Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione avanzata in data 29 settembre 2004 dal deputato Sandro Delmastro Delle Vedove con riferimento ad un procedimento civile iniziato nei suoi confronti dal dottor Gabriele Bagnasco, sindaco di Vercelli fino al giugno 2004. Il procedimento prende le mosse da dichiarazioni rese dal Delmastro in ordine a un'operazione dell'azienda municipalizzata del comune di Vercelli competente per la gestione del ciclo dei rifiuti (l'ATENA SPA).
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 26 gennaio 2005. Dall'esame della documentazione è emerso che il Delmastro avrebbe tra l'altro affermato che un accordo societario, in virtù del quale la predetta azienda avrebbe ceduto a un raggruppamento di imprese private una parte delle sue quote, in realtà preludeva all'ingrandimento di un inceneritore e aveva «come obiettivo trasformare Vercelli nell'immondezzaio ufficiale di mezza regione Piemonte, ancorché lautamente pagato». L'atto di citazione peraltro chiama il Delmastro a rispondere anche del fatto che egli avrebbe provocato il Bagnasco a citarlo in giudizio al fine di dimostrare chi tra loro dicesse il vero in ordine al progetto dell'inceneritore. In particolare, a quest'ultimo proposito, dopo aver affermato sulla Stampa del 20 gennaio 2004 che la vicenda dell'inceneritore costituiva un autentico disdoro per la politica del sindaco Bagnasco, sull'edizione del 20 marzo dello stesso anno del quotidiano torinese, in una lettera, l'onorevole Delmastro affermava: «Le persone serie e determinate le querele le presentano e dopo, semmai, lo comunicano ai giornali. Non vorrei che Bagnasco si fosse dimenticato di querelarmi».
A parere della maggioranza dei componenti espressisi sul punto queste dichiarazioni sarebbero insindacabili ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost.
Questa opinione non può essere condivisa, giacché è il frutto di una impostazione al contempo largheggiante e frettolosa che trascura il rigore che invece dovrebbe ispirare i lavori della Giunta per le autorizzazioni e la considerazione della funzione parlamentare.
Se da un lato non si può disconoscere che nelle dichiarazioni di Sandro Delmastro non vi è quella carica offensiva e denigratoria a cui ci hanno abituato altri colleghi, dall'altro non si capisce quale sia la funzione parlamentare che egli abbia esercitato nel rilasciarle.
Il solo fatto che Gabriele Bagnasco fosse il sindaco di Vercelli certo non basta a radicare la polemica nei suoi confronti nell'ambito dell'esercizio del mandato parlamentare. Né è sufficiente a tal fine che si discutesse dell'impianto di termovalorizzazione e delle prodromiche operazioni finanziarie. Si tratta, come è evidente, di scelte amministrative e gestionali che tutti gli enti locali si trovano a dover affrontare e soppesare e che - a meno di precise iniziative parlamentari tipiche (interrogazioni, mozioni, ordini del giorno o altro) - non hanno a che fare con le funzioni delle assemblee parlamentari. Peraltro, che manchino atti di sindacato ispettivo dell'on. Delmastro su questa vicenda è quanto meno singolare, avendo egli presentato ben più di mille di tali atti nella legislatura in corso.
Ma la parte paradossale della vicenda in esame sta proprio nel fatto che il sindacato della magistratura sulla disputa non sia stato sollecitato da Gabriele Bagnasco, ma dallo stesso on. Delmastro. In una lettera inviata alla Giunta l'ex sindaco di Vercelli è il primo a riconoscere la pochezza dei rilievi del deputato richiedente: è tuttavia anche sorpreso del voltafaccia di quest'ultimo. Appare ovvio infatti che se si provoca taluno, lanciandogli pubblicamente un guanto di sfida, alla lite giudiziaria poi non ha senso rifugiarsi dietro il comodo schermo di una immunità parlamentare amministrata in maniera compiacente da una maggioranza «amica».
In conclusione, sia per l'argomento prettamente localistico, sia per la mancanza di atti tipici della funzione, sia per il comportamento tra lo sciatto e l'arrogante del deputato richiedente, esorto l'Assemblea a respingere la proposta della Giunta e a deliberare per la sindacabilità.
Silvana DAMERI, relatore per la minoranza.
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