Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione pervenuta in data 5 gennaio 2006 dal GIP del tribunale di Trieste, dott. Enzo Truncellito, il quale, con ordinanza in data 20 dicembre 2005, ha sospeso il procedimento penale n. 3362/0 RGNR - n. 3822/05 RG GIP nei confronti di Roberto Menia e chiesto alla Camera una deliberazione in materia d'insindacabilità.
Il deputato interessato, nell'ambito del procedimento, ha infatti eccepito in data 25 novembre 2005 l'applicabilità della regola dell'insindacabilità parlamentare ex articolo 68, primo comma, della Costituzione, ma il giudice non ha accolto l'eccezione.
La querela che dà origine al procedimento è stata sporta da Alessandro Metz, consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, che aveva considerato affermazioni rese dal Menia offensive della sua reputazione.
In particolare, in data 30 maggio 2003, era apparso sul Piccolo di Trieste un articolo relativo ad un incontro pubblico organizzato da Alleanza Nazionale sul tema «Stampa, televisione e libertà» nel corso del quale era intervenuto l'on. Menia che, criticando duramente la candidatura di Riccardo Illy a «governatore» della regione Friuli Venezia Giulia, aveva dichiarato, tra l'altro: «Ha pure per amichetto un tale Alessandro Metz che compare anche sui manifesti elettorali e che è un noto devastatore di beni pubblici».
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 25 gennaio 2006, ascoltando anche l'on. Menia, il quale ha esposto che nell'occasione in esame aveva partecipato a un'iniziativa elettorale contraria alla candidatura di Riccardo Illy - allora deputato - alla presidenza della giunta regionale friulana (Illy poi prevalse sulla candidata della Casa delle libertà Alessandra Guerra). In tale circostanza aveva elencato quelle che a suo avviso erano le contraddizioni della storia amministrativa e del progetto politico di Illy: aveva ricordato le supposte incongruenze del piano del traffico, delle scelte urbanistiche e del - secondo lui - non sempre coerente richiamo alla legalità. A tale ultimo proposito aveva citato l'amicizia tra Illy e Alessandro Metz, a suo avviso noto appartenente all'area della disobbedienza e dei centri sociali. Secondo il Menia, il Metz era ed è noto anche per aver riportato condanne per danneggiamento relative a fatti di distruzione di attrezzature pubbliche, quali per esempio le sbarre del confine orientale dell'Italia e l'assalto a un centro di permanenza temporanea.
In audizione, inoltre, l'on. Menia ha chiarito che la definizione «amichetto» da lui usata non aveva alcun riguardo alle inclinazioni sessuali del Metz, che del resto gli risulta avere due figli. «Amichetto» stava in realtà per «amico» nel contesto del linguaggio vezzeggiativo ironico che a Trieste talora si usa nei confronti di Riccardo Illy, noto per la sua appartenenza all'élite della città.
A parere dei componenti intervenuti, la vicenda può essere ricondotta nel contesto del dibattito politico-parlamentare. Considerando che l'incontro organizzato da AN presso la Stazione Marittima di Trieste aveva avuto luogo in piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale e l'elezione del presidente della giunta, carica a cui - come detto - aspirava un deputato; ritenuto altresì che dalla documentazione depositata dall'on.Menia risulta che nel 1998 in effetti il Metz era rimasto coinvolto in tafferugli per un assalto al CPT di Gradisca (fatto per cui poi il tribunale di Trieste prima e la corte d'appello poi lo hanno condannato, sia pure in epoca successiva alle dichiarazioni qui in contestazione); constatato altresì che il Menia aveva presentato già nel 1996, nel 1998, nel 2000 e nel 2001 diversi atti di sindacato ispettivo concernenti anche vicende in cui erano coinvolti gli animatori dei centri sociali del Triveneto, è apparso prevalente nella controversia giudiziaria l'aspetto politico-parlamentare rispetto al profilo della contesa personale.
Per questi motivi la Giunta, all'unanimità, propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Vincenzo SINISCALCHI, relatore.
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