Onorevoli Colleghi! - A seguito di querela sporta dall'on. Domenico Tuccillo, parlamentare in carica, e del successivo decreto di citazione a giudizio, l'on. Vincenzo Nespoli, anch'egli parlamentare in questa legislatura, è stato chiamato a rispondere, dinanzi al Tribunale di Napoli, del reato di cui all'articolo 595 - comma 3 - C.P. perché, quale autore dell'articolo pubblicato il 10 marzo 2002 sul periodico Nuova Città di Afragola, presentando all'opinione pubblica il Tuccillo quale persona legata ad ambienti malavitosi, ne offendeva l'onore e la reputazione, con le seguenti frasi: «il Tuccillo ha molti impegni da rispettare, assunti in campagna elettorale, con ambienti particolari che gli hanno consentito la rielezione... dato che gli impegni insistono su questioni legate ad interessi locali... non sono facili da mantenere se la maggioranza non risponde a pieno a quanto dispone il Tuccillo»; ed ancora «l'on. Tuccillo ha costruito la sua rielezione sulla falsa guerra all'abusivismo edilizio ed alla legalità»; e sempre nel medesimo articolo «il sindaco Salzano appare troppo legato e vincolato ai vertici di talune forze politiche di maggioranza, ai parlamentari ulivisti del territorio... al patto del giovedì sottoscritto da Tuccillo ai suoi danni... troppi vincoli che lo incamminano per una strada irta di pericoli... fatti di accordi subdoli, che sarebbe chiamato a rispettare e che denotano una regia malavitosa della gestione del territorio».
Comparendo dinanzi alla Giunta, l'on. Nespoli assumeva, tra l'altro, di non avere alcunché di personale nei confronti dell'on. Tuccillo, e di avere soltanto posto delle questioni di tipo politico. Egli specificava altresì che in passato è stato eletto nel maggioritario proprio nel collegio di Afragola, comune nel quale egli risiede, ed ultimamente nel proporzionale per la circoscrizione Campania 2, che comprende tutte le province campane, tranne quella di Napoli; che i fatti da lui esposti nell'articolo in oggetto «si calano nel contesto dell'attività di tutti i parlamentari sul territorio»; che il comune di Afragola «è stato di recente oggetto dell'accesso prefettizio finalizzato a stabilire se sussistono i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa»; che «l'attività amministrativa svolta dallo stesso Comune è stata oggetto dell'attenzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia»; ed ancora che il prefetto competente per territorio è dovuto intervenire più volte per revocare varie concessioni edilizie, ecc.
L'on. Nespoli, infine, faceva pervenire alla Giunta una copia dell'interrogatorio, reso al P.M. procedente nei suoi confronti per il reato di diffamazione, in cui egli esplicitava che nel suo articolo incriminato erano riportate sostanzialmente, tutte virgolettate, parti di articoli apparsi in precedenza sulla stampa cittadina, che solo in parte si riferivano all'on. Tuccillo, e per i quali sinora non era mai stato querelato da alcuno.
Tutto ciò premesso in fatto, deve osservarsi conseguentemente che di certo non siamo in tema di attività parlamentare tipica, ex articolo 68, primo comma, della Costituzione, ed articolo 3 della legge n. 140 del 2003. Tuttavia, a nostro avviso, deve ugualmente ravvisarsi, nell'articolo del Nespoli e nelle espressioni che egli ha usato, (naturalmente non ci interessano il merito e la fondatezza delle accuse, che esulano dalla nostra competenza) l'esercizio di funzioni parlamentari, sia pure in senso lato, tenuto conto che la vicenda ha caratteristiche peculiari, ed un contenuto utile ed importante ai fini che ci riguardano.
Questa vicenda, infatti, vede coinvolti ed interessati, in contrapposizione tra loro, due parlamentari; uno dei quali, il Nespoli, censura l'altro, il Tuccillo, in ordine ad un presunto impegno e ad una pretesa condotta politica di quest'ultimo, che indirettamente avrebbe avuto ad oggetto problemi ed interessi illeciti - in materia di piano regolatore ed altro - di quel territorio del quale entrambi sono espressione politica, quali rappresentanti parlamentari.
In relazione a quei problemi e a quegli interessi, che - giova ripeterlo - erano stati tra l'altro oggetto sia dell'attenzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia, sia della Prefettura al fine di una ipotesi di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, il Tuccillo, secondo il Nespoli, avrebbe speso negativamente la sua influenza politica, attraverso «disposizioni» e «protezioni».
Dunque un attacco politico con il quale un parlamentare, inserendosi come tale in problematiche più ampie, di indubbio e rilevante pubblico interesse, polemizzava - ancorché pesantemente, ma tale asprezza non rileva ai fini del nostro esame - nei confronti di un suo collega, per come questi ha svolto la sua attività politica e di parlamentare, per di più nel territorio comune.
Questa è la ricostruzione deliberata a maggioranza dalla Giunta, con due astensioni, e la motivazione della conclusiva proposta, con cui si chiede a questa Assemblea che venga ritenuta l'insindacabilità della condotta, e quindi della polemica politico-parlamentare del Nespoli, per la quale quest'ultimo si trova ad essere imputato del reato di diffamazione.
Giuseppe LEZZA, Relatore
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