Doc. IV-quater, n. 110





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta d'insindacabilità avanzata in data 6 novembre 2000, nella XIII legislatura, da Amedeo Matacena per fatti avvenuti all'epoca in cui era deputato.
La vicenda trae origine da un'intervista rilasciata da Amedeo Matacena a Giuseppe D'Amico, cronista del Quotidiano e pubblicata il 30 ottobre 1999, col titolo «Appalti blindati, il giorno di Aquila». In particolare, per come risulta dal capo d'imputazione, il Matacena ha affermato, tra l'altro: «Non mi risulta l'intercessione del signor Liuzzo in merito al pagamento di una tangente da parte dell'IMPREGIL alla SOGESCA. Ma mi risulta che Liuzzo è stato fatto oggetto da parte del Liberati, come si è letto sulla stampa locale, di fatturazione gonfiata, ovviamente a danno solo od anche della SOGESCA. Quindi, traspare chiaramente, a mio avviso, un tentativo di truffa». Per tale ragione Giancarlo Liberati sporgeva querela nei confronti del Matacena.
La richiesta d'insindacabilità avanzata dal Matacena, poiché non esaminata dalla Giunta prima della fine della XIII legislatura, è stata mantenuta all'ordine del giorno della legislatura in corso e il suo esame è iniziato nella seduta del 4 giugno 2003, data in cui la Giunta ha concordato di richiedere all'interessato documentazione più ampia sui fatti di causa. Analoga richiesta è stata avanzata al giudice procedente. Nella seduta del 5 maggio 2004 la Giunta ha preso atto che la documentazione rilevante era pervenuta. Nella seduta del 12 maggio si è svolta l'audizione dell'interessato; in quella del 17 giugno veniva disposto un rinvio in ragione dell'assenza del relatore mentre in quella del 21 luglio 2004 si perveniva a deliberare.
Dalla documentazione pervenuta è emerso che il procedimento è iniziato innanzi al tribunale di Reggio Calabria, ma che questo, con sentenza del 1o marzo 2002, si è dichiarato incompetente per territorio. Il procedimento pertanto è ripreso innanzi all'autorità giudiziaria di Cosenza.
Nel merito, è emerso altresì che l'articolo di giornale in questione ineriva a una vicenda di tipo localistico nella quale oggetto di un'indagine penale sarebbe stato l'appalto per la costruzione di una scuola allievi carabinieri (giornalisticamente definita «inchiesta sugli appalti blindati»). Secondo l'ipotesi investigativa Giuseppe Aquila, ex vicepresidente della giunta provinciale di Reggio Calabria ed esponente di Forza Italia, avrebbe partecipato a un incontro volto a verificare la possibilità che tale Giuseppe Liuzzo fornisse materiali edili alla SOGESCA, società amministrata da Elio Matacena. All'incontro sarebbero stati presenti, secondo la ricostruzione giornalistica, oltre al Liuzzo stesso, Amedeo Matacena e Giancarlo Liberati, rappresentante con ampi poteri della SOGESCA stessa.
Orbene, la Giunta non ha ritenuto rilevante esaminare sviluppi e dettagli dell'indagine nel contesto della quale Giuseppe Aquila è stato sentito, né i profili di responsabilità dei vari protagonisti della vicenda. Quello che tuttavia è apparso chiaro alla maggior parte dei componenti intervenuti sul punto è che nella controversia tra i vari protagonisti l'esercizio del mandato parlamentare di Amedeo Matacena non è affatto venuto in considerazione. Se sia vero o no che egli abbia partecipato ad un incontro in cui furono trattati aspetti operativi dei lavori di costruzione di una caserma dei carabinieri; se nell'affidamento e nell'esecuzione di tali lavori vi siano profili di illiceità penale; se, e in che modo, Amedeo Matacena si sia pronunciato sull'evolversi di tale vicenda, sono profili che sono apparsi del tutto estranei alla tematica dell'insindacabilità parlamentare. Né - nonostante che sia stato invitato a farlo - l'interessato ha offerto documenti parlamentari che potessero spiegare un nesso tra la sua attività parlamentare e i giudizi dati al cronista del Quotidiano.
Per questi motivi, a maggioranza, la Giunta propone all'Assemblea di deliberare che i fatti oggetto del procedimento non concernono opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

Lello DI GIOIA, relatore.


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