Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione pervenuta in data 14 febbraio 2002 da Silvio Berlusconi, in relazione al procedimento civile pendente presso la Corte d'appello di Roma. Il procedimento trae origine da una citazione notificata dall'on. Piero Folena e dal dott. Marco Ghezzi, in relazione a dichiarazioni rese dall'on. Berlusconi in un articolo comparso sul quotidiano Il Messaggero dell'11 luglio 1998 dal titolo «Se lunedì mi condannano subito in piazza». Nell'articolo si riferiva che, durante una direzione del partito di Forza Italia, l'on. Berlusconi avrebbe sostenuto che l'on. Folena avrebbe cenato con il dottor Ghezzi, magistrato di Milano incaricato del processo All Iberian, per organizzare un complotto giudiziario ai suoi danni. In particolare, sul quotidiano veniva riferito testualmente che l'on. Berlusconi avrebbe affermato: «la strategia contro di me e contro il nostro partito è stata decisa due mesi fa durante una cena che Folena (responsabile giustizia della Quercia - ndr) ha organizzato con i giudici. Li hanno deciso i tempi delle sentenze e l'opportunità di farle arrivare nel periodo estivo».
Con sentenza del 23 dicembre 2002 il tribunale di Roma considerava indimostrato che l'on. Berlusconi avesse proferito le frasi attribuitegli dal quotidiano e pertanto condannava quest'ultimo a risarcire il danno nei confronti degli attori, ma respingeva la domanda nei confronti dell'on. Berlusconi.
Il Messaggero ha successivamente interposto appello sia nei confronti del Folena che del Ghezzi, notificando contestualmente l'atto d'appello anche all'on. Berlusconi. Mentre l'on. Folena si è costituito come mero appellato per chiedere il rigetto dell'appello, il dottor Ghezzi non solo si è costituito ma ha anche notificato un appello incidentale nei confronti dell'on. Berlusconi, chiedendone in via subordinata la condanna risarcitoria, facendo così rivivere in quest'ultimo l'interesse giuridico alla deliberazione in materia d'insindacabilità.
La Giunta ha esaminato e concluso il caso nella seduta del 15 febbraio 2006.
La maggioranza dei componenti intervenuti ha ritenuto la vicenda riconducibile alla perdurante e ancora attuale polemica politico-parlamentare sul ruolo della magistratura e sulle asserite parzialità perpretate in danno dell'on. Berlusconi. Si tratta evidentemente di un tema ampiamente oggetto di dibattito parlamentare, come del resto attestano le deliberazioni della Camera stessa sui Docc. IV-quater nn. 7 e 10 di questa legislatura.
Per questi motivi la Giunta, a maggioranza, propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Aurelio Gironda Veraldi, relatore
Frontespizio |