non adeguata alla sua
importanza, è stato inserito nell'elenco finale dei musei
selezionati per il prestigioso "European Museum of the Year
Award 1995".
Nelle sale del Museo sono esposti: papiri faraonici,
ieratici, demotici, greci e copti; papiri prodotti a Siracusa
dal XIX secolo; manufatti in papiro (corde, stuoie,
recipienti, sandali, eccetera); barche di papiro provenienti
dall'Etiopia e dal lago Ciad, con ampia documentazione sulle
tecniche di fabbricazione, un erbario comprendente ombrelle di
Cyperus papyrus raccolte lungo il Nilo (Kenya, Uganda,
Sudan, Etiopia, Egitto), nel lago Ciad, nel lago Hula
(Israele) e in Sicilia (Fiumefreddo e Siracusa); gli utensili
e i materiali per la scrittura (mortai e pestelli, tavolozze,
pennelli, colori, adesivi per inchiostri, resine e
gommoresine, eccetera); un'ampia documentazione storica sulle
origini del papiro e sulla fabbricazione della carta;
decorazioni parietali che raffigurano il papiro e documentano
gli usi che di esso si facevano.
Dal suo sorgere ad oggi, il Museo ha arricchito
ulteriormente la raccolta di reperti e documenti, ma altro
materiale resta da esporre ed altro ancora da recuperare.
L'esigenza maggiore è, oggi, quella di poter disporre di spazi
più ampi sia per una migliore disposizione funzionale dei
materiali, sia per svolgere le attività di ricerca nella
maniera più adeguata. E' auspicabile, pertanto, il
trasferimento del Museo nella struttura più ampia dell'ex
convento di S. Agostino, immobile sito nel centro storico
cittadino, già destinato - per effetto di un'azione congiunta
dello Stato, della regione siciliana, degli enti locali e
dell'Unione europea - ad ospitare il Museo e la Scuola
internazionale di restauro di papiri antichi e storia del
libro antico. La realizzazione della Scuola è sollecitata
dall'intera comunità scientifica internazionale che riconosce
all'Istituto la rigorosità scientifica necessaria allo
scopo.
Tutto questo nell'intento di conservare alle future
generazioni il patrimonio culturale di quest'arte millenaria e
di ribadire la centralità mondiale di Siracusa nel settore
dello studio, conservazione e restauro del papiro.
Dal 1987 l'Istituto internazionale del papiro, oltre a
creare e gestire il Museo del papiro, superando non poche
difficoltà, ha svolto un'intensa attività di ricerca e di
divulgazione, qui di seguito riassunta.
Studi sulla storia e sulle origini del papiro in
Sicilia.
E' stata condotta un'indagine storica, attraverso le fonti
documentarie, per fare luce sulle origini di Cyperus
papyrus di Sicilia e, in particolare, del fiume Ciane, che
può essere considerato oggi (ad eccezione della piccola
colonia di Fiumefreddo di Catania) l'ultimo superstite di una
più ampia presenza nella regione. Dalle testimonianze raccolte
è emerso che il papiro era presente in molte aree in Sicilia,
dove è scomparso per vari motivi, quasi tutti riconducibili
alle opere di bonifica. Sono state inoltre analizzate le tesi
che propendono per l'indigenato della pianta e quelle
favorevoli all'introduzione durante la dominazione araba o nel
III secolo a.C. E' stato condotto anche uno studio sui dati
linguistici relativi alla voce "papiro", che ha evidenziato
che nessuno dei nomi dialettali usati in Sicilia è di origine
araba, rilevando invece un'assonanza tra le voci siracusane
pampèra e pappèra e le frasi tardo-egizie
pa-en-peraa e pa-per-a, a sostegno della
presenza della pianta in Sicilia nel III secolo a.C.
Studi per la salvaguardia della colonia di Cyperus
papyrus del fiume Ciane.
L'Istituto ha rivolto una particolare attenzione alla
tutela e alla salvaguardia dell'ambiente fluviale del Ciane e
della vegetazione di Cyperus papyrus, per un corretto
intervento di recupero del bene culturale e per la sua
fruizione nel rispetto dell'ambiente e delle tradizioni. I
punti più importanti della ricerca riguardano:
a) gli studi sul papiro siracusano e sull'ambiente
circostante nel loro significato mitologico, storico e
paesaggistico;
b) la ricerca delle testimonianze di
intellettuali, poeti, artisti, scrittori e viaggiatori in
genere che hanno scritto del papiro siracusano;
c) il recupero di un'ampia documentazione
archivistica e bibliografica, anche inedita, sulla tutela del
papiro e sugli interventi di bonifica;
d) la cronistoria degli interventi
dall'applicazione del vincolo paesaggistico e archeologico
all'impatto ambientale; lo studio sulle cause che producono
effetti negativi sulla vegetazione di Cyperus
papyrus.
Storia della produzione di carta di papiro a
Siracusa.
Per tracciare la storia della produzione papiracea a
Siracusa è stata svolta un'accurata indagine su quanti ne
tentarono la manifattura, favoriti dalla materia prima offerta
dal papireto del fiume Ciane. L'indagine condotta in archivi
europei ha permesso di rintracciare un'ampia documentazione
manoscritta dello studioso siracusano Saverio Landolina -
considerato il promotore di quest'ultima - e di altri
personaggi dell'epoca, che ci consente tra l'altro di fissare
con certezza nel maggio 1781 l'inizio della produzione della
carta papiracea a Siracusa, nonché di conoscere meglio il
fitto intreccio tra la cultura siciliana del tempo e i maestri
delle grandi scuole europee. Il ritrovamento di istanze e di
lettere ministeriali inedite, che ha messo in evidenza anche
alcuni personaggi fino ad oggi sconosciuti, ha permesso di
tracciare un elenco dei produttori di carta che hanno portato
avanti la tradizione del papiro a Siracusa.
Studi sulle antiche tecniche di manifattura, trattamento e
conservazione della carta di papiro.
Le ricerche condotte sulla pianta siciliana ed egiziana e
sugli antichi metodi di fabbricazione e trattamento della
carta di papiro hanno contribuito a fare luce sui sistemi
adottati nelle varie epoche per la manifattura del supporto
scrittorio.
La ricerca ha interessato vari campi d'indagine, dalla
ricerca storica alla sperimentazione, fino all'indagine
analitica condotta su campioni antichi forniti da università e
musei italiani e stranieri.
Nell'ambito di tali studi sono stati intrapresi rapporti
di collaborazione con istituzioni italiane e straniere per la
ricerca del DNA e per l'indagine analitica al fine di
verificare la presenza di composti aggiunti nei processi di
manifattura del foglio papiraceo. E' stato condotto uno studio
sulla pianta di Cyperus papyrus, sia egiziana sia
siracusana, nelle varie fasi di crescita e nelle diverse
porzioni del caule. Sono stati analizzati numerosi campioni di
papiri (non restaurati) di epoca faraonica, ellenistica ed
araba e papiri di produzione moderna, i cui risultati
analitici hanno mostrato che tutti i campioni antichi
analizzati hanno subìto trattamenti, annullando l'opinione
prevalente che nessun elemento esterno veniva aggiunto durante
i processi di produzione e confermando che esiste una
correlazione tra i vari tipi di trattamenti usati nel processo
di rifinitura del foglio e la conservazione della carta
papiracea. E' stata inoltre rilevata la presenza di alcune
sostanze, di cui si conosceva l'impiego nell'antichità nei
trattamenti di rifinitura del materiale papiraceo, che hanno
un elevato effetto rinforzante, impermeabilizzante e
conservante, peraltro riconosciuto dalla chimica cartaria
moderna.
Nell'ambito del progetto di restauro di papiri antichi, il
Supreme Council of Antiquities dell'Egitto ha
autorizzato il Museo del papiro ad eseguire interventi di
restauro e conservazione sui papiri del Museo egizio de Il
Cairo.
L'attività di ricerca ha portato a studiare, sotto
l'aspetto analitico, strutturale e di manifattura, anche i
papiri ercolanesi, al fine di fornire chiare risposte alle
varie tesi sostenute da studiosi negli ultimi due secoli sulle
cause che hanno determinato i diversi gradi di colore e stati
di conservazione dei rotoli papiracei seppelliti dai materiali
vulcanici dell'eruzione vesuviana del 79 d.C. In particolare,
lo studio ha stabilito che le cause dei diversi colori dei
rotoli dipendono dalle differenti tecniche di rifinitura del
foglio e la conservazione dei rotoli è dovuta principalmente
alla carbonizzazione incompleta prodotta dal calore dei
materiali vulcanici, che ha consentito ai papiri di
conservarsi successivamente anche in un ambiente umido. E'
stato accertato, tra l'altro, anche il grado di temperatura
cui furono sottoposti i papiri durante l'eruzione vesuviana
del 79 d.C, calcolata tra 300 e 320 gradi C.
Campagne di scavo.
L'Istituto ha partecipato a campagne di scavo a Bakchias
(Egitto) della missione congiunta delle università di Bologna
e di Lecce.
Convegni, conferenze e mostre organizzate dal Museo del
papiro.
30 settembre 1989 - Manifestazione inaugurale del Museo
del papiro, alla presenza di autorità civili e militari e di
rappresentanti di istituzioni nazionali ed internazionali. La
comunità scientifica era rappresentata dai seguenti studiosi:
dottor William Brashear (direttore della Papyrussammlung
Agyptisches Museum di Berlino), professor Silvio Curto
(università di Torino), professor W. Vivian Davies (direttore
del Department of Egyptian Antiquities del British
Museum), dottoressa Anna Maria Donadoni Roveri
(soprintendente del Museo egizio di Torino), professor Sergio
Donadoni (accademico dei Lincei), dottor Michael Fackelmann
(Osterreichische Nationalbibliothek Papyrussammlung di
Vienna), professor Marcello Gigante (segretario del Centro
internazionale per lo studio dei papiri ercolanesi di Napoli),
dottor Andreas Grote (direttore dell'Institut fur
Museumskunde di Berlino), professor T.G. Henry James (già
direttore del Department of Egyptian Antiquities del
British Musem), professoressa Orsolina Montevecchi
(Università cattolica di Milano), professor Helmut Satzinger
(direttore della Agyptisch-Orientalische Sammlung di
Vienna).
7 dicembre 1991 - Presentazione del volume "Memorie
intorno all'antica carta del papiro siracusano rinnovata dal
cav. Saverio Landolina Nava" a cura di Corrado Basile, con
interventi dei professori Santi Luigi Agnello (università di
Catania), Mario Capasso (università di Lecce), Silvio Curto
(università di Torino), Herwig Maehler (University
College London), Helmut Rohlfing (Niedersachsische
Staats und Universitatsbibliothek Gottingen).
17 dicembre 1994 - Conferenza tenuta dal professor Mario
Capasso sul tema: "I rotoli carbonizzati di
Ercolano".
19-29 dicembre 1994 - Mostra fotografica della prima
campagna di scavo in Egitto, dal titolo "Bakchias. Una
città del deserto egiziano che torna a vivere", con
interventi dei professori Sergio Pernigotti (università di
Bologna) e Mario Capasso (università di Lecce).
3 marzo 1995 - Presentazione del documentario "Il Museo
del Papiro di Siracusa".
1-3 dicembre 1995 - II Convegno nazionale di egittologia e
papirologia.
24-25 maggio 1996 - Convegno internazionale
"Archeologia e Papiri nel Fayyum".
5-7 dicembre 1997 - IV Convegno nazionale di egittologia e
papirologia.
16-18 settembre 1999 - Convegno internazionale "La
Sicilia antica nei rapporti con l'Egitto".
1^-4 settembre 2000 - VII Seminario internazionale di
papirologia (VII Smmer School in Papyrologiy), tenuto
presso il Museo del papiro.
Attività editoriale e didattico-divulgativa.
Le attività culturali e di ricerca sono divulgate
attraverso la stampa di pubblicazioni e la realizzazione di
videodocumentari.
Le pubblicazioni sono distribuite gratuitamente a
biblioteche, università e accademie sia italiane sia straniere
e a chiunque ne faccia richiesta; inoltre sono donate ad
autorità, personalità della cultura e rappresentanti
dell'informazione che visitano il Museo del papiro o che sono
ospiti di enti locali. L'Istituto ha provveduto alla stampa di
opuscoli e depliant in varie lingue, al fine della
promozione e della divulgazione del patrimonio
storico-culturale e tradizionale.
Quaderni:
C. Basile, Memorie intorno all'antica carta del
papiro siracusano rinnovata dal cav. Saverio Landolina
Nava, I, Napoli 1991.
C. Basile, Il Ciane e i suoi papiri. Storia di un
fiume, II, Napoli 1994.
C. Basile, I papiri carbonizzati di Ercolano. La
temperatura dei materiali vulcanici e le tecniche di
manifattura dei rotoli, III, Napoli 1994.
C. Basile, A. Di Natale, Museo del Papiro di
Siracusa, IV Siracusa 1994.
C. Basile, Per la salvaguardia e la tutela dei papiri
del fiume Ciane, V, Siracusa 1994.
C. Basile, Memorie intorno all'antica carta del
papiro siracusano rinnovata dal cav. Saverio Landolina
Nava, VI, seconda edizione riveduta ed aggiornata, Siracusa
1994.
Atti del II Convegno Nazionale di Egittologia e
Papirologia, VII, Siracusa 1996.
Archeologia e Papiri nel Fayyum, Atti del Convegno
internazionale Siracusa 2425/5/1996, VIII, Siracusa 1997.
Monografie:
C. Basile - A. Di Natale, Le barche di papiro, I,
Siracusa 1994.
C. Basile, Il fiume Ciane. Nei secoli un mito e una
meta, II, Siracusa 1994.
C. Basile, The Ciane River. Over the centuries a myth
and a goal, III, Siracusa 1994.
C. Basile - A. Di Natale, Indagine analitica per
l'identificazione dei composti usati dalle antiche fabbriche
di carta di papiro, IV, Napoli 1999.
Bollettino:
Papyri. Bollettino del Museo del papiro, I (1996).
Papyri. Bollettino del Museo del Papiro, II (1997).
Audiovisivi:
Il Museo del papiro di Siracusa.
Alla ricerca delle ultime barche di papiro. Viaggio tra
i Buduma del Ciad.
Papyri. Bollettino del Museo del papiro, III.
Atti del IV Convegno Nazionale di Egittologia e
Papirologia, Siracusa 5-7/12/1997, Quaderni del Museo del
papiro, IX.
In preparazione per la stampa:
La Sicilia antica nei rapporti con l'Egitto. Atti
del Convegno internazionale, Siracusa 17-18 settembre 1999,
Quaderni del Museo del papiro, X.
Per il mantenimento e la fruizione del Museo del papiro e
per lo svolgimento delle attività istituzionali, l'Istituto
usufruisce di contributi erogati da enti pubblici. Inoltre,
l'istituzione siracusana è beneficiaria di un contributo
annuale di lire 90 milioni stanziato dalla regione siciliana
con legge regionale n. 51 del 1995.
Tuttavia l'Istituto si trova nell'impossibilità oggettiva
di programmare la propria attività essenzialmente per due
ordini di ragioni:
a) inadeguatezza delle fonti di finanziamento
rispetto a quanto necessario per garantire la fruizione del
Museo del papiro e per svolgere le attività di ricerca che la
comunità scientifica internazionale richiede all'Istituto;
b) impossibilità di programmare il cash-flow
dell'Istituto a causa dell'incertezza sul quantum
degli importi erogabili dagli enti e, soprattutto, sui tempi
di erogazione, che provoca non poche difficoltà economiche per
il necessario ricorso al credito bancario, con il conseguente
aggravio degli interessi passivi.
E' evidente che tale situazione compromette seriamente la
sopravvivenza stessa dell'istituzione, con gravissimo
nocumento per la cultura internazionale.
La presente proposta di legge, pertanto, prevede
l'erogazione di un contributo ordinario annuo di lire 250
milioni all'Istituto internazionale del papiro, perché possa
garantire la fruizione del Museo del papiro e svolgere nella
maniera più adeguata la propria attività didattica,
scientifica e di divulgazione.