XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 219
Onorevoli Colleghi! - La cultura del papiro, nata in
Egitto nel solco del passaggio, delle comunità umane, dalla
preistoria alla storia, oggi costituisce uno dei maggiori
contributi alla conoscenza dell'arte antica e di alcuni
aspetti della storia siracusana che l'Istituto internazionale
del papiro di Siracusa offre al mondo intero. L'Istituto,
costituitosi come associazione senza fini di lucro, dal 1987
svolge un'intensa attività di recupero di manufatti e di
documentazione sull'uso della pianta del papiro tra le diverse
popolazioni, ma indaga anche i percorsi storici che hanno
determinato l'arrivo del papiro in Sicilia (III secolo avanti
Cristo) ed in particolare a Siracusa dove, sulle sponde del
fiume Ciane, la pianta cresce spontaneamente. Fin dal 1871,
infatti, inizia una produzione locale del papiro, tutt'ora in
corso, che rappresenta uno dei principali oggetti di studio
dell'Istituto siracusano che dunque si costituisce quale punto
d'incontro ideale tra passato e presente straordinariamente
efficace. Infatti porre in rapporto i differenti aspetti
legati alla cultura del papiro significa illuminare i nessi
sotterranei di un pluralismo di soggetti storici che, nella
continuità con il presente, svolgono l'importante compito di
avvicinare le attuali generazioni alle tradizioni legate al
territorio e alle culture del passato.
Come in ogni ricerca storiografica lo studio delle
microstrutture si accompagna a quello dei grandi fenomeni che
le contengono, così nell'ambito del papiro, l'Istituto dal
1989 ha creato e gestito il Museo del papiro, opera unica nel
suo genere, che riscuote l'apprezzamento di studiosi italiani
e stranieri per la completezza dei reperti esposti e per
l'attività didattica svolta, meritando il proprio inserimento
nell'elenco dei musei selezionati per il prestigioso
"European Museum of the Year Award 1995".
Nelle sale del Museo sono esposti: papiri faraonici,
ieratici, demotici, greci e copti; papiri prodotti a Siracusa
dal XIX secolo; manufatti in papiro (corde, stuoie,
recipienti, sandali, eccetera); barche di papiro provenienti
dall'Etiopia e dal lago Ciad, con ampia documentazione sulle
tecniche di fabbricazione, un erbario comprendente ombrelle di
Cyperus papyrus raccolte lungo il Nilo (Kenya, Uganda,
Sudan, Etiopia, Egitto), nel lago Ciad, nel lago Hula
(Israele) e in Sicilia (Fiumefreddo e Siracusa); gli utensili
e i materiali per la scrittura (mortai e pestelli, tavolozze,
pennelli, colori, adesivi per inchiostri, resine e
gommoresine, eccetera); un'ampia documentazione storica sulle
origini del papiro e sulla fabbricazione della carta;
decorazioni parietali che raffigurano il papiro e documentano
gli usi che di esso si facevano.
Dal suo sorgere ad oggi, il Museo ha arricchito
ulteriormente la raccolta di reperti e documenti, ma altro
materiale resta da esporre ed altro ancora da recuperare.
L'esigenza maggiore è, oggi, quella di poter disporre di spazi
più ampi sia per una migliore disposizione funzionale dei
materiali, sia per svolgere le attività di ricerca nella
maniera più adeguata. E' auspicabile, pertanto, il
trasferimento del Museo nella struttura più ampia dell'ex
convento di S. Agostino, immobile sito nel centro storico
cittadino, già destinato - per effetto di un'azione congiunta
dello Stato, della Regione siciliana, degli enti locali e
dell'Unione europea - ad ospitare il Museo e la Scuola
internazionale di restauro di papiri antichi e storia del
libro antico. La realizzazione della Scuola è sollecitata
dall'intera comunità scientifica internazionale che riconosce
all'Istituto la rigorosità scientifica necessaria allo
scopo.
Dal 1987 l'Istituto internazionale del papiro, oltre a
creare e gestire il Museo del papiro, superando non poche
difficoltà, ha svolto un'intensa attività di ricerca e di
divulgazione, qui di seguito riassunta.
Studi sulla storia e sulle origini del papiro in
Sicilia.
E' stata condotta un'indagine storica, attraverso le
fonti documentarie, per fare luce sulle origini di Cyperus
papyrus L. di Sicilia e, in particolare, del fiume Ciane,
che può essere considerato oggi (ad eccezione della piccola
colonia di Fiumefreddo di Catania) l'ultimo superstite di una
più ampia presenza nella regione. Dalle testimonianze raccolte
è emerso che il papiro era presente in molte aree in Sicilia,
dove è scomparso per vari motivi, quasi tutti riconducibili
alle opere di bonifica. Sono state inoltre analizzate le tesi
che propendono per l'indigenato della pianta e quelle
favorevoli all'introduzione durante la dominazione araba o nel
III secolo avanti Cristo. E' stato condotto anche uno studio
sui dati linguistici relativi alla voce "papiro", che ha
evidenziato che nessuno dei nomi dialettali usati in Sicilia è
di origine araba, rilevando invece un'assonanza tra le voci
siracusane "pampèra" e "pappèra" e le frasi tardo-egizie
"pa-en-peraa" e "pa-per-à", a sostegno della presenza della
pianta in Sicilia nel III secolo avanti Cristo.
Studi per la salvaguardia della colonia di Cyperus
papyrus del fiume Ciane.
L'Istituto ha rivolto una particolare attenzione alla
tutela e alla salvaguardia dell'ambiente fluviale del Ciane e
della vegetazione di Cyperus papyrus, per un corretto
intervento di recupero del bene culturale e per la sua
fruizione nel rispetto dell'ambiente e delle tradizioni. I
punti più importanti della ricerca riguardano:
a) gli studi sul papiro siracusano e sull'ambiente
circostante nel loro significato mitologico, storico e
paesaggistico;
b) la ricerca delle testimonianze di
intellettuali, poeti, artisti, scrittori e viaggiatori in
genere che hanno scritto del papiro siracusano;
c) il recupero di un'ampia documentazione
archivistica e bibliografica, anche inedita, sulla tutela del
papiro e sugli interventi di bonifica;
d) la cronistoria degli interventi
dall'applicazione del vincolo paesaggistico e archeologico
all'impatto ambientale; lo studio sulle cause che producono
effetti negativi sulla vegetazione di Cyperus
papyrus.
Storia della produzione di carta di papiro a
Siracusa.
Per tracciare la storia della produzione papiracea a
Siracusa è stata svolta un'accurata indagine su quanti ne
tentarono la manifattura, favoriti dalla materia prima offerta
dal papireto del fiume Ciane. L'indagine condotta in archivi
europei ha permesso di rintracciare un'ampia documentazione
manoscritta dello studioso siracusano Saverio Landolina -
considerato il promotore di quest'ultima - e di altri
personaggi dell'epoca, che ci consente tra l'altro di fissare
con certezza nel maggio 1781 l'inizio della produzione della
carta papiracea a Siracusa, nonché di conoscere meglio il
fitto intreccio tra la cultura siciliana del tempo e i maestri
delle grandi scuole europee. Il ritrovamento di istanze e di
lettere ministeriali inedite, che ha messo in evidenza anche
alcuni personaggi fino ad oggi sconosciuti, ha permesso di
tracciare un elenco dei produttori di carta che hanno portato
avanti la tradizione del papiro a Siracusa.
Studi sulle antiche tecniche di manifattura, trattamento e
conservazione della carta di papiro.
Le ricerche condotte sulla pianta siciliana ed egiziana e
sugli antichi metodi di fabbricazione e trattamento della
carta di papiro hanno contribuito a fare luce sui sistemi
adottati nelle varie epoche per la manifattura del supporto
scrittorio. La ricerca ha interessato vari campi d'indagine,
dalla ricerca storica alla sperimentazione, fino all'indagine
analitica condotta su campioni antichi forniti da università e
musei italiani e stranieri. Nell'ambito di tali studi sono
stati intrapresi rapporti di collaborazione con istituzioni
italiane e straniere per la ricerca del DNA e per l'indagine
analitica al fine di verificare la presenza di composti
aggiunti nei processi di manifattura del foglio papiraceo. E'
stato condotto uno studio sulla pianta di Cyperus
papyrus, sia egiziana sia siracusana, nelle varie fasi di
crescita e nelle diverse porzioni del caule. Sono stati
analizzati numerosi campioni di papiri (non restaurati) di
epoca faraonica, ellenistica ed araba e papiri di produzione
moderna, i cui risultati analitici hanno mostrato che tutti i
campioni antichi analizzati hanno subìto trattamenti,
annullando l'opinione prevalente che nessun elemento esterno
veniva aggiunto durante i processi di produzione e confermando
che esiste una correlazione tra i vari tipi di trattamenti
usati nel processo di rifinitura del foglio e la conservazione
della carta papiracea. E' stata inoltre rilevata la presenza
di alcune sostanze, di cui si conosceva l'impiego
nell'antichità nei trattamenti di rifinitura del materiale
papiraceo, che hanno un elevato effetto rinforzante,
impermeabilizzante e conservante, peraltro riconosciuto dalla
chimica cartaria moderna. Nell'ambito del progetto di restauro
di papiri antichi, il Supreme Council of Antiquities
dell'Egitto ha autorizzato il Museo del papiro ad eseguire
interventi di restauro e conservazione sui papiri del Museo
egizio de Il Cairo. L'attività di ricerca ha portato a
studiare, sotto l'aspetto analitico, strutturale e di
manifattura, anche i papiri ercolanesi, al fine di fornire
chiare risposte alle varie tesi sostenute da studiosi negli
ultimi due secoli sulle cause che hanno determinato i diversi
gradi di colore e stati di conservazione dei rotoli papiracei
seppelliti dai materiali vulcanici dell'eruzione vesuviana del
79 dopo Cristo. In particolare, lo studio ha stabilito che le
cause dei diversi colori dei rotoli dipendono dalle differenti
tecniche di rifinitura del foglio e la conservazione dei
rotoli è dovuta principalmente alla carbonizzazione incompleta
prodotta dal calore dei materiali vulcanici, che ha consentito
ai papiri di conservarsi successivamente anche in un ambiente
umido. E' stato accertato, tra l'altro, anche il grado di
temperatura cui furono sottoposti i papiri durante l'eruzione
vesuviana del 79 dopo Cristo, calcolata tra 300 e 320 gradi
C.
Campagne di scavo.
L'Istituto ha partecipato a campagne di scavo a Bakchias
(Egitto) della missione congiunta delle università di Bologna
e di Lecce.
Convegni, conferenze e mostre organizzate dal Museo del
papiro.
30 settembre 1989 - Manifestazione inaugurale del Museo
del papiro, alla presenza di autorità civili e militari e di
rappresentanti di istituzioni nazionali ed internazionali. La
comunità scientifica era rappresentata dai seguenti studiosi:
dottor William Brashear (direttore del Papyrussammlung
Agyptisches Museum di Berlino), professor Silvio Curto
(università di Torino), professor W. Vivian Davies (direttore
del Department of Egyptian Antiquities del British
Museum), dottoressa Anna Maria Donadoni Roveri
(soprintendente del Museo egizio di Torino), professor Sergio
Donadoni (accademico dei Lincei), dottor Michael Fackelmann
(Osterreichische Nationalbibliothek Papyrussammlung di
Vienna), professor Marcello Gigante (segretario del Centro
internazionale per lo studio dei papiri ercolanesi di Napoli),
dottor Andreas Grote (direttore dell'Institut fur
Museumskunde di Berlino), professor T.G. Henry James (già
direttore del Department of Egyptian Antiquities del
British Museum), professoressa Orsolina Montevecchi
(Università cattolica di Milano), professor Helmut Satzinger
(direttore della Agyptisch-Orientalische Sammlung di
Vienna).
7 dicembre 1991 - Presentazione del volume "Memorie
intorno all'antica carta del papiro siracusano rinnovata dal
cav. Saverio Landolina Nava" a cura di Corrado Basile, con
interventi dei professori Santi Luigi Agnello (università di
Catania), Mario Capasso (università di Lecce), Silvio Curto
(università di Torino), Herwig Maehler (Universisy College
London), Helmut Rohlfing (Niedersachsische Staats und
Universitatsbibliothek Gottingen).
17 dicembre 1994 - Conferenza tenuta dal professor Mario
Capasso sul tema: "I rotoli carbonizzati di
Ercolano".
19-29 dicembre 1994 - Mostra fotografica della prima
campagna di scavo in Egitto, dal titolo "Bakchias. Una
città del deserto egiziano che torna a vivere", con
interventi dei professori Sergio Pernigotti (università di
Bologna) e Mario Capasso (università di Lecce).
3 marzo 1995 - Presentazione del documentario "Il Museo
del Papiro di Siracusa".
1-3 dicembre 1995 - II Convegno nazionale di egittologia e
papirologia.
24-25 maggio 1996 - Convegno internazionale
"Archeologia e Papiri nel Fayyum".
5-7 dicembre 1997 - IV Convegno nazionale di egittologia e
papirologia.
16-18 settembre 1999 - Convegno internazionale "La
Sicilia antica nei rapporti con l'Egitto".
L'Istituto ha predisposto il programma organizzativo e
scientifico del VII Seminario internazionale di papirologia
(VII Summer School in Papyrology), che si terrà presso
il Museo del papiro nei giorni 1^-4 settembre 2000.
Attività editoriale e didattico-divulgativa.
Le attività culturali e di ricerca sono divulgate
attraverso la stampa di pubblicazioni e la realizzazione di
videodocumentari. Le pubblicazioni sono distribuite
gratuitamente a biblioteche, università e accademie sia
italiane sia straniere e a chiunque ne faccia richiesta;
inoltre sono donate ad autorità, personalità della cultura e
rappresentanti dell'informazione che visitano il Museo del
papiro o che sono ospiti di enti locali. L'Istituto ha
provveduto alla stampa di opuscoli e dépliant in varie
lingue, ai fini della promozione e della divulgazione del
patrimonio storico-culturale e tradizionale.
Quaderni:
C. Basile, Memorie intorno all'antica carta del papiro
siracusano rinnovata dal cavaliere Saverio Landolina Nava,
I, Napoli 1991.
C. Basile, Il Ciane e i suoi papiri. Storia di un
fiume, II, Napoli 1994.
C. Basile, I papiri carbonizzati di Ercolano. La
temperatura dei materiali vulcanici e le tecniche di
manifattura dei rotoli, III, Napoli 1994.
C. Basile, A. Di Natale, Museo del Papiro di Siracusa,
IV Siracusa 1994.
C. Basile, Per la salvaguardia e la tutela dei papiri
del fiume Ciane, V, Siracusa 1994.
C. Basile, Memorie intorno all'antica carta del papiro
siracusano rinnovata dal cavaliere Saverio Landolina Nava,
VI, seconda edizione riveduta ed aggiornata, Siracusa 1994.
Atti del II Convegno nazionale di egittologia e
papirologia, VII, Siracusa 1996.
Archeologia e Papiri nel Fayyum, Atti del Convegno
internazionale Siracusa 24-25/5/1996, VIII, Siracusa 1997.
Monografie:
C. Basile-A. Di Natale, Le barche di papiro, I,
Siracusa 1994.
C. Basile, Il fiume Ciane. Nei secoli un mito e una
meta, II, Siracusa 1994.
C. Basile, The Ciane River. Over the centuries a myth
and a goal, III, Siracusa 1994.
C. Basile-A. Di Natale, Indagine analitica per
l'identificazione dei composti usati dalle antiche fabbriche
di carta di papiro, IV, Napoli 1999.
Bollettino:
Papyri. Bollettino del Museo del papiro, I (1996).
Papyri. Bollettino del Museo del papiro, II (1997).
Audiovisivi:
Il Museo del papiro di Siracusa. Alla ricerca delle
ultime barche di papiro. Viaggio tra i Buduma del Ciad.
In preparazione per la stampa:
Papyri. Bollettino del Museo del papiro, III.
Atti del IV Convegno nazionale di egittologia e
papirologia, Siracusa 5-7/12/1997, Quaderni del Museo del
papiro, IX.
La Sicilia antica nei rapporti con l'Egitto. Atti
del Convegno internazionale, Siracusa 17-18 settembre 1999,
Quaderni del Museo del papiro, X.
L'Istituto, tuttavia, si trova nell'impossibilità
oggettiva di programmare la propria attività essenzialmente
per due ordini di ragioni:
a) inadeguatezza delle fonti di finanziamento
rispetto a quanto necessario per garantire la fruizione del
Museo del papiro e per svolgere le attività di ricerca che la
comunità scientifica internazionale richiede all'Istituto;
b) impossibilità di programmare il cash-flow
dell'Istituto a causa dell'incertezza sul quantum
degli importi erogabili dagli enti e, soprattutto, sui tempi
di erogazione, che provoca non poche difficoltà economiche per
il necessario ricorso al credito bancario, con il conseguente
aggravio degli interessi passivi.
Infatti, l'intera struttura attualmente riceve sovvenzioni
attraverso i contributi erogati dagli enti pubblici; in
particolare, per l'anno 1999, l'azienda provinciale turismo di
Siracusa ha stanziato 30 milioni di lire, mentre la provincia
di Siracusa 100 milioni di lire. Inoltre, l'Istituto è
beneficiario di un contributo annuale di lire 90 milioni
stanziato dalla regione siciliana con legge regionale n. 51
del 1995. E' evidente che tale situazione compromette
seriamente la sopravvivenza stessa dell'istituzione, con
grande danno per la cultura internazionale. Basti pensare
all'operato di altri Paesi in cui si creano spesso dal nulla
grandi istituzioni di cultura; nascono centri e musei cui si
affida il prestigio delle Nazioni con un coraggio innovativo
poco praticato nel nostro Paese; s'inventano fondazioni
portatrici dello spirito dell'Europa. Con Siracusa, anche lo
Stato italiano ha un'occasione formidabile per creare un polo
culturale di rilevanza internazionale. La presente proposta di
legge, pertanto, prevede l'erogazione di un contributo
ordinario annuo di lire 300 milioni all'Istituto
internazionale del papiro di Siracusa, affinché possa
garantire la fruizione del Museo del papiro e svolgere nella
maniera più adeguata la propria attività didattica,
scientifica e di divulgazione.