Doc. IV-quater, n. 107





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il deputato Ugo Parolo, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso l'ufficio del giudice di pace di Lecco (proc. n. 178/04 Mod. 21-bis). Il procedimento trae origine da una querela sporta da Alessio Stampa, assessore presso il comune di Colico (Lecco), e dal padre di questi, Marco Stampa a motivo di affermazioni rese nel corso della seduta del consiglio comunale di Colico del 22 dicembre 2003 dal Parolo.
Per come risulta dalla trascrizione della seduta del consiglio comunale, tra le affermazioni del deputato Parolo, quelle ritenute lesive sono le seguenti: «Il papà dell'assessore Alessio Stampa, adesso vi racconto una storiella. Nel 1973 il comune non aveva ancora il piano regolatore, allora fuori dal centro edificato si poteva costruire col rapporto di 1/10 della copertura, come prevedeva la legge. Il papà dell'assessore cos'ha fatto? Aveva un terreno, voleva fare la sua casa, poverino, allora cos'ha fatto lui? Siccome con lo 0,10 poteva costruire un pollaio, lui ha dichiarato 1 invece di 0,10 e invece di 130 metri cubi, ne ha fatti 1.300. Capito? Quindi quella casa è stata costruita con una dichiarazione falsa e quindi è abusiva, dopodiché l'assessore, lo stesso giorno in cui è stato eletto assessore, cos'ha fatto? Ha denunciato il suo vicino che aveva il torto di aver costruito una stalla a 48 metri invece che a 50. Il vicino cos'ha fatto? È andato a vedere la casa del papà e si è accorto che non era regolare. Ha denunciato, però loro invece di perseguire il papà dell'assessore, sapete cos'hanno fatto? Gli hanno fatto ordinanza di demolizione al vicino. Così vanno le cose a Colico. Questa è una delle cose... la concessione per fare la stalla gliel'abbiamo data noi, non ci siamo accorti che mancavano due metri, dagli Stampa! Lui ha fatto solo una stallettina, invece tuo papà ha fatto una mega villa tutta abusiva, in più...»; e ancora, rivolgendosi direttamente all'assessore Stampa: «Tu sei uno di quelli che faceva i manifesti onorevole fantasma e vuoi insegnare l'educazione a me? Sei quello che andava in giro a dire che io avevo l'auto blu a Roma e vuoi insegnare l'educazione a me? Stampa non fare il moralista, fai il tuo intervento e non tirar fuori altre cose. Io vi conosco tutti e so quello che avete fatto. E mi fermo qui, perché potrei dirti altre cose».
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 21 luglio 2004, nel corso della quale ha proceduto all'audizione del deputato interessato. Quest'ultimo ha illustrato che i suoi interventi nella seduta del consiglio comunale in questione attenevano a una proposta - avanzata dalla giunta comunale - di variante al Piano regolatore generale che egli non condivideva e dietro la quale vedeva muoversi interessi non trasparenti, tanto che si è determinato anche a sporgere una denuncia penale. Ha precisato altresì che - come agevolmente si può constatare dal verbale della riunione del consiglio comunale - nessuno dei presenti ai suoi interventi lo ha smentito in punto di fatto.
Premesso che Colico è comune ricompreso nel collegio elettorale del deputato Parolo e che la materia urbanistica è sempre stata oggetto del suo interesse in tale qualità, diversi componenti la Giunta durante l'esame hanno evidenziato che il tema dello ius aedificandi e delle connesse decisioni amministrative in sede locale è da sempre materia di vivace dibattito politico-parlamentare. Si pensi a tal proposito alle discussioni che portarono nel 1977 all'approvazione della cosiddetta «legge Bucalossi», alla successiva sentenza della Corte costituzionale n. 5 del 1980 e, ancora, ai cosiddetti condoni edilizi (decreto Nicolazzi del 1985 e condoni Berlusconi 1 del 1994 e Berlusconi 2 del 2004).
Per questi motivi, nella maggioranza della Giunta si è determinata la convinzione che il discorso in consiglio comunale dell'onorevole Parolo sia connesso anche con l'esercizio delle sue funzioni parlamentari ai sensi e per gli effetti dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

Aurelio GIRONDA VERALDI, relatore.


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