XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 360




        Onorevoli Colleghi! - L'organizzazione periferica del Ministero per i beni e le attività culturali, disposta ai sensi del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive modificazioni (recante l'istituzione del Ministero), prevede una serie di organi, primi tra i quali le soprintendenze di settore, che potremmo definire "organi di primo livello", le soprintendenze dotate di autonomia (articolo 8) ed il soprintendente regionale (articolo 7), al quale sono affidati, in particolare, compiti e funzioni di programmazione, analisi e verifica dell'attività delle soprintendenze della regione, nonché di raccordo con gli indirizzi stabiliti dal Ministero.
        La finalità di tale organizzazione è quella di garantire l'attuazione di un organico disegno di valorizzazione del multiforme patrimonio culturale vantato dal nostro Paese, in un quadro di valutazione che non può non tenere conto delle peculiarità di ciascuna area geografica, nonché della omogeneità dei beni sottoposti a tutela. La normativa introdotta nel 1998 ha sicuramente innovato in senso positivo l'assetto delle soprintendenze rispetto alla previgente organizzazione disposta dal decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, ed una più efficace azione degli stessi organi sarà assicurata dalle nuove norme di organizzazione del Ministero (stabilite con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000, n. 441) che diverranno efficaci a decorrere dalla prossima entrata in vigore della riforma dei Dicasteri. Pur prendendo atto di quanto è stato fatto e di quanto ancora potrà essere attuato alla luce dell'imminente riordinamento, si osserva come, a livello di molte realtà territoriali, la tutela e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali siano ancora carenti, soprattutto per la mancata presenza delle competenti soprintendenze. Tra le zone che registrano tale carenza si segnala la circoscrizione comprendente il territorio della provincia di Benevento.
        In tale contesto la proposta di legge in oggetto è finalizzata ad istituire la soprintendenza archeologica di Benevento, con sede nel capoluogo sannita e con circoscrizione comprendente il territorio della provincia.
        Sotto questo profilo, l'incommensurabile patrimonio archeologico concentrato nell'area geografica coincidente con la provincia di Benevento riveste, per diffusa considerazione invalsa tra gli studiosi e gli esperti del settore, un interesse straordinario per peculiarità e ricchezza.
        Di ciò fanno fede, peraltro, ritrovamenti anche recenti, veri e propri tesori riportati alla luce. Ci si riferisce, in particolare, al progetto del parco archeologico di Cellarulo; ai rinvenimenti presso le piazze Matteotti-Santa Sofia, nel pieno centro della città capoluogo; ai reperti individuati e ad altri giacimenti per i quali l'Amministrazione comunale ha profuso un notevole sforzo al fine di supportare le campagne di scavi.
        In definitiva, la provincia di Benevento dispone di un patrimonio archeologico di indiscusso, peculiare interesse, la cui gestione dovrebbe essere improntata ad un'impostazione volta a privilegiarne la valorizzazione e l'investimento, con riferimento non soltanto ai profili squisitamente economici ma, anche e soprattutto, agli aspetti attinenti all'utilità sociale.
        In questo quadro l'intento della proposta di legge è legato in via prioritaria a rimuovere la normativa che, attribuendo alla soprintendenza di Salerno la competenza sui beni archeologici della provincia di Benevento, finisce per configurare una sfera di gestione ampia e disomogenea che mal si concilia con l'esigenza di conferire la dovuta efficacia agli interventi ed alle iniziative da intraprendere in un settore peraltro mai valorizzato in termini adeguati.
        Del resto, la proposta di legge in oggetto appare in linea con gli orientamenti emersi nel corso di attività di indagine promosse dal Parlamento nelle passate legislature e, in particolare, con l'esigenza, comunemente condivisa, di valorizzare i profili operativi delle soprintendenze, agendo in direzione, oltre che del potenziamento delle risorse umane e finanziarie disponibili, anche della configurazione di una articolazione territoriale più congrua e funzionale alle esigenze di effettiva tutela e valorizzazione.
        In questo spirito, l'auspicio è che l'approvazione della proposta di legge intervenga in tempi brevi, così da garantire un forte impulso al rilancio e alla valorizzazione di una zona ricca di testimonianze e grandi valori ambientali e culturali.




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