XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 405
Onorevoli Colleghi! - Il principio di parità dei
coniugi, sancito definitivamente con la riforma del diritto di
famiglia, impone al legislatore di eliminare le ultime tracce
della patria potestà e del suo palese anacronismo.
Tracce di tale istituto sono, infatti, sopravvissute alla
riforma operata dal legislatore nel 1975, la quale, ancorché
ispirata al principio di sostanziale parità tra coniugi, ha
tuttavia inspiegabilmente permesso che residui della vecchia
disciplina potessero continuare ad avere valenza normativa.
Una di esse è rappresentata dall'articolo 316 del codice
civile, il quale, al quarto comma, prevede una fattispecie
diretta nel senso in precedenza enunciato.
Infatti, la norma de qua prevede che in caso di
sussistenza di un incombente pericolo di un grave pregiudizio
per il figlio, il padre può adottare i provvedimenti urgenti
ed indifferibili.
Alla palese iniquità innanzi esposta, inoltre, la
previsione legislativa così come oggi formulata appare di
dubbia costituzionalità, in quanto attribuisce una potestà per
così dire "privilegiata" al padre come genitore
presuntivamente più idoneo nell'imporre una decisione
improrogabile nell'interesse del figlio.
Ci si domanda: perché non la madre? Perché non può essere
la genitrice ad assumere la medesima decisione?
E' una domanda alla quale non vi è la possibilità di dare
una risposta plausibile. Purtroppo la dottrina non ha
agevolato la possibilità, anche solo in via interpretativa, di
equiparare nella circostanza i genitori. Infatti, l'esercizio
del potere paterno è stato considerato ad efficacia esterna,
non solo nel senso che il terzo dovrà dare esecuzione alla
decisione del padre, ma anche nel senso che questo assume la
rappresentanza del figlio senza il concorso della madre.
Occorre, quindi, modificare questa norma allo scopo di
eliminare i cennati dubbi di costituzionalità e di impari
dignità tra i coniugi.
Per quanto sopra, l'articolo 316 del codice civile deve
essere modificato sostituendo al quarto comma le parole: "il
padre" con le parole "uno dei genitori".