Doc. XXII, n. 21




RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! - La Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è stata istituita con deliberazione della Camera dei deputati 31 luglio 2003 allo scopo di: verificare la dinamica dei fatti, le cause ed i motivi che hanno portato al duplice omicidio, nonché il contesto, in particolare dal punto di vista militare, politico ed economico; esaminare e valutare le possibili connessioni tra l'omicidio, i traffici illeciti di armi e di rifiuti tossici e l'azione di cooperazione allo sviluppo condotta dallo Stato italiano in Somalia; analizzare, infine, le modalità, la completezza e l'attendibilità dell'operato delle amministrazioni dello Stato, anche in relazione alle inchieste della magistratura.
La Commissione, costituitasi il 21 gennaio 2004, era originariamente chiamata a concludere i propri lavori entro sei mesi dalla sua costituzione, mentre entro i successivi due mesi avrebbe dovuto presentare all'Assemblea una relazione conclusiva.
Nonostante l'intensa attività posta in essere dalla Commissione sin dall'inizio, le questioni poste dalla deliberazione istitutiva si sono rilevate talmente complesse che è stata necessaria una proroga dei lavori della Commissione fino al 30 luglio 2005, prevedendo che la relazione conclusiva fosse presentata entro il 30 novembre 2005.
La Commissione ha potuto esaminare la maggior parte delle questioni relative a tale duplice omicidio.
La dinamica dei fatti è stata approfondita ricostruendo gli spostamenti di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin durante il loro ultimo viaggio in Somalia ed appurando la dinamica dell'omicidio, attraverso l'attribuzione di una perizia medico-legale e tecnico-balistica all'Istituto di medicina legale del Sacro Cuore.
Sono state, poi, analizzate le causali riguardanti la morte dei due giornalisti, prendendo in esame e valutando l'attendibilità di quelle piste giornalistiche che ricollegano l'omicidio a presunte conoscenze degli stessi in ordine a traffici di armi e di rifiuti tossici tra l'Italia e la Somalia.
Il contesto militare e politico della Somalia nel 1994 è stato ricostruito sia attraverso la richiesta di atti e documenti specifici, sia ascoltando i responsabili delle missioni Unosom I e Unosom II; la Commissione deve completare la ricostruzione di tale contesto, sentendo la testimonianza dei responsabili della missione militare italiana.
Riguardo al ruolo delle amministrazioni nella vicenda connessa all'uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, sono state approfondite l'attività della magistratura, le responsabilità dei dipendenti e dirigenti della RAI che si occuparono del trasporto dei bagagli dei due giornalisti, nonché l'attività investigativa svolta dalla Digos di Roma e di Udine. In riferimento a quest'ultima, la Commissione è riuscita autonomamente a scoprire il nome delle fonti confidenziali di cui si è avvalsa la Digos di Udine per condurre le indagini.
È stato poi sventato un tentativo di depistaggio a danno della Commissione grazie ad un serio lavoro investigativo condotto a latere dell'inchiesta.
La Commissione ha, infine, esaminato accuratamente il ruolo di Hashi Omar Hassan, cittadino somalo, condannato con sentenza passata in giudicato a 26 anni di reclusione in quanto giudicato uno dei responsabili dell'omicidio. A tale proposito è stato approfondito il ruolo dell'ambasciatore Cassini nell'identificare le persone di cittadinanza somala che vennero nel 1997 in Italia per testimoniare sulle violenze subite dai militari italiani, tra le quali fu, poi, individuato il teste accusatore di Hashi Omar Hassan, il cosiddetto Gelle, resosi irreperibile prima dell'arresto dello stesso Hashi Omar Hassan. Al riguardo è stata avviata apposita rogatoria internazionale per rintracciare tale testimone.
È stato possibile per la Commissione sentire come testimoni alcune persone informate sui responsabili del duplice omicidio, aprendo nuovi possibili scenari meritevoli di specifico approfondimento.
È in corso di preparazione, infine, una apposita rogatoria per rintracciare l'unico testimone oculare del duplice omicidio e, più precisamente, l'uomo che faceva parte della scorta dei due giornalisti; la Commissione è in attesa delle risultanze di tale attività, mentre sta predisponendo ulteriori richieste di rogatoria per acquisire, presso la sede delle Nazioni Unite a New York, la documentazione ancora disponibile delle missioni Unosom I e Unosom II affinché possa essere ricostruito con certezza l'accaduto.
Tali risultati sono stati raggiunti attraverso una intensa attività della Commissione, concretizzatasi, alla data del 16 maggio 2005, in 178 esami testimoniali e 20 audizioni per complessive 340 ore di seduta.
Nonostante tale articolata attività, è ancora da esplorare tutto il filone della cooperazione allo sviluppo in Somalia, anche attraverso l'acquisizione degli atti in possesso dell'autorità giudiziaria di Roma e di Milano e la programmazione degli esami testimoniali dei responsabili della cooperazione presso il Ministero degli affari esteri.
Occorre, inoltre, approfondire il ruolo che il SISDE ha avuto nella individuazione dei responsabili del duplice omicidio; a tale fine, la Commissione dovrà esaminare la documentazione già richiesta al Servizio ed ascoltare le testimonianze dei funzionari che si sono occupati della vicenda.
Ulteriori accertamenti dovranno essere svolti per verificare se ed in quale maniera l'uccisione dei due giornalisti possa essere collegata a presunti traffici illeciti di rifiuti e di armi, acquisendo gli atti processuali delle autorità giudiziarie di Trieste, Latina e Brindisi e ascoltando alcuni testimoni somali e italiani interessati alla vicenda, in primis l'ingegnere Omar Mugne, allora proprietario della società di pescherecci Shifco, e il signor Giorgio Giovannini, indicati da alcune inchieste giornalistiche come i mandanti dell'omicidio.
Tutto questo rappresentiamo in quanto, anche su sollecitazione dei rappresentanti di gruppo della Commissione, riteniamo necessario che la durata dei lavori della Commissione debba essere prorogata fino al 31 dicembre 2005, presentando una relazione conclusiva all'Assemblea entro il 28 febbraio 2006.


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