XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 154




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge riprende l'analoga proposta di legge presentata dalla Lega Nord nella scorsa legislatura, come modificata dalla I Commissione della Camera dei deputati nel corso dell'esame in sede referente e a seguito del recepimento dei pareri delle altre Commissioni parlamentari. Purtroppo, il testo unificato approvato dalla Commissione a seguito di un lavoro piuttosto impegnativo non ha potuto esaurire il suo iter parlamentare prima della conclusione della XIII legislatura, lasciando inevase le richieste di autonomia e di decentramento avanzate dal territorio della Brianza. Lo scopo della presente iniziativa parlamentare è quello di assicurare la continuità dei lavori, ritenendo di estrema urgenza l'istituzione della nuova provincia di Monza e della Brianza.
        Sono passati più di cinquanta anni dall'entrata in vigore della Costituzione repubblicana, ma i princìpi di autonomia e di decentramento amministrativo solennemente affermati all'articolo 5 sono rimasti lettera morta, vittime di una prassi di governo che ha rivelato tante resistenze di stampo centralista.
        Anche l'istituto della provincia, pur riaffermato dalla Carta costituzionale agli articoli 114 e 133, è rimasto un involucro senza contenuto, un ente territoriale dalle competenze incerte e marginali, spesso subordinato alla sua origine storica e alla sua principale funzione di organo di decentramento dal potere statale sottoposto all'autorità del prefetto.
        Oggi che si tenta di rilanciare la funzione della provincia anche accrescendone e meglio definendone il ruolo e le competenze, è venuto il momento di riformare le circoscrizioni territoriali di ciascuna provincia, per meglio adattarle alle esigenze di una società che si è profondamente trasformata.
        In questa ottica appare ormai improcrastinabile l'istituzione della nuova provincia di Monza e della Brianza, con capoluogo Monza, comprendente comuni dell'attuale provincia di Milano.
        La creazione della nuova provincia, risponde a tutti i requisiti richiesti dall'articolo 21 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per la istituzione di nuove province.
        Inoltre, la Bassa Brianza, come convenzionalmente si definisce il territorio della nuova provincia, possiede una sua unitarietà ed omogeneità storica, sociale, culturale ed economica che la distingue dal resto della provincia di Milano.
        L'importanza economica della Bassa Brianza e la solidità della sua struttura produttiva, che ha sempre superato brillantemente, grazie alla sua ampia diversificazione, le ricorrenti crisi economiche nazionali, non si possono comprendere senza avere prima considerato la storia industriale di questa zona.
        Le prime attività manifatturiere risalgono al basso medio evo, quando a Monza si iniziò la lavorazione della lana: dal XIII secolo in poi i "panni di Monza" furono conosciuti in tutta Europa. Questa industria decadde verso la metà del seicento, ma fu prontamente sostituita dalla lavorazione della seta e del cotone, nonché dalla fabbricazione dei cappelli, che rese Monza famosa nel mondo intero. Nel 1892 la produzione dei cappellifici monzesi era stimata in 30 mila pezzi al giorno, in buona parte destinati all'esportazione.
        Dopo la seconda guerra mondiale, l'espansione dell'economia brianzola è continuata con ritmo frenetico, attirando una forte ondata immigratoria (proveniente per oltre il 50 per cento dal meridione), che ha ulteriormente innalzato la densità abitativa della zona.
        Le profonde ristrutturazioni aziendali, il miglioramento delle strutture tecnico-commerciali e progettuali hanno consentito un elevato incremento di settori produttivi già consistenti quali il tessile, l'abbigliamento, il mobile, il settore meccanico, la produzione di fibre artificiali e sintetiche, nonché la costruzione, installazione e riparazione delle macchine per ufficio.
        Notevole rilevanza ha la produzione di macchine utensili atte alla lavorazione del legno e di quelle atte alla lavorazione dei metalli mediante deformazione, senza dimenticare la presenza di alcune grandi industrie elettroniche nel Vimercatese. Anche le attività del terziario avanzato, che offrono attività di servizio alle imprese per quanto riguarda la ricerca tecnologica, la formazione professionale, la commercializzazione, la consulenza contabile e amministrativa, sono in forte espansione.
        Per quanto concerne la città di Monza, che diverrebbe il capoluogo della nuova provincia, i dati demografici e statistici sono sufficienti a dimostrare la sua importanza, non inferiore a quella di altre città capoluogo di provincia, anche di nuova costituzione.
        A Monza sono inoltre ubicati importanti uffici amministrativi statali, uffici giudiziari e strutture sanitarie. Vi sono inoltre ubicati gli uffici della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, della Società italiana autori ed editori, le agenzie di tutti i principali istituti di credito, le sezioni dell'INPS e dell'INAIL cui fanno capo numerosi centri del circondario.
        Numerose associazioni quali quelle dei commercianti, degli artigiani e degli industriali hanno a Monza una loro sede. Fra le più importanti in campo nazionale per il numero delle imprese aderenti è l'Associazione degli industriali di Monza e Brianza, la prima a nascere in Italia nel lontano 1902. Ricca è la presenza di aziende industriali, artigianali e commerciali.
        Per quanto riguarda il settore scolastico, Monza è davvero capoluogo brianteo dell'istruzione, con scuole superiori di ogni tipo (classico, scientifico, artistico, commerciale, industriale) sia pubbliche che private.
        A Monza troviamo altresì la Biblioteca italiana dei ciechi, a servizio dell'intero territorio nazionale.
        I monumenti che abbelliscono Monza, dal Duomo, all'Arengario e alla Villa reale, sono la testimonianza della sua storia ultramillenaria, durante la quale la città fu capitale del regno dei Longobardi e in seguito sede imperiale con Berengario e con gli Ottoni. Dopo avere a lungo rivaleggiato per importanza con la stessa Milano, fu da questa inglobata nei propri territori al tempo dei Visconti.
        Nei secoli successivi conobbe però altri momenti di splendore, quando diversi sovrani la prescelsero come propria sede estiva, da Eugenio Beauharnais fino a Umberto I di Savoia.
        Nel parco di Monza, che ha una superficie di oltre 7 milioni di metri quadri, e che è il più grande parco cintato di tutta Europa, ha sede il celeberrimo autodromo nazionale, costruito nel 1922 e teatro delle massime competizioni motoristiche.
        Un'ultima considerazione: la creazione della provincia di Monza avrebbe benèfici effetti non solo per l'area interessata, che si troverebbe svincolata dall'eccessiva dipendenza, ormai anacronistica, dal capoluogo della regione, ma anche per la stessa città di Milano, ormai prossima al caos viabilistico, poiché verrebbe in qualche misura ridotta la mobilità veicolare proveniente dalla Bassa Brianza.
        Pare dunque evidente da questa breve analisi che l'area geografica della Bassa Brianza ed il suo capoluogo hanno avuto ed hanno tuttora uno sviluppo diversificato rispetto al capoluogo lombardo andando a costituire una realtà distinta.
        Considerando poi le nuove funzioni che il decreto legislativo n. 112 del 1998 attribuisce all'ente provincia, si rende necessaria la istituzione della provincia di Monza e della Brianza, anche ai fini di un effettivo equilibrio delle funzioni amministrative nell'area milanese e della risoluzione di una serie di problematiche connesse all'istituzione dell'area metropolitana di Milano.




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