Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente il senatore Marcello Dell'Utri, deputato nella XIII legislatura, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Milano in seguito ad una querela sporta da Filippo Alberto Rapisarda. Il procedimento trae origine dalle affermazioni rese in un intervento telefonico nel corso della puntata del 6 aprile 2001 della trasmissione «Il raggio verde» condotta da Michele Santoro.
Il capo d'imputazione è così formulato: "[...] perché offendeva la reputazione di Rapisarda Filippo Alberto in quanto, intervenendo per via telefonica nel corso della trasmissione televisiva "Il raggio verde" andata in onda su Rai2, dichiarava fra l'altro: «Ma vorrei dire una volta per tutte che questo signore non è neanche un finanziere perché penso che i finanzieri dovrebbero ribellarsi a una definizione del genere: se per finanziere si intende uno che per tutta la vita viene inseguito dalla Guardia di finanza la definizione è esatta! Quindi non è un imprenditore cioè uno che intraprende le cose, le disfa le fa eccetera ma non ne ha mai conclusa più nessuna. Si dimentica che ha condanne addirittura per violenza carnale ecco perché poi è stato dichiarato delinquente abituale».
La Giunta, dopo aver rinviato l'esame della questione nelle sedute del 19 e 27 novembre 2003, lo ha svolto infine nella seduta del 3 dicembre 2003.
Nel corso dell'esame è emerso che l'argomento della trasmissione televisiva riguardava i criteri che le due coalizioni, le quali si sarebbero confrontate nelle prossime elezioni del 13 maggio 2001, avevano adottato per la scelta delle candidature. Poiché nella trasmissione Filippo Alberto Rapisarda aveva rivolto frasi di aspra censura all'onorevole Dell'Utri, quest'ultimo aveva replicato attraverso il collegamento telefonico in diretta. Alla maggioranza dei componenti intervenuti, pertanto, è apparso che la circostanza abbia i connotati della controversia politico-parlamentare. In tal senso è sembrato applicabile - pur nel dissenso di taluno dei membri della Giunta - l'articolo 68, primo comma, della Costituzione anche come interpretato dall'articolo 3, comma 1, della legge n. 140 del 2003, il quale include nelle espressioni insindacabili gli atti di critica e denuncia politica connessi con la funzione di parlamentare.
Per questo, la Giunta stessa - a maggioranza - propone all'Assemblea di deliberare nel senso che entrambi i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Sergio COLA, relatore.
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