XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 15
Onorevoli Deputati! - Ci si è posti il problema,
volutamente ignorato da mezzo secolo, di considerare l'intera
area padana come uno specifico, quanto articolato contesto
geografico, culturale, sociale, economico e produttivo formato
da comuni, province e regioni ad alto sviluppo economico, ma
con gravissime ed ormai pluridecennali carenze sia nel campo
delle infrastrutture che dell'organizzazione dei servizi
sociali e di quelli inerenti alla produzione e agli scambi. In
particolare, sarebbe di grande utilità per tutta la Padania
proporre con molta forza l'ipotesi di avviare una risoluta
azione politica perché venga istituito un apposito Ministero
per la questione settentrionale. Questo nuovo organo dovrebbe
avere come finalità primarie di assicurare, anzitutto, la
piena ed urgente attuazione, in tutta l'area settentrionale,
delle norme concernenti l'ordinamento costituzionale ed
amministrativo della Repubblica con lo scopo di renderlo
coerente con quanto previsto e prescritto dall'articolo 5
della Costituzione sia in materia di autonomie legislative ed
amministrative locali che di decentramento della legislazione
e dei servizi che dipendono dallo Stato.
Data la preesistenza per molti decenni nell'ordinamento
istituzionale della Repubblica del Ministero per gli
interventi straordinari nel Mezzogiorno affidato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri (decreto del Presidente
della Repubblica 19 gennaio 1987, n. 12), un Ministero con
queste caratteristiche per il Settentrione e con queste
funzioni appare oggi pienamente legittimato. Attraverso di
esso si consacrerebbe l'esistenza ufficiale ed
istituzionalizzata di una specifica "questione padana", così
come a suo tempo si ritenne per decenni di ufficializzare a
livello istituzionale e governativo l'esistenza specifica di
una "questione meridionale" per la cui soluzione nacque
appunto l'apposito Ministero per gli interventi straordinari
nel Mezzogiorno.
La fisionomia del Ministero proposto è comunque
completamente differente da quella che assumevano i Ministeri
per il Mezzogiorno il cui compito, quasi esclusivo, era di
strumento per la ripartizione delle spese, in un'ottica
marcatamente assistenzialistica. Il Ministero dovrebbe avere
funzioni di coordinamento, di deregolamentazione, di
rappresentanza e di sburocratizzazione. Il suo scopo operativo
immediato dovrebbe essere l'avvio di tutte le procedure
legislative, amministrative, fiscali e finanziarie, ordinarie
e straordinarie, necessarie a garantire - in base alle norme
fondamentali della Costituzione della Repubblica in materia di
autonomie locali e di decentramento - il sufficiente livello
di autogoverno dei territori padani. Il tutto secondo il
metodo della sussidiarietà sancito dagli atti e trattati
europei e con le prescrizioni ed i vincoli già stabiliti dalla
legge 30 dicembre 1989, n. 439, recante "Ratifica ed
esecuzione della convenzione europea relativa alla Carta
europea dell'autonomia locale, firmata a Strasburgo il 15
dicembre 1985". I compiti delle agenzie, in particolare di
quelle fiscali, e delle prefetture, sarebbero assunti ed
assorbiti dalle autonomie locali, in prospettiva di un
cambiamento finale del sistema tributario da un lato e di
tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica dall'altro. Gli
stessi commissari di Governo dovrebbero essere designati con
nuovi criteri e con nuove funzioni, con precisi ambiti e
delimitazioni.
Tra l'altro, l'idea di un Ministero specifico per una
determinata area territoriale non è certo tipica dello Stato
italiano. Infatti, se consideriamo l'esperienza britannica,
vediamo che nel 1885 venne nominato un segretario (un alto
responsabile) per la Scozia e venne istituito lo Scottish
Office con sede a Londra. Le responsabilità crescenti del
segretario per la Scozia condussero nel 1926 ad una sua
promozione a segretario di Stato (Ministro a pieno titolo).
Nel 1939 il quartier generale dello Scottish Office
passò ad Edimburgo, a significare una maggiore vicinanza alle
istanze della popolazione scozzese. Nel corso dei decenni le
competenze dello Scottish Office si sono
progressivamente estese, giungendo a coprire la maggior parte
delle funzioni del governo del Regno Unito in Scozia. Le
nomine per i membri direttivi di una serie di enti pubblici
sono entrate nella responsabilità del segretario di Stato. Per
rendere evidenti le dimensioni e l'importanza di questo
organismo, basti pensare che ultimamente lo Scottish
Office disponeva di 4.500 dipendenti per i 5 milioni di
scozzesi (uno ogni mille), senza contare i 5.600 dipendenti
delle agenzie esecutive ad esso rispondenti. La dotazione
finanziaria dello Scottish Office era l'equivalente di
oltre 8.000.000 di lire per ogni scozzese. Con la creazione
del nuovo Parlamento scozzese le competenze dello Scottish
Office sono state "devolute" a quest'ultima istituzione
quale sbocco naturale delle istanze di libertà e autogoverno
del popolo scozzese. A testimonianza di una cultura politica
dotata di sensibilità storica e territoriale è da ricordare
che accanto al Ministero per la Scozia si sono aggiunti quello
per il Galles e quello per l'Irlanda del Nord.